Dal 7 febbraio 2014, con la pubblicazione sulla G.U. n. 31, delle “Linee guida per l’effettuazione dei pagamenti a favore delle Pubbliche Amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi”, sono operative le nuove regole tecniche sui pagamenti elettronici verso la P.A.
La Determina commissariale dell’Agenzia per l’Italia digitale n. 8 del 22 gennaio 2014 ha avuto un lungo periodo di gestazione sia per la complessità della materia trattata che per il doppio passaggio prima al vaglio del parere della Banca d’Italia e poi degli stakeholders mediante consultazione pubblica.
I soggetti destinatari delle nuove Linee guida sono indicati dal comma 1 del nuovo art. 5 del Dlgs. n. 82/05 (“Codice dell’Amministrazione digitale”), modificato dall’art. 15 del Dl. n. 179/12 (“Decreto crescita 2”), ovvero tutti gli Enti cui è rivolto il “Codice dell’Amministrazione digitale”, quindi tutte le Pubbliche Amministrazioni, nonché le Società interamente partecipate da Enti Pubblici o con prevalente capitale pubblico inserite nel conto economico consolidato della Pubblica Amministrazione, così come individuate dall’Istituto nazionale di statistica. Anche i gestori di pubblici servizi ricadono nell’ambito di applicazione, quando richiedono pagamenti ai propri clienti per servizi a loro resi.
Gli obiettivi principali del sistema dei pagamenti elettronici sono molteplici. Sicuramente l’incentivazione all’utilizzo della moneta elettronica permetterà benefici economici stimati pari allo 0,3% del Pil. All’aspetto economico va aggiunto quello sociale, determinabile in un migliore e più efficiente rapporto del cittadino con la Pubblica Amministrazione. Tuttavia i più interessanti vantaggi ricadono all’interno dell’operatività dell’Ente, permettendo di eliminare gli onerosi processi di back office di gestione dei Servizi di Tesoreria attraverso l’automazione dei processi di riconciliazione dei pagamenti, nonché risolvere tutte le problematiche inerenti alle attività di incasso e pagamento (quali ad esempio le difficoltà ad identificare il soggetto debitore e la causale di versamento utile alla contabilizzazione). Infine assicurare l’adeguamento alla regolamentazione europea riguardante i servizi di pagamento indicata dal Progetto “Sepa”.
I benefici attesi saranno attuabili con l’utilizzo del “Nodo dei pagamenti-Spc”, piattaforma tecnologica messa a disposizione dall’Agenzia per l’Italia digitale. L’infrastruttura ha lo scopo di risolvere le principali problematiche che rendono difficile ai cittadini e imprese di eseguire i pagamenti alla P.A.
Il Nodo infatti garantisce neutralità rispetto agli strumenti di pagamento (carte di pagamento, bonifici, addebiti diretti, contante), ai canali distributivi (Banche, Pi, Imel, Poste, dealer, Gdo, ecc.), ma soprattutto permette la standardizzazione del colloquio tra cittadino, Pubblica Amministrazione e prestatore del servizio di pagamento.
Indipendentemente dal canale utilizzato, l’esecutore del pagamento è un “Prestatore di servizi di pagamento” (“Psp”) scelto direttamente dal cittadino: il “Psp” entra in possesso della “Richiesta di pagamento telematico” (“Rpt”), messa a disposizione dall’Ente creditore attraverso il “Nodo dei pagamenti-Spc”, esegue il pagamento richiesto con accredito presso il Tesoriere dell’Ente ed emette una ricevuta telematica che certifica l’esito del pagamento.
L’integrità e non ripudiabilità della ricevuta è garantita dal “Nodo dei pagamenti –Spc”, che provvede anche a consegnarla all’Ente creditore e al cittadino.
