Superamento delle barriere architettoniche: per l’applicazione dell’aliquota Iva al 4% rileva la natura oggettiva del servizio

by Redazione | 20/01/2020 15:18

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 3 del 13 gennaio 2020, ha fornito chiarimenti in ordine all’aliquota Iva al 4% applicabile in caso di interventi finalizzati al superamento delle barriere architettoniche.

L’Agenzia ha richiamato il n. 41-ter) della Tabella A, Parte II, allegata al Dpr. n. 633/1972, il quale prevede che siano assoggettate ad aliquota 4% le “prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto o aventi ad oggetto la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche”.

Come affermato nella Consulenza giuridica n. 18 del 24 luglio 2019, si tratta di un’agevolazione diretta a favorire l’esecuzione di opere finalizzate all’adeguamento degli edifici alle prescrizioni contenute nella Legge n. 13/1989.

Le barriere architettoniche in esame sono quelle descritte dall’art. 2 del Dm. n. 236/1989, attuativo dell’art. 1 della citata Legge, ai sensi del quale sono tali: “a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea; b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature e componenti; c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi”.

La Risoluzione n. 70/E del 2012 ha chiarito che l’aliquota Iva del 4% prevista dal n. 31) della Tabella A, Parte II, del Dpr. n. 633/1972, applicabile alle cessioni dei beni ivi previsti (ossia poltrone e veicoli per invalidi anche a motore, servoscala e altri mezzi simili atti al superamento di barriere architettoniche per soggetti con ridotte o impedite capacità motorie), è un’agevolazione oggettiva. Ciò in quanto la finalità della norma è “… agevolare i trasferimenti di quei beni che, per le loro caratteristiche tecniche di costruzione, sono oggettivamente idonei a risolvere i limiti di deambulazione dei soggetti con ridotte e/o impedite capacità motorie, senza condizionare l’applicazione dell’aliquota ridotta alla circostanza che l’acquirente sia il soggetto portatore di handicap …. Il Legislatore ha dunque inteso oggettivizzare la portata applicativa dell’agevolazione in esame guardando alla natura del prodotto ceduto piuttosto che allo status di invalidità del soggetto acquirente … In tale ottica, l’aliquota ridotta del 4% può applicarsi in ogni fase di commercializzazione del bene, anche nell’ipotesi in cui il cessionario sia un condominio, un Ente, una Scuola o simili … nella misura in cui rispondano alle peculiarità tecniche indicate dalla normativa” (art. 8.1.13 del Dm. n. 236/1989).

Ciò premesso, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto valide considerazioni analoghe anche ai fini dell’individuazione della portata del n. 41-ter) della citata Tabella A, in relazione alle “prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto aventi ad oggetto la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche”. La norma in esame infatti completa in sostanza la previsione del n. 31) sopra richiamato, includendo le prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto, e pertanto il Legislatore ha inteso anche in questo caso oggettivizzare la portata applicativa dell’agevolazione in esame guardando alla natura del prodotto piuttosto che allo status di invalidità del soggetto acquirente.

In linea con quanto già affermato nella richiamata Risoluzione n. 70/E del 2012, l’Agenzia ha concluso che la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento o all’eliminazione delle barriere architettoniche possa beneficiare dell’aliquota Iva ridotta del 4%, nella misura in cui le stesse rispondano alle peculiarità tecniche indicate dall’art. 8.1.13 del Dm. n. 236/1989.

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