“Welfare”: al via intesa Governo-Comuni-Terzo Settore per impegnare chi beneficia di sostegno al reddito in attività socialmente utili

by Redazione | 30/01/2015 16:37

Con il Comunicato-stampa 28 gennaio 2015, l’Anci ha illustrato il nuovo accordo tra Ministero del Lavoro, Comuni e “Terzo Settore” finalizzato alla diffusione e attuazione di iniziative sperimentali con cui coinvolgere le persone che beneficiano di strumenti di sostegno al reddito in attività di volontariato a fini di utilità sociale a favore dei Comuni.

Questo sarà reso possibile da una serie di progetti realizzati da Organizzazioni del “Terzo Settore” e Comuni, i quale ne dovranno anche certificare lo svolgimento.

L’obiettivo è quello di creare un’opportunità di “utilizzo” lavorativo sociale per 5 milioni di giornate lavorative annue, equivalenti a circa 19.000 soggetti per un intero anno. L’accordo è stato ufficializzato per mezzo di un Protocollo di intesa firmato il 28 gennaio scorso dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il Presidente dell’Anci, Piero Fassino, e il Portavoce del Forum del “Terzo Settore”, Pietro Barbieri.

L’accordo dà attuazione alla novità introdotta dal Dl. n. 90/14 che, attraverso le risorse del “Fondo nazionale per il Volontariato”, garantisce le copertura previdenziale ed assicurativa alle persone inserite nei progetti attivati dal “Terzo Settore”, e che potranno partire dal prossimo 1º febbraio 2015.

Questa iniziativa ha innanzitutto un alto valore morale, perché consente a chi fruisce di sostegno al reddito di restituire qualcosa alla propria comunità, mettendo a sua disposizione tempo, competenza e professionalità – ha sottolineato Fassino – ma anche un valore concreto, visto che andranno a favorire l’inclusione di soggetti a rischio di scivolamento nella marginalità sociale e lavorativa, offrendo loro l’opportunità di rimanere attivi e di cogliere possibili occasioni di futuri sbocchi lavorativi”.

Il titolare del Dicastero del Lavoro, Giuliano Poletti, ha sottolineato che il Governo è convinto della necessità di legare gli interventi di tipo sociale ad alcune condizionalità. “Al cittadino che riceve un sostegno economico – ha spiegato – chiediamo una partecipazione responsabile alla vita della sua comunità. Tutto questo amplia la sua rete di conoscenze e le sue stesse opportunità di reinserimento lavorativo, visto che la maggior parte delle offerte di occupazione capita sul piano relazionale”.

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