Tarsu: è soggetto passivo anche chi occupa o detiene box, cantine e garage

Tarsu: è soggetto passivo anche chi occupa o detiene box, cantine e garage

Nella Sentenza n. 2626 del 24 ottobre 2016 del Tar Catania, un Consiglio comunale determinava la modifica del Regolamento comunale per l’applicazione della Tarsu, iniziando una riduzione del 90% per box, garage, cantine e ripostigli. Contro queste determinazioni veniva proposto ricorso, affermando la violazione dell’art. 52 del Dlgs. n. 446/97. Infatti, i ricorrenti rilevavano che l’introduzione della modifica al Regolamento comunale Tarsu, che fa riferimento alla sola riduzione del 90% per box, cantine, garage e ripostigli, nella totale assenza della previsione di una rispettiva categoria, sarebbe una illegittima modifica in senso peggiorativo per i contribuenti. Inoltre, veniva dedotta la violazione dell’art. 62, comma 2, del Dlgs. n. 507/93 e del Regolamento comunale Tarsu. I Giudici rilevano che il presupposto fattuale della Tarsu è individuato dall’art. 62, comma 1, Dlgs. n. 507/93, secondo cui “la Tassa è dovuta per l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti, ad esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie di civili abitazioni diverse dalle aree a verde, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è istituito ed attivato o comunque reso in maniera continuativa”.

Tuttavia, il Tributo è escluso per alcune fattispecie individuate in dettaglio dal Legislatore, che altrimenti sarebbero state soggette ad ordinaria imposizione. L’art. 62, comma 2 citato, stabilisce in questo senso che “non sono soggetti alla Tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell’anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione”.

Pertanto, secondo i Giudici, dal quadro sopra riferito emerge che il Tributo è dovuto quando il soggetto passivo occupa o detiene locali ed aree scoperte poste nel territorio comunale, e fra queste vi rientrano, senza la necessità di configurare una categoria ad hoc, anche box, cantine e garage. Nei casi in cui il locale (e dunque anche le suddette pertinenze) o l’area scoperta non possono produrre rifiuti, il Tributo non è invece dovuto, a condizione che il contribuente ne dia notizia in sede di Dichiarazione e tale circostanza sia obiettivamente riscontrabile da parte dell’Ente impositore. In sostanza, vi è una presunzione legale di produttività dei rifiuti che il contribuente può vincere facendosi carico del relativo onere probatorio.


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