Servizi pubblici locali: le Società che li erogano rientrano negli obblighi di digitalizzazione previsti dal “Codice dell’Amministrazione digitale”?

Servizi pubblici locali: le Società che li erogano rientrano negli obblighi di digitalizzazione previsti dal “Codice dell’Amministrazione digitale”?

Il testo del quesito:

La nostra Società che eroga pubblici servizi per conto del Comune rientra negli obblighi di digitalizzazione previsti dal ‘Codice dell’Amministrazione digitale’? Cosa è necessario fare entro il 28 febbraio 2021?”.

La risposta dei nostri esperti:

Prima di tutto, è necessario considerare che l’ambito soggettivo del “Codice dell’Amministrazione digitale” di cui al Dlgs. n. 82/05, è rivolto:

  1. alle Pubbliche Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/2001;
  2. ai gestori di servizi pubblici, ivi comprese le Società quotate, in relazione ai servizi di pubblico interesse;
  3. alle Società a controllo pubblico, come definite nel Dlgs. n. 175/2016.

In merito invece alla scadenza del 28 febbraio 2021, ricordiamo che l’art. n. 24 del “Decreto Semplificazioni” (Dl. n. 76/2020) dispone che “tutte le Amministrazioni pubbliche hanno l’obbligo di consentire l’accesso ai propri servizi online esclusivamente mediante identificazione tramite ‘Spid’, ‘Cie’ o ‘Cns’. Nel contempo, è stato previsto il divieto di rilasciare o rinnovare ogni altro tipo di credenziale per l’identificazione e l’accesso ai propri servizi, ferma restando la possibilità di utilizzare le credenziali già rilasciate fino alla loro naturale scadenza e, comunque, non oltre il 30 settembre 2021”.

Per quanto riguarda le Società a controllo pubblico, anche se per queste la norma non prevede un obbligo formale per la scadenza del 28 febbraio 2021, è di riflesso esteso anche a loro qualora ad esempio siano gestori di un servizio svolto per conto di una Pubblica Amministrazione per l’accesso al quale, se gestito “in economia” dall’Ente, sarebbe necessario dotarsi degli strumenti previsti dall’art. 24 del Dl. n. 76/2020 (“Spid”, “Cie/Cns”, “PagoPa”, App “IO”, ecc.)

Oltre a questo, visto che anche le Società a controllo pubblico devono adeguarsi alle disposizioni del “Cad”, sarebbe opportuno prendere già da subito in considerazione l’opportunità di integrarsi con le Piatteforme abilitanti per l’erogazione dei servizi on line quali “Spid”, “Cie”, “PagoPA” e l’AppIO”.

La migrazione al digitale non è solo un adempimento normativo ma risponde ad una crescente domanda da parte dell’utenza che durante l’esperienza del distanziamento interpersonale ha preso dimestichezza con le nuove tecnologie. Secondo un recente Studio elaborato dal Censis in collaborazione con il Centro Studi Tim, l’83,5% degli ha dichiarato che vorrebbe accedere ai servizi della P.A. sia fisicamente che on line.

Tre sono le criticità che la Società a controllo pubblico deve superare per gestire il proprio processo di digitalizzazione:

  1. avere la capacità strategica di definire il proprio “Piano di digitalizzazione” sulla base del “Piano triennale 2020-2022”;
  2. elevare il livello culturale interno sui temi del digitale. L’elemento culturale è il profondo gap che ci penalizza, come rilevato anche dal Desi – “The Digital Economy and Society Index” (https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/digital-economy-and-society-index-desi);
  3. individuare un partner tecnologico in grado di rendere concreta la migrazione al digitale, creando valore aggiunto nella gestione dei processi interni al fine di superare la resistenza al cambiamento ed offrire servizi on line integrati e di qualità.
  4. valutare se strategicamente – come ritiene chi scrive – nominare comunque il Responsabile della transizione al digitale di cui all’art. 17 del “Cad” internamente alla propria struttura organizzativa (sebbene anche questo adempimento non sia letteralmente previsto come obbligatorio dalla normativa).

Punto di partenza resta la consapevolezza che il passaggio al digitale non è solo una questione tecnologica ma anche e soprattutto gestionale-organizzativa, la cui complessità non è alla portata dei singoli Enti medio piccoli ma necessita di soggetti attuatori pubblici (Unioni di Comuni, Province, Città metropolitane o Regioni) o soggetti privati altamente specializzati in grado progettare, attuare e consolidare, la transizione al digitale dell’Ente.

di Cesare Ciabatti


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