“Servizi Sociali”: ripartizione del Fondo per inquilini morosi e definizione della condizione di morosità incolpevole

È stato pubblicato sulla G.U. n. 161 del 14 luglio 2014, il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 14 maggio 2014, titolato “Attuazione dell’art. 6, comma 5, del Dl. 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni dalla Legge 28 ottobre 2013, n. 124 – Morosità incolpevole”.
La norma richiamata ha istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, con una dotazione pari a Euro 20 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015, e previsto che le risorse del Fondo debbano essere utilizzate nei Comuni ad alta tensione abitativa che abbiano avviato, entro il 30 ottobre 2013, bandi o altre procedure amministrative per l’erogazione di contributi in favore di inquilini morosi incolpevoli. Il Dl. n. 102/13 prevede altresì che le risorse siano assegnate prioritariamente alle Regioni che abbiano emanato norme per la riduzione del disagio abitativo e che prevedano percorsi di accompagnamento sociale per i soggetti sottoposti a sfratto.
Il Ministero, dopo aver esaminato il rapporto dell’Ufficio centrale di statistica del Ministero dell’Interno sugli sfratti e aver verificato che solo le Regioni Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania, hanno provveduto a prevedere percorsi di accompagnamento sociale per i soggetti sottoposti a sfratto (anche attraverso Organismi comunali), ha stabilito, a mezzo del Decreto in commento, la ripartizione delle risorse assegnate al Fondo tra le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e i criteri e le priorità da rispettare nei provvedimenti comunali che definiscono le condizioni di morosità incolpevole che consentono l’accesso ai contributi.
L’art. 1 stabilisce che il Fondo 2014 destinato agli inquilini morosi incolpevoli è ripartito in proporzione al numero di provvedimenti di sfratto per morosità emessi (dato Ministero dell’Interno al 31 dicembre 2012): per il 30% tra le Regioni Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania, e per il restante 70% tra tutte Regioni e le Province autonome (Tabella con la suddivisione dei 20 milioni assegnati al Fondo fra le Regioni allegata al Dm.). Le Regioni individuano i Comuni ad alta tensione abitativa (Delibera Cipe n. 87/03), compresi i Comuni capoluogo di Provincia non inclusi nella predetta Delibera, a cui destinare le risorse del Fondo. Le Regioni che adottano linee guida per l’assegnazione dei contributi comunali devono darne notizia alle Prefetture competenti per territorio e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
L’art. 2 stabilisce che per “morosità incolpevole” deve intendersi la situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo in ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare, dovuta ad una delle seguenti cause:
– perdita del lavoro per licenziamento;
– accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro;
– cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale;
– mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici;
– cessazioni di attività libero-professionali o di imprese registrate, derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente;
– malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali.
Ai sensi dell’art. 3, il Comune nel consentire l’accesso ai contributi finanziati con Fondo in parola deve verificare che il richiedente:
a) abbia un reddito Ise non superiore ad Euro 35.000 o un reddito derivante da regolare attività lavorativa con un valore Isee non superiore ad Euro 26.000;
b) sia destinatario di un atto di intimazione di sfratto per morosità, con citazione per la convalida;
c) sia titolare di un contratto di locazione di unità immobiliare ad uso abitativo regolarmente registrato (esclusi gli immobili appartenenti alle Categorie catastali Al, A8 e A9) e risieda nell’alloggio oggetto della procedura di rilascio da almeno un anno;
d) abbia cittadinanza italiana, di un Paese dell’Ue ovvero, nei casi di cittadini non appartenenti all’Ue, possieda un regolare titolo di soggiorno.
Il Comune deve verificare anche che il richiedente, ovvero un componente del nucleo familiare, non sia titolare di diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione nella Provincia di residenza di altro immobile fruibile ed adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare.
E’ stabilito che costituisce criterio preferenziale per la concessione del contributo la presenza, all’interno del nucleo familiare, di almeno un componente che sia: ultrasettantenne, ovvero minore, ovvero con invalidità accertata per almeno il 74%, ovvero in carico ai Servizi sociali o alle competenti Aziende sanitarie locali per l’attuazione di un progetto assistenziale individuale.
L’importo massimo di contributo concedibile per sanare la situazione di “morosità incolpevole” accertata non può superare l’importo di Euro 8.000.
I provvedimenti comunali di concessione del contributo finanziato dal Fondo devono essere destinati alla concessione di contributi in favore:
a) di inquilini nei cui confronti sia stato emesso provvedimento di rilascio esecutivo per morosità incolpevole, che sottoscrivano con il proprietario dell’alloggio un nuovo contratto a canone concordato;
b) di inquilini la cui ridotta capacità economica non consenta il versamento di un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione (il Comune in tal caso prevede le modalità per assicurare che il contributo sia versato contestualmente alla consegna dell’immobile);
c) di inquilini, ai fini del ristoro, anche parziale, del proprietario dell’alloggio, che dimostrino la disponibilità di quest’ultimo a consentire il differimento dell’esecuzione del provvedimento di rilascio dell’immobile.
I Comuni interessati devono comunicare alle Prefetture l’elenco dei soggetti richiedenti che hanno i requisiti per l’accesso al contributo, per le valutazioni funzionali all’adozione delle misure di graduazione programmata dell’intervento della Forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto, come previsto dall’art. 6, comma 5, del Dl. n. 102/13.


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