Verifiche Elenco Revisori: la “stoccata” del Viminale, “troppi errori, una superficialità che non si addice ai Professionisti”

Dichiarazioni del tutto errate o non conformi, inserimento di informazioni anagrafiche sbagliate, indicazione di corsi diversi da quelli effettivamente seguiti o di un numero errato di ore e crediti formativi: sono solo alcuni degli errori riscontrati dal Ministero dell’Interno – Direzione centrale della Finanza locale, nell’ambito dei controlli a campione effettuati sulle domande di iscrizione all’Elenco dei Revisori degli Enti Locali in vigore dal 1º gennaio 2015.

A comunicarlo è stato proprio il Viminale che, con una Circolare datata 9 luglio 2015, ha dato una “sonora strigliata” ai Revisori.

A dispetto delle sanzioni previste in caso di dichiarazioni mendaci (artt. 76 e 71, Dpr. n. 445/00), il Ministero dell’Interno ha evidenziato che i controlli effettuati in applicazione dell’art. 71 del Dpr. n. 445/2000 hanno messo in evidenza la presenza di “errori di ogni genere”, relativi soprattutto al conseguimento dei crediti formativi, all’inserimento dei dati anagrafici e all’iscrizione presso gli Ordini di appartenenza.

Il Direttore della Finanza locale, Gianfranco Verde, ha evidenziato, senza usare mezzi termini, che “ciò denota, quantomeno, una superficialità che non si addice a dei Professionisti a cui viene affidata la vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione degli Enti Locali”.

Gli errori rilevati si sono tradotti, nei casi più gravi, nel non inserimento dell’Elenco approvato con Dm. 23 dicembre 214 o alla successiva cancellazione.

Nel concludere, il Direttore ha chiesto ai Revisori una maggiore attenzione a quanto loro richiesto, sia per l’iscrizione che per il mantenimento della stessa nell’Elenco citato.

Circolare Interno – Revisori