Strutture sanitarie private non accreditate: autorizzazione regionale

Strutture sanitarie private non accreditate: autorizzazione regionale

Nella Sentenza n. 1589 del 7 marzo 2019 del Consiglio di Stato, i Giudici affermano che l’apertura di una struttura privata non accreditata è soggetta ad autorizzazione della Regione. In particolare, i Giudici chiariscono che, per ragioni attinenti, non solo alla tutela della salute – quale irrinunciabile interesse della collettività – ma anche alla tutela della concorrenza, l’autorizzazione per la realizzazione delle strutture sanitarie e sociosanitarie, ai sensi dell’art. 8-ter, comma 3, del Dlgs. n. 502/1992, deve necessariamente restare inserita nell’ambito della programmazione regionale, in quanto la verifica di compatibilità, effettuata dalla Regione, ha proprio il fine di accertare l’armonico inserimento della struttura in un contesto di offerta sanitaria rispondente al fabbisogno complessivo e alla localizzazione territoriale delle strutture presenti in ambito regionale, anche al fine di garantire meglio l’accessibilità ai servizi e di valorizzare le aree di insediamento prioritario delle nuove strutture. La disciplina nazionale e quella, conforme, adottata a livello regionale, non contrastano in sé con il diritto eurounitario perché, come ha chiarito la Corte di Giustizia “una programmazione che richieda una previa autorizzazione per l’installazione di nuovi prestatori di cure può rendersi indispensabile per colmare eventuali lacune nell’accesso alle cure ambulatoriali e per evitare una duplicazione nell’apertura delle strutture, in modo che sia garantita un’assistenza medica che si adatti alle necessità della popolazione, ricomprenda tutto il territorio e tenga conto delle regioni geograficamente isolate o altrimenti svantaggiate” e, quindi è legittimo che uno Stato membro organizzi i Servizi di assistenza medica in modo da dare priorità ad un Sistema di prestazioni in natura affinché ogni paziente acceda facilmente, sull’intero territorio nazionale, ai Servizi dei medici convenzionati.


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