Tari: la posizione del Tar Lecce sulle tariffe per utenze domestiche e non

Tari: la posizione del Tar Lecce sulle tariffe per utenze domestiche e non

Nella Sentenza n. 1275 del 21 luglio 2017 del Tar Lecce, i Giudici hanno respinto il ricorso proposto da una Associazione di piccole e medie imprese contro 2 Delibere del Consiglio comunale con le quali il Comune ha approvato il “Piano finanziario del ‘Servizio di gestione di rifiuti” e il “Piano finanziario di gestione ai fini della determinazione delle tariffe della Tari per l’anno 2016”, stabilendo che la ripartizione del costo del servizio fosse nella misura del 50% per le utenze domestiche (abitazioni familiari) e del 50% per le utenze non domestiche (attività commerciali, industriali, professionali e produttive in genere).

I Giudici pugliesi rilevano che l’art. 4 del Dpr. n. 158/99, nel disporre che la ripartizione dei costi avvenga secondo criteri di razionalità, impone di valutare, ai fini della divisione dei costi del “Servizio di igiene urbana” tra le diverse fasce di utenza e dunque di stabilire le tariffe Tari, non solo la quantità del rifiuto prodotto dalle singole fasce di utenza domestica e non domestica, ma anche la tipologia di Servizio reso in favore di ciascuna categoria che, con riferimento alle utenze non domestiche, prevede turni di raccolta dei rifiuti più frequenti (e ulteriori prestazioni) e risulta pertanto certamente più gravoso rispetto al Servizio erogato in favore delle utenze domestiche.

Pertanto, anche sotto tale ulteriore profilo, le valutazioni discrezionali effettuate dal Comune in questione negli atti impugnati, in materia di ripartizione dei costi del “Servizio di igiene urbana” tra le categorie delle utenze domestiche e non domestiche – peraltro identiche a quelle già assunte con riferimento sia all’anno 2014 che all’anno 2015 mai contestate – si palesano scevre dei lamentati profili di irrazionalità ed incongruenza, adeguatamente giustificate e tali da consentire ai cittadini di comprendere chiaramente l’iter logico seguito dal Comune per determinare la tariffa da pagare da parte di ciascuna categoria di utenze.


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