Scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazione mafiosa

Scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazione mafiosa

Nella Sentenza n. 6435 del 26 settembre 2019 del Consiglio di Stato, i Giudici hanno affermato che, in sede di scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazione mafiosa, gli elementi indicativi del condizionamento criminale devono caratterizzarsi per concretezza ed essere anzitutto assistiti da un obiettivo e documentato accertamento nella loro realtà storica. Inoltre, i Giudici hanno sottolineato che l’art. 143, comma 1, del Dlgs. n. 267/2000 – Tuel (nel testo novellato dall’art. 2, comma 30, della Legge n. 94/2009), richiede che gli elementi capaci di evidenziare la sussistenza di un rapporto tra l’organizzazione mafiosa e gli Amministratori dell’Ente considerato infiltrato devono essere “concreti, univoci e rilevanti” ed assumere una valenza tale da determinare “un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere l’imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati”.

Gli elementi indicativi del condizionamento criminale devono come detto caratterizzarsi per concretezza ed essere anzitutto assistiti da un obiettivo e documentato accertamento nella loro realtà storica; per univocità, intesa quale loro chiara direzione agli scopi che la misura di rigore è intesa a prevenire; per rilevanza, che si caratterizza per l’idoneità all’effetto di compromettere il regolare svolgimento delle funzioni dell’Ente Locale.


Related Articles

Amministratori locali: modalità di calcolo dell’indennità di funzione alla luce della “Legge Delrio”

Nella Delibera n. 102 del 20 settembre 2016 della Corte dei conti Lazio, la richiesta di parere riguarda le modalità

Distributori automatici: l’Agenzia delle Entrate approva nuove specifiche tecniche per la trasmissione dei corrispettivi

Con il Provvedimento 30 marzo 2017, l’Agenzia delle Entrate ha reso nota l’implementazione del processo di memorizzazione elettronica e trasmissione

Individuazione di c.d. “zone rosse” della Città

Nella Sentenza n. 823 del 4 giugno 2019 del Tar Toscana, i Giudici affermano che è illegittimo il provvedimento prefettizio

Non ci sono commenti per questo articolo

Scrivi un commento
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.