“Terzo Settore”: tracciabilità nei confronti delle Associazioni senza fine di lucro e delle Pro-loco

“Terzo Settore”: tracciabilità nei confronti delle Associazioni senza fine di lucro e delle Pro-loco

L’Agenzia delle Entrate – Direzione centrale Normativa, con la Risoluzione n. 102/E del 19 novembre 2014, in risposta ad una richiesta di consulenza giuridica, ha fornito indicazioni sulla corretta interpretazione dell’art. 25, comma 5 della Legge n. 133/99 in materia di tracciabilità nei confronti delle Associazioni senza fine di lucro e delle Associazioni pro-loco.

L’art. 25, comma 5, della Legge n. 133/99, dispone che i pagamenti effettuati a favore di Società, Enti ed Associazioni sportive dilettantistiche, nonché i versamenti da questi operati, se di importo superiore a Lire 1.000.000 [Euro 516,46], “sono eseguiti (…) tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all’Amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli, che possono essere stabilite con Decreto del Ministro delle Finanze (…)”.

In attuazione di tale art. 25 sono intervenuti successivamente il Decreto del Ministro delle Finanze n. 473/99 – stabilendo che tali versamenti possono essere eseguiti anche mediante carta di credito o bancomat – e la Circolare n. 43/E del 2000, che ha chiarito che possono essere operati anche attraverso “altri sistemi (…) che consentano concretamente lo svolgimento di efficaci e adeguati controlli quali, ad esempio, assegni non trasferibili intestati alla Associazione sportiva destinataria (…).

In sostanza, l’art. 25, comma 5, della Legge n. 133/99, impone il ricorso a mezzi di pagamento che consentano la tracciabilità delle movimentazioni di denaro al fine di garantire lo svolgimento di efficaci controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria. Il fatto che l’osservanza di questa disposizione sia direttamente collegata alla possibilità di applicare le disposizioni agevolative di cui alla Legge n. 398/91, lascia dedurre che la volontà del Legislatore sia quella di estendere le imposizioni della norma di tracciabilità agli Enti che abbiano optato per l’applicazione della Legge n. 398/91.

In sintesi, il citato art. 25, comma 5, della Legge n. 133/99, si applica, non solo ai soggetti richiamati dal medesimo articolo ed a quelli cui siano state espressamente estese le “altre disposizioni tributarie riguardanti le Associazioni sportive dilettantistiche” (ai sensi dell’art. 90, comma 1, della Legge n. 289/02 e dell’art. 2, comma 31, della Legge n. 350/03), ma anche alle Associazioni senza fini di lucro e alle Associazioni pro-loco, in quanto destinatarie del regime fiscale recato dalla Legge n. 398/91.

In riferimento poi alla richiesta di conoscere il momento in cui decorrono gli effetti della decadenza dal regime di cui alla Legge n. 398/91, laddove venga meno il requisito della tracciabilità, l’Agenzia ritiene che, qualora vengano meno nel corso dell’anno i presupposti per l’applicazione del regime speciale di cui alla Legge n. 398/91, l’applicazione del tributo con il regime ordinario dovrà avvenire dal mese successivo a quello in cui sono venuti meno i requisiti (cfr. Circolare n. 247/E del 1999, come modificata dalla citata Circolare n. 43/E del 2000, nonché la Risoluzione n. 123/E del 2006).


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