Con un Atto a firma del Presidente, approvato dal Consiglio il 29 settembre 2025, l’Autorità nazionale Anticorruzione ha reso note le conclusioni dell’Istruttoria avviata a seguito di un circostanziato esposto riguardante la gestione del “Trasporto pubblico locale” su strada di una importante Città metropolitana portuale del Nord Italia, affidata in via esclusiva ad una Società “in house”.
Gestione inefficiente e diseconomica
Secondo l’Autorità, il Sistema di gestione adottato si è dimostrato inefficiente e dispendioso, con ripercussioni sui conti pubblici. La Società affidataria infatti non è stata in grado di sostenere i costi di gestione, rendendo necessari ripetuti interventi economici pubblici per garantire la continuità del Servizio.
Anac sottolinea che, in quanto articolazione funzionale dell’Ente affidante, la spesa della Società “in house” rileva direttamente ai fini della contabilità pubblica e degli obblighi eurounitari, incidendo sugli aggregati finanziari nazionali.
Criticità sul modello di affidamento
Nel suo Provvedimento, l’Autorità ribadisce che la scelta del modello “in house” deve sempre essere supportata da una puntuale valutazione di opportunità e convenienza rispetto al ricorso al mercato. Tale analisi non può limitarsi alla fase di affidamento, ma deve permanere anche durante l’esecuzione del contratto, per garantire che l’autoproduzione continui a rappresentare un modello più vantaggioso in termini economici, qualitativi e quantitativi.
Nel caso specifico invece, la gestione affidata non ha raggiunto gli standard di servizio né gli obiettivi strategici previsti contrattualmente.
Costi aggiuntivi e difficoltà finanziarie
Anac evidenzia inoltre che la Società ha beneficiato di diversi contributi pubblici straordinari, anche al di là di quelli connessi alla pandemia o all’aumento dei costi dei carburanti. Ciò ha comportato un significativo aggravio della spesa pubblica e, contestualmente, ha portato l’Azienda a una situazione di criticità economico-finanziaria, con rischi di crisi d’impresa.
L’invito dell’Autorità
Alla luce di queste considerazioni, l’Anac invita l’Ente affidante a rivalutare il modello di gestione prescelto, aprendo un confronto informale con il mercato per verificare la presenza di alternative più efficienti e meno onerose.




