Tributi locali: confronto versamenti Imu 2012 e Imu-Tasi 2014

Nei giorni scorsi è stata pubblicata sul sito internet del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento delle Finanze – la Nota “Il prelievo sugli immobili: confronto fra l’Imposta municipale propria (Imu) 2012 e l’Imu-Tasi 2014”.

Il Documento rammenta che:

– dal 1° gennaio 2014 è in vigore la Iuc costituita dallImu, di natura patrimoniale, dal Tasi e dalla Tari, destinata a finanziare i costi del “Servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti”;

– il versamento della Tasi, nei Comuni che non hanno deliberato le aliquote entro il 23 maggio 2014, è posticipato al 16 ottobre 2014 e gli Enti Locali devono obbligatoriamente deliberare entro il 10 settembre le aliquote e le detrazioni;

– la base imponibile Tasi è quella prevista per l’applicazione dell’Imu e l’aliquota di base è pari all’1 per mille;

– il Comune, con Deliberazione del Consiglio comunale, può determinare l’aliquota rispettando il seguente vincolo: la somma delle aliquote Tasi e Imu, per ciascuna tipologia di immobile, non deve essere superiore all’aliquota massima consentita dalla legge per l’Imu al 31 dicembre 2013;

– l’aliquota massima Tasi, per il 2014, non può eccedere il 2,5 per mille;

– nella determinazione delle aliquote Tasi, sempre per il 2014, possono essere superati i limiti stabiliti, per un ammontare complessivamente non superiore allo 0,8 per mille, a condizione che siano finanziate, relativamente alle abitazioni principali e alle unità immobiliari ad esse equiparate, detrazioni d’imposta o altre misure, tali da generare effetti sul carico di imposta Tasi equivalenti a quelli determinatisi con riferimento all’Imu relativamente alla stessa tipologia di immobili;

– per quanto riguarda l’Imu, in assenza di Delibera per l’anno 2014, i contribuenti hanno dovuto effettuare versamenti in acconto con le aliquote previste per l’anno 2013.

La Nota Mef confronta, per i 2.178 Comuni che hanno già deliberato l’aliquota Tasi 2014 e distintamente per ogni categoria di immobile, i versamenti complessivi effettuati in acconto a titolo di Imu e Tasi 2014 con quelli relativi all’Imu effettuati nell’anno 2012 (che rammentiamo però includono l’Imu sull’abitazione principale).

Il confronto è effettuato tra il gettito Imu/Tasi 2014 proiettato su base annua e il gettito Imu 2012[1].

L’evoluzione normativa della tipologia di prelievo sugli immobili, nel triennio 2012/2014, distinta per tipologia di immobile, è riportata nella seguente Tabella:

 

 

TIPOLOGIA IMMOBILE

 

2012

 

2013

2014
con Delibera senza Delibera
Abitazione principale

 

IMU   TASI  
Abitazione principale – lusso (A1, A8, A9) IMU IMU TASI + IMU IMU
Altri fabbricati IMU IMU TASI + IMU IMU
Aree fabbricabili IMU IMU TASI + IMU IMU
Terreni agricoli IMU * IMU IMU
Immobili uso produttivo – Cat. D IMU IMU TASI + IMU IMU
Fabbricati rurali IMU   TASI + IMU IMU
Fabbricati rurali – uso strumentale IMU   TASI  
 

* Nel 2013 è stata pagata la seconda rata Imu solo dai cosiddetti “rentiers

 

 

Nella Sezione 1 del Documento è effettuata un’analisi dei versamenti per fasce d’importo.

La lettura dei versamenti 2014 per Imu e Tasi, per fasce di importo, elaborata sulla base dei versamenti Imu totali e dei versamenti Tasi aggiornati alle deleghe del 27 giugno 2014 evidenza che l’importo versato a titolo di primo acconto dell’Imu, dai circa 14,7 milioni di contribuenti interessati, ammonta a circa Euro 9,5 miliardi;a fine 2014 viene stimato un gettito teorico di circa Euro 18,8 miliardi, tenendo conto anche dei versamenti a giugno in unica soluzione.

Quasi 7 milioni di contribuenti hanno versato in acconto circa Euro 738 milioni nei 2.178 Comuni che hanno deliberato le aliquote Tasi nei termini previsti. A fine 2014, è stato stimato un gettito complessivo di Euro 1,4 miliardi ma il dato dei versamenti non permette proiezioni attendibili sulla totalità dei Comuni in assenza d’informazioni sulle Delibere che questi andranno ad adottare nei prossimi mesi. Pertanto, a fine 2014, il gettito Tasi potrebbe aumentare se i quasi 6.000 Comuni, che non hanno provveduto entro il 23 maggio a deliberare, stabiliranno aliquote superiori all’1 per mille sulla nuova Imposta, mentre il gettito Imu potrebbe ridursi di conseguenza, considerando il vincolo posto dal Legislatore, secondo cui la somma delle aliquote relative alla Tasi/Imu, per ciascuna tipologia di immobili, non può eccedere l’aliquota massima Imu, per la stessa tipologia di immobili.

