Risultato di amministrazione e “procedura di risanamento finanziario pluriennale”

Risultato di amministrazione e “procedura di risanamento finanziario pluriennale”

Nella Delibera n. 62 del 20 marzo 2019 della Corte dei conti Campania, viene chiesto un parere sulla condotta che il Comune in questione vorrebbe tenere in ordine all’approvazione del bilancio di previsione 2019-2021 con contestuale ricorso alla “procedura di riequilibrio finanziario pluriennaleex art. 243-bis del Dlgs. n. 267/00 (Tuel) per la copertura e il finanziamento dei debiti fuori bilancio e per l’eventuale disavanzo 2018. La Sezione chiarisce che il “risultato di amministrazione”, accertato o presunto, nel nuovo Sistema contabile del Dlgs. n. 118/11 deve esprimere in modo unitario, chiaro e veritiero, lo stato degli equilibri dell’Ente. Invero, il risultato di amministrazione “presunto”, che costituisce il riferimento del bilancio di previsione, non può non tenere conto dei fatti di gestione al 31 dicembre, noti all’Ente, anche se tali fatti di gestione non sono stati ancora formalmente “accertati” con la rendicontazione dell’anno corrispondente (art. 188, comma 1-bis, del Tuel). Di conseguenza, il risultato di amministrazione presunto deve già inglobare lo squilibrio da eventuali debiti fuori bilancio, valorizzando, in chiave sussidiaria e analogica, lo strumento del “Fondo rischi”. E ciò per evitare una falsa rappresentazione del risultato di amministrazione e tutelare i principi di prudenza e di veridicità. In questo modo, il riconoscimento e la copertura dei debiti fuori bilancio diventano parte integrante e parallela della Manovra di bilancio successiva, la quale dovrà trovare le risorse per coprire l’eventuale maggiore disavanzo emerso, nonché prendere atto dell’eventuale minore risultato di amministrazione disponibile.


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