Tari: giurisdizione del Giudice tributario

 

Nella Sentenza n. 183 del 18 gennaio 2017 del Consiglio di Stato, alcuni Istituti religiosi dediti all’istruzione non statale hanno appellato una Sentenza con la quale veniva declinata la giurisdizione amministrativa in favore di quella tributaria sulla controversia avente ad oggetto la quantificazione dell’importo da essi dovuto a titolo di Tari per l’anno 2014.

I Giudici affermano che sfugge alla cognizione del Giudice amministrativo la controversia avente ad oggetto l’impugnazione, oltre dell’atto presupposto regolamentare posto a monte della pretesa tributaria, degli atti impositivi a valle del procedimento esattivo. I Giudici precisano che la cognizione dell’atto presupposto è effettuata ai sensi degli artt. 7, comma 5, e 2, comma 3, del Dlgs. n. 546/92, incidentale rispetto al sindacato in via principale della pretesa tributaria impositiva.

La giurisdizione funzionale del Giudice tributario in materia trova riscontro nelle norme di diritto positivo; sebbene l’art. 19, comma 3, del Dlgs. n. 546/92, fissi la tassonomia degli atti impugnabili autonomamente, non includendovi l’atto regolamentare o generale – costituente atto presupposto del provvedimento impositivo – la cognizione sugli stessi è comunque assicurata in via incidentale in virtù dei già citati art. 7, comma 5, e art. 2, comma 3, del Dlgs. n. 546/92.

In conclusione, i Giudici dichiarano inammissibile il ricorso per difetto di giurisdizione, trattandosi di controversia rientrante nella giurisdizione del Giudice tributario.