Riscossione: termine prescrizionale per la riscossione delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie

by Redazione | 15/10/2020 8:21

Nell’Ordinanza n. 20955 del 1° ottobre 2020, la Suprema Corte osserva che l’art. 20, comma 3, del Dlgs. n. 472/1997, stabilisce che “il diritto alla riscossione della sanzione irrogata si prescrive nel termine di 5 anni”. A sua volta, l’art. 2948, comma 1, del Cc., afferma che “si prescrivono in 5 anni gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi”.

Sul punto, i Giudici di legittimità chiariscono che il diritto alla riscossione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste per la violazione di norme tributarie, derivante da Sentenza passata in giudicato, si prescrive entro il termine di 10 anni, per diretta applicazione dell’art. 2953 del Cc., che disciplina specificamente ed in via generale la cosiddetta “actio iudicati”. Mentre, se la definitività della sanzione non deriva da un provvedimento giurisdizionale irrevocabile vale il termine di prescrizione di 5 anni, previsto dall’art. 20 del Dlgs. n. 472/1997, atteso che il termine di prescrizione entro il quale deve essere fatta valere l’obbligazione tributaria principale e quella accessoria relativa alle sanzioni non può che essere di tipo unitario. Peraltro, è stato altresì precisato in materia di interessi che “gli interessi dovuti per il ritardo nella loro esazione, i quali integrano un’obbligazione autonoma rispetto al debito principale e suscettibile di autonome vicende, sì che il credito relativo a tali accessori rimane sottoposto al proprio termine di prescrizione quinquennale fissato dall’art. 2948, del Cc.”.

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