L’attivazione del processo di pagamento da parte del cittadino può avvenire, o presso il “Psp”, oppure presso l’Ente, previa identificazione informatica. In attesa che venga completato un’altra importante infrastruttura in grado di gestire l’identità digitale di cittadini e imprese, denominata “Sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale” (“Spid”), per la P.A. resta da osservare il disposto dell’art. 64 del “Codice dell’Amministrazione digitale”, che prevede l’accesso ai servizi in rete previo autenticazione con “Cie” o “Cns” o più semplicemente con login e password.
Per i servizi non previsti dal “Nodo dei pagamenti”, come ad esempio i servizi di identificazione informatica e la produzione e gestione della richiesta di pagamento telematica, l’Ente ha facoltà di decidere se organizzarsi in proprio oppure affidarsi a un intermediario tecnologico, ruolo questo che presumibilmente sarà svolto dalle Regioni che dovranno progettare piattaforme in grado di interoperare con il sistema messo a disposizione dall’Agid. Qualunque sia la soluzione scelta, l’Ente dovrà pubblicare presso l’Ipa gli indirizzi internet presso i quali reperire i servizi dedicati ai pagamenti.
L’adesione da parte dell’Ente ai servizi messi a disposizione dal “Nodo dei pagamenti-Spc” è possibile previa accettazione delle condizioni definite nella Lettera di adesione, che dovrà essere sottoscritta dagli Enti e dai “Prestatori dei servizi di pagamento” per accreditarsi al Sistema. Per le P.A., la sottoscrizione della Lettera di adesione e l’indicazione di un “Piano operativo” di implementazione dei servizi da completare entro il 31 dicembre 2015, sono sufficienti per ottemperare l’obbligo previsto dall’art. 5 del “Codice dell’Amministrazione digitale”.
Tra le attività da prevedere all’interno del “Piano operativo”, oltre alla predisposizione dei servizi di autenticazione dei cittadini, è da ricordare anche la produzione della “Richiesta di pagamento telematico”, da mettere a disposizione attraverso il “Nodo dei pagamenti-Spc” ai “Prestatori dei servizi di pagamento”, completa di “Identificativo univoco di versamento” (“Iuv”) generato secondo le regole contenute nell’Allegato “A”. La definizione della struttura del Codice “Iuv”, pur rimanendo all’interno degli standard “Sepa”, è fatta liberamente dall’Ente, avendo cura che ogni codice individui univocamente nel tempo un solo pagamento. L’indicazione del Codice “Iuv” all’interno della ricevuta telematica prodotta dal prestatore di pagamento permetterà all’Ente la riconciliazione automatica con le informazioni memorizzate al suo interno e di procedere all’aggiornamento dei dati contabili qualora l’applicativo di contabilità sia opportunamente configurato.
Il “Nodo dei pagamenti-Spc” non è l’unica modalità contemplata dall’art. 5 del “Codice dell’Amministrazione digitale”; infatti, lo stesso art. 5, al comma 1, lett. b), indica la possibilità, da parte dell’Ente, di avvalersi di “Psp” individuati da Consip o dalle Centrali di committenza regionali, al fine di consentire ai privati di effettuare i loro pagamenti attraverso l’uso delle carte di credito, di debito e prepagate o altri sistemi elettronici di pagamento. È da evidenziare in merito che, l’Allegato “B” delle Linee guida, dispone che, qualora sussista la necessità di indicare al pagatore uno specifico strumento di pagamento non compreso tra quelli messi a disposizione dai “Prestatori di servizi di pagamento” già abilitati al “Nodo dei pagamenti-Spc”, gli Enti dovranno prevedere nei contratti di servizio con i prestatori non abilitati l’obbligo dell’utilizzo dell’infrastruttura del “Nodo dei pagamenti-Spc”. L’intento del Legislatore è chiaro, ovvero di far convogliare i pagamenti elettronici all’interno del Nodo per garantire la sicura standardizzazione dei dati, unico strumento in grado di garantire benefici operativi in sede di riconciliazione, ma anche di gestire in futuro la situazione debitoria di ogni cittadino.
di Cesare Ciabatti






