di Vittorio Clemente – Cap. Comandante Compagnia Palermo-Punta Raisi, Guardia di Finanza
Il primo trimestre del 2026 ha segnato un punto di rottura negli equilibri del mercato energetico globale. L’inasprimento del conflitto in Medio Oriente, culminato nel blocco parziale e persistente dello Stretto di Hormuz e negli attacchi alle infrastrutture estrattive nel Golfo, ha proiettato il prezzo del barile (Brent) stabilmente sopra la soglia psicologica dei 110 Usd, con picchi di volatilità che hanno lambito i 120 Usd a metà marzo[1].
Questa nuova “crisi degli stretti” non rappresenta solo uno shock dal lato dell’offerta, ma
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