L’analisi dei versamenti effettivi per le abitazioni principali, solo per i Comuni che hanno deliberato l’aliquota Tasi, evidenza che nel passaggio dall’Imu 2012 alla Tasi/Imu 2014, si registra una diminuzione del numero di contribuenti per l’abitazione principale pari a circa 1,2 milioni; secondo il Dipartimento, tale flessione può dipendere dall’introduzione, da parte di alcuni Comuni, di esenzioni per l’abitazione principale.

Il gettito Imu 2012 relativo all’abitazione principale è risultato di circa Euro 1,6 miliardi a fronte di un gettito Tasi/Imu 2014 stimato, a fine 2014, in circa Euro 1,2 miliardi,con una riduzione complessiva del 29,3%. E’ rilevato che, per la fascia di importo sotto a Euro 50e per quelle superiori a Euro 150, la Tasi/Imu 2014 risulta ridotta, sia riguardo al numero dei contribuenti che dell’importo teorico rispetto all’Imu 2012; invece, per le fasce di importo comprese tra Euro 50 e Euro 150, è stato rilevato un incremento contenuto del numero di contribuenti e degli importi teorici della Tasi/Imu 2014 rispetto all’Imu 2012. Secondo gli estensori della Nota Mef, ciò è dovuto al fatto che la normativa riguardante l’Imu prevedeva detrazioni di base per tutti i Comuni, mentre la normativa sulla Tasi non contempla questa possibilità e lascia la facoltà di introdurre detrazioni al singolo Comune.

L’analisi dei versamenti sui fabbricati diversi dall’abitazione principale – “altri fabbricati” – per i Comuni che hanno deliberato l’aliquota Tasi permette di stimare un gettito teorico complessivo per l’Imu e la Tasi 2014 (circa Euro 7 miliardi) equivalente sostanzialmente all’Imu versata nel 2012. Per le fasce d’importi inferiori a Euro 200, i versamenti teorici crescono in maniera significativa, riducendosi al contrario per le classi di importi superiori ai Euro 200.

L’analisi dei versamenti Imu-Tasi sui terreni, per i Comuni che hanno deliberato l’aliquota Tasi, fa emergere complessivamente una riduzione, sia del numero dei contribuenti che degli importi teorici versati[2]. La riduzione del prelievo, pari nel complesso al 15,9%, si distribuisce in maniera abbastanza uniforme, in termini percentuali, su tutte le fasce d’importo e riflette anche la riduzione della base imponibile disposta con la “Legge di stabilità 2014” per i terreni posseduti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (soggetti Iap).

L’analisi dei versamenti Imu-Tasi sulle aree fabbricabili evidenzia che l’importo teorico (Imu/Tasi) si riduce del 10,37% circa rispetto al gettito 2012; confrontando il gettito Imu 2012 con il valore teorico dell’Imu 2014, si ha un minor gettito previsto di circa Euro 60 milioni e una riduzione del numero di contribuenti di circa 60.000 unità.

L’analisi dei versamenti Imu-Tasi sui fabbricati rurali[3] fa risultare che, per tale tipologia di immobili, la componente Imu 2014 risulta marginale. Nel complesso, si osserva una flessione dell’importo teorico di Imu e Tasi 2014 (- 50% circa) e del numero di contribuenti. La riduzione degli importi riflette in parte il minor numero di contribuenti e in parte il limite dell’1 per mille posto all’aliquota della Tasi.

Nella Sezione 2 sono confrontati i versamenti Imu 2012 con quelli Imu/Tasi 2014, distinti in base alla popolazione dei Comuni di riferimento. Le risultanze stimate potrebbero non essere confermate a consuntivo, in quanto risulta evidente che il numero di Enti che hanno approvato le aliquote Tasi è direttamente correlato con la dimensione demografica.

Il Documento riporta di seguito i gettiti Imu 2012 e i gettiti Imu 2014+Tasi 2014, distinti per fascia di popolazione dei Comuni, complessivi e in relazione alle diverse tipologie di immobili.

 

[1] Come benchmark è stato utilizzato l’anno 2012, anziché l’anno 2013, poiché il gettito Imu 2013 risulta condizionato dalle esenzioni previste dai Dl. n. 102/13 e n. 133/13 per le abitazioni principali, i terreni e altre categorie di immobili.

[2]Per effetto del Dl. n. 16/14, a partire dal 2014, i proprietari di terreni agricoli non devono pagare la Tasi, ma solo l’Imu con le modalità previste dal Dl. 201/11.

[3]Dal 2014, sui fabbricati rurali ad uso abitativo gravano Imu e Tasi secondo le ordinarie modalità di legge, ossia anche quando ricorrano le condizioni di legge, secondo le disposizioni previste per l’abitazione principale. I fabbricati rurali strumentali sono esenti da Imu dal 2014, per effetto di quanto previsto dalla “Legge di stabilità 2014” (art. 1, comma 708, Legge n. 147/13). Nello stesso periodo tale tipologia di immobili è assoggettata a Tasi con aliquota non superiore all’1 per mille.


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