“E-fatture” e tutela della privacy: nelle fatture emesse alle Assicurazioni per rimborso spese sanitarie persone identificabili mediante codici

“E-fatture” e tutela della privacy: nelle fatture emesse alle Assicurazioni per rimborso spese sanitarie persone identificabili mediante codici

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 307 del 24 luglio 2019, ha chiarito che, per Società che operano nel Settore sanitario, nel caso di emissione di fatture elettroniche a Compagnie assicurative per il rimborso delle spese sanitarie, per ovviare all’inserimento di dati che consentano di identificare una persona fisica è possibile utilizzare codifiche diverse che rispettino la tutela dei dati personali (come, ad esempio, numero di polizza/pratica o sigle atte a individuare in maniera indiretta e mediata la tipologia di prestazione resa e la persona fisica nei cui confronti la stessa è stata effettuata).

L’Agenzia ha ricordato che l’art. 10-bis del Dl. n. 119/2018, convertito con modificazioni dalla Legge n. 136/18, ha posto il divieto di documentare tramite fatturazione elettronica le operazioni effettuate da quanti sono “tenuti all’invio dei dati al Sistema ‘Tessera sanitaria’” i quali, per il solo periodo d’imposta 2019, “non possono emettere fatture elettroniche ai sensi delle disposizioni di cui all’art. 1, comma 3, del Decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, con riferimento alle fatture i cui dati sono da inviare al Sistema ‘Tessera sanitaria’”.

L’art. 9-bis, comma 2, del Dl. n. 135/2018, introdotto dalla Legge di conversione n. 12/2019, è ulteriormente intervenuto in materia, stabilendo che “le disposizioni di cui all’art. 10-bis del Decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modificazioni dalla Legge 17 dicembre 2018, n. 136, si applicano anche ai soggetti che non sono tenuti all’invio dei dati al Sistema ‘Tessera sanitaria’, con riferimento alle fatture relative alle prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche”.

Dunque, per il 2019:

a) le prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche non devono mai essere fatturate elettronicamente via “Sdi”, e ciò a prescindere, sia dal soggetto (persona fisica, società, ecc.) che le eroga – e, in conseguenza, le fattura agli utenti – sia dall’invio o meno dei relativi dati al Sistema “Tessera sanitaria”;

b) le prestazioni in ambito sanitario rese da soggetti passivi d’imposta a soggetti diversi dalle persone fisiche, fatte salve eventuali eccezioni che riguardino il cedente/prestatore (art. 1, comma 3, sesto periodo, Dlgs. n. 127/2015), vanno documentate a mezzo fattura elettronica via “Sdi”. Ciò in particolare quando tali operazioni siano effettuate:

– direttamente nei confronti dei soggetti diversi dalle persone fisiche (si pensi, ad esempio, alla locazione di apparecchiature o dispositivi medici tra soggetti passivi d’imposta);

– materialmente nei confronti delle persone fisiche ma imputate a soggetti diversi che se ne fanno carico, in tutto o in parte, per contratto ovvero per altro motivo.

In riferimento a questa ultima ipotesi (operazioni materialmente effettuate nei confronti delle persone fisiche ma imputate a soggetti diversi che se ne fanno carico), l’Agenzia ha evidenziato che l’art. 21, comma 2, lett. g), del Dpr. n. 633/1972 – norma secondo cui la fattura contiene, tra le varie indicazioni, “natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione” – non impone l’identificazione espressa ed analitica del paziente (con Codice fiscale, nome, cognome, ecc.). “La necessità di coordinare l’assenza di un obbligo in questo senso con il dovere generale di fatturazione elettronica via ‘Sdi’ e di rispetto della tutela dei dati personali, spinge a ritenere che le parti debbano adottare tutti gli accorgimenti necessari al fine di non inserire in fattura dati non richiesti dalla legislazione fiscale (od extrafiscale), idonei a violare le varie disposizioni in essere. Nell’eventualità, modificando precedenti comportamenti non più in linea con l’attuale quadro normativo”.

Nel caso in esame, l’Agenzia ha dunque ritenuto che le fatture emesse dalla Società nei confronti delle Compagnie assicurative debbano essere emesse in formato elettronico via “Sdi”, senza alcuna indicazione del nome del paziente o di altri elementi che consentano di associare in modo diretto la prestazione resa ad una determinata persona fisica identificabile. Al contempo, al fine di garantire eventuali esigenze gestionali di dette Compagnie, le parti possono comunque adottare modalità che consentano di ricollegare le prestazioni rese a singole posizioni, pur nel rispetto delle prescrizioni concernenti la tutela dei dati personali, utilizzando codifiche di varia natura (numero di polizza/pratica o sigle atte a individuare in maniera indiretta e mediata la tipologia di prestazione resa e la persona fisica nei cui confronti la stessa è stata effettuata).


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