Unioni civili: il Viminale invita i Comuni ad adeguarsi alla posizione assunta dalla Consulta sulle variazioni anagrafiche del cognome

Unioni civili: il Viminale invita i Comuni ad adeguarsi alla posizione assunta dalla Consulta sulle variazioni anagrafiche del cognome

È stata pubblicata in data 28 maggio 2019 sul sito del Ministero dell’Interno – Direzione centrale per i Servizi Demografici, la Circolare n. 5, emanata lo stesso giorno e rubricata “Sentenza Corte Costituzionale n. 212/18. Stato civile – Disciplina del Cognome comune nelle Unioni civili – Variazioni anagrafiche”.

Con il Documento di prassi in commento, il Viminale ha voluto ragguagliare i Comuni sulla posizione espressa dalla Consulta con la Sentenza n. 212 del 9 ottobre – 22 novembre 2018 (pubblicata sulla G.U. 1° Serie speciale n. 47 del 28 novembre 2018) con la quale è stata dichiarata l’inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 3, lett. c), n. 2, e dell’art. 8 del Dlgs. n. 5 del 19 gennaio 2017 (“Adeguamento delle disposizioni dell’ordinamento dello Stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni, nonché modificazioni ed integrazioni normative per la regolamentazione delle Unioni civili, ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. a) e c), della Legge n. 76 del 20 maggio 2016”), sollevate dal Tribunale ordinario di Ravenna.

Come ricordato nella Circolare, la Corte ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità relative agli artt. 3 e 8 del Dlgs. n. 5/17 in riferimento agli art. 2, 3, 11, 76 e 117, comma 1, della Costituzione, ribadendo che il Legislatore – escludendo la valenza anagrafica nella scelta del cognome comune nelle Unioni civili (preservandone tuttavia la facoltà d’uso durante la durata dell’Unione) – de facto non prevede nemmeno la modifica della scheda anagrafica di ciascun individuo, che pertanto resta registrata con il cognome posseduto prima della costituzione dell’Unione. La Corte ha inoltre messo l’accento sull’importanza della dichiarazione della scelta in merito all’uso di un cognome comune attribuita, dalla Legge n. 76/2016, alle parti dell’Unione civile e che deve essere annotata dall’Ufficiale di Stato civile all’interno degli Archivi informatici degli atti di Stato civile, così come disciplinato dall’art. 63, comma 1, lett. g-sexies), del Dpr. n. 396/2000.


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