Obblighi di rendicontazione e responsabilità contabile nell’uso della carta di credito aziendale

Corte dei conti Lombardia, Sentenza n. 28 del 12 febbraio 2025

La questione riguarda la gestione di una carta di credito aziendale e una carta prepagata per spese di missione presso un’Università.

Il Magistrato istruttore ha contestato la qualifica dell’utilizzatore come agente contabile, sostenendo che non avrebbe dovuto detenere la carta in determinati periodi e ha rilevato irregolarità nella rendicontazione delle spese. La difesa ha sostenuto la legittimità dell’assegnazione sulla base delle delibere universitarie, mentre la Procura, facendo riferimento ai regolamenti interni, ha confermato che il titolare della carta è comunque un agente contabile e ha chiesto la condanna per una parte delle somme contestate.

La Sezione ha stabilito che l’utilizzatore della carta aziendale assume la qualifica di agente contabile e deve rendere il conto alla Corte dei conti, poiché il possesso e l’uso della carta implicano la responsabilità contabile indipendentemente dalla natura dell’incarico. I regolamenti interni dell’Università qualificano espressamente il titolare della carta come agente contabile, imponendo la resa del conto all’Amministrazione e alla Corte dei conti. L’esame delle spese ha portato a distinguere quelle regolari da quelle irregolari. Non sono discaricabili le spese di minibar per € 6,90, poiché non rientrano tra le spese di vitto rimborsabili, le spese per carburante per € 166,64, in quanto il rimborso doveva essere forfettario e non effettuato con carta di credito, le spese per il tragitto tra residenza e sede di lavoro per € 59,00, poiché la missione deve partire dalla sede di servizio salvo eccezioni motivate, e le spese di rappresentanza per € 160,70, in assenza dell’autorizzazione necessaria. Sono invece state discaricate le spese per pedaggi autostradali, riconosciute come rimborsabili, e quelle per biglietti ferroviari non utilizzati per € 85,05, giustificate dalla modifica delle date di un incontro istituzionale.

La Sezione ha riconosciuto la responsabilità contabile per un importo totale di € 393,24, su cui devono essere calcolati rivalutazione monetaria e interessi legali fino al saldo. A sostegno della decisione, è stato richiamato l’orientamento secondo cui le carte di credito aziendali equivalgono a denaro contante, essendo strumenti attraverso i quali si acquisiscono beni o servizi per una Pubblica Amministrazione, secondo quanto previsto dall’art. 1, commi 47-53, della Legge n. 549/1995, e dal Regolamento di esecuzione approvato con Dm. n. 701/1996.

La giurisprudenza ha, inoltre, ribadito che la qualifica di agente contabile non si limita a chi gestisce direttamente incassi o pagamenti, ma si estende anche a chiunque disponga di denaro pubblico e possa utilizzarlo senza l’intervento di altri uffici.

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