“Decreto Semplificazioni”: il Parere del Presidente Anac esposto nel corso di una Audizione alla Camera dei Deputati

“Decreto Semplificazioni”: il Parere del Presidente Anac esposto nel corso di una Audizione alla Camera dei Deputati

Il 15 giugno 2021, presso la VIII Commissione della Camera dei Deputati, si è svolta l’Audizione del Presidente dell’Anac, Giovanni Busia, nell’ambito dell’esame del Dl. n. 77/2021, recante “Governance del ‘Piano nazionale di ripresa e resilienza’ e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”.

Il Presidente di Anac ha espresso un vivo apprezzamento per i contenuti del Decreto n. 77/2021, poiché a suo avviso contiene misure che vanno chiaramente nella direzione di un cammino di sviluppo e di ripresa del Paese

Con riferimento all’art. 7 del predetto Decreto – che prevede il rafforzamento di alcune strutture del Mef e della Ragioneria dello Stato – per Anac è positivo il rafforzamento dei presìdi atto a garantire la trasparenza e il rispetto delle norme. È comunque importante rafforzare quelle attività che sono svolte da un’Autorità indipendente come Anac. È necessario un presidio di facilitazione e di verifica del corretto utilizzo delle risorse funzionali all’attuazione del “Pnrr”. Questo anche nell’ottica di un’armonica organizzazione Anac e le strutture statali.

In riferimento ai contratti pubblici, il Presidente di Anac ha affermato che “vi è stato un lavoro proficuo con Governo, e in particolare con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, all’esito del quale sono state accolte diverse proposte tese a semplificare e ad accelerare alcune procedure”. 

Per quanto riguarda gli aspetti legati alla trasparenza e in riferimento all’art. 48 del Decreto, secondo Busia è necessario garantire in modo ancora più esplicito la tracciabilità delle procedure che, se effettuata mediante l’utilizzo di strumenti elettronici, avviene con facilità e celerità. Sul subappalto invece, è fondamentale che gli operatori economici destinatari dello stesso siano in grado di offrire garanzie analoghe a quelle dell’appaltatore principale. 

Il Presidente ha segnalato inoltre possibili interventi aggiuntivi al Decreto che potrebbero contribuire ad arricchire e rendere effettivo l’intero sistema ivi concepito, concernenti in particolare: 

  • la possibile riformulazione delle misure straordinarie di gestione e sostegno ex art. 32 del Dl. n. 90/2014, prevedendo non l’espulsione dalla gara ma il semplice congelamento degli utili, considerata la necessità di concludere le opere entro un certo tempo. In questo modo si garantirebbe il rispetto dei tempi delle opere e un contestuale presidio di legalità;
  • la previsione avente ad oggetto il ‘Portale unico sulla trasparenza’, contenente tutte le informazioni che attualmente sono presenti nelle varie Sezioni ‘Amministrazione trasparente’, presenti sui siti istituzionali delle Amministrazioni pubbliche. In tal modo si offrirebbe ai cittadini uno strumento più efficace per verificare l’operato delle varie Amministrazioni, semplificando anche il meccanismo di vigilanza svolto dall’Autorità;
  • la possibilità che, all’interno del Casellario informatico tenuto dall’Anac, alcune categorie di dati vengano inseriti direttamente dalle Stazioni appaltanti, in base a regole e modelli dettate dalla stessa Autorità, determinando una notevole semplificazione del reperimento delle informazioni”.

Rispetto alla questione dell’appalto integrato, il Presidente di Anac ha ricordato come l’Autorità avesse suggerito l’utilizzo di tale strumento per i soli lavori di manutenzione. Il Governo ha invece ritenuto di compiere passi ulteriori, scelta che è “figlia delle carenze che si registrano all’interno dell’Amministrazione. Ciò però implica l’impossibilità per la P.A. di controllare il Progetto e di governare il contratto, compresa la fase della sua esecuzione”.Ad avviso del Presidente, si può dunque ritenere plausibile la messa in capo di una simile misura, seppur in modo temporaneo. Busia suggerisce la possibilità di compensare la debolezza dell’Amministrazione attraverso la predisposizione di “Centrali di progettazione” competenti a svolgere l’attività di progettazione per le diverse P.A., facendo sì che“sia il pubblico a tenere le redini di ciò che si vuole realizzare”.


L’articolo fa parte delle attività di informazione e divulgazione relative al Progetto “Next Generation EU – EuroPA Comune” realizzato da Centro Studi Enti Locali e dal Dipartimento Economia e Management dell’Università degli Studi di Pisa. Il Progetto è uno strumento di supporto agli Enti Pubblici e ha come obiettivo principale quello di fornire gratuitamente una serie di servizi ed iniziative utili a seguire l’evoluzione del “Recovery Fund” nei prossimi anni attraverso attività formative, informative e consulenziali.
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