Trasformazione del rapporto di lavoro da part-time a tempo pieno: incidenza sulle capacità assunzionali

by Redazione | 02/03/2020 15:11

Nella Delibera n. 62 del 31 ottobre 2019 della Corte dei conti Basilicata, un Sindaco ha chiesto se la trasformazione del contratto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno incida sulla capacità assunzionale dell’Ente per la parte differenziale tra il tempo pieno e il part-time all’epoca della costituzione del rapporto oppure solo per le ore effettuate immediatamente prima della trasformazione a tempo pieno. In sostanza, chiede di conoscere in che misura tale trasformazione possa erodere la quota di capacità assunzionale di cui il Comune in questione potrebbe disporre.

La Sezione ha rilevato che, in caso di trasformazione a tempo pieno di un rapporto di lavoro a tempo parziale, l’art. 3, comma 101, della Legge n. 244/2007, equiparata a nuova assunzione, l’incremento di spesa che l’Ente Locale sostiene e sulla cui base deve verificare la capienza nel contingente di assunzioni annuali effettuabili è pari alla differenza fra la spesa sostenuta per il rapporto di lavoro a tempo parziale e quella discendente dalla trasformazione del rapporto a tempo pieno anche al fine di evitare comportamenti “elusivi” dei vigenti vincoli in materia di turn over. Infatti, trattandosi di un limite quantitativo mai preso in considerazione prima, neanche in occasione degli incrementi di orario con cui è stata integrata la prestazione lavorativa part-time, in questa fase di trasformazione del rapporto la differenza oraria fra l’originario contratto di lavoro ed il contratto a tempo pieno va ad incidere integralmente sugli spazi assunzionali dell’Ente. Dunque, secondo la Sezione, il Comune in questione, avendo dichiarato di aver proceduto, nel corso degli anni successivi all’assunzione di dipendenti part-time, all’incremento orario dei relativi contratti senza erodere la propria capacità assunzionale, al momento della trasformazione dei rapporti di lavoro a tempo parziale in rapporti di lavoro a tempo pieno dovrà considerare, come costo del personale, la differenza oraria fra l’originaria prestazione a tempo parziale (al netto dei successivi incrementi orari) e quella che deriva dal nuovo contratto a tempo pieno, differenza che inciderà integralmente sulle facoltà assunzionali dell’Ente. Dette assunzioni dovranno essere realizzate in coerenza con quanto stabilito nel “Piano triennale del fabbisogno di personale”.

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