Corte di Cassazione, Ordinanza n. 26089 del 4 ottobre 2024
Nella fattispecie in oggetto, la Suprema Corte rileva che, in materia di Imu, la determinazione del valore imponibile di un’area edificabile deve basarsi sui parametri vincolanti previsti dall’art. 5, comma 5, del Dlgs. n. 504/1992. Questi parametri includono la zona territoriale, l’indice di edificabilità, la destinazione d’uso, gli eventuali oneri per lavori di adattamento e i prezzi medi rilevati sul mercato per aree simili. Tali criteri sono tassativi e pertanto il Giudice, nel valutare il valore di un’area, deve verificare la conformità a questi parametri, prendendo in considerazione l’anno d’imposta.
In questo caso, la ricorrente ha chiesto una rivalutazione degli elementi considerati dal Comune e dalla Ctr, senza però dimostrare una violazione dei parametri previsti dalla legge. Inoltre, i Giudici di legittimità hanno evidenziato che il valore dell’immobile in questione, basato su stime congrue e coerenti nel tempo, non presenta variazioni significative rispetto ai valori attribuiti ai fini Ici/Imu dal Comune, discostandosi invece sensibilmente dalla valutazione del perito dell’impresa.


