Esenzione Imu e attività svolta da una Associazione sportiva dilettantistica in un fabbricato iscritto nella Categoria catastale “D/6”

Corte di Cassazione, Ordinanza n. 17714 del 27 giugno 2024

Una Società sportiva dilettantistica ha contestato un avviso di accertamento per l’Imu del 2014. La Commissione tributaria provinciale ha accolto il ricorso della Società. Tuttavia, il Comune in questione ha fatto appello, sostenendo una violazione della normativa Imu e un erroneo riferimento alle disposizioni agevolative Ires.

La Commissione tributaria regionale ha accolto l’appello del Comune, stabilendo che la Società, essendo commerciale per natura, non poteva beneficiare dell’esenzione Imu. L’esenzione poteva essere concessa solo se l’immobile fosse destinato esclusivamente a un’attività non commerciale, cosa che la Società non ha dimostrato, visto che la Classificazione catastale dell’immobile (“D/6”) indicava un’attività a scopo di lucro.

La Suprema Corte ha rilevato che la contestazione riguardante il requisito soggettivo per beneficiare dell’esenzione è fondata. Le Società sportive dilettantistiche sono equiparate per legge alle Associazioni sportive dilettantistiche, alle quali viene riconosciuta l’esenzione Imu secondo l’art. 7, comma 1, lett. i), del Dlgs. n. 504/1992.

La Circolare 2/DF del 26 gennaio 2009 chiarisce che l’esenzione deve essere concessa agli immobili dove si svolgono attività sportive riconosciute dal Coni, purché siano condotte da associazioni sportive senza scopo di lucro, affiliate a federazioni sportive nazionali o enti di promozione sportiva riconosciuti. L’art. 90 della Legge n. 289/2002 stabilisce che le disposizioni tributarie per le Asd si applicano anche alle Società sportive dilettantistiche costituite come Società di capitali senza fini di lucro. Il comma 17 richiede che queste Società indichino la finalità sportiva e dilettantistica nella denominazione sociale e possano essere costituite come Società di capitali o cooperative senza scopo di lucro. Il comma 18 prescrive che lo Statuto di tali Società preveda l’assenza di fini di lucro e l’obbligo di devolvere il patrimonio ai fini sportivi in caso di scioglimento. Inoltre, l’equiparazione tra associazioni e Società sportive dilettantistiche è prevista anche in termini di accreditamento e certificazione con il Coni, come indicato dall’art. 7 del Dl. n. 136/2004. L’esenzione dall’Imu, secondo l’art. 7, comma 1, lett. i), del Dlgs. n. 504/1992, modificato dall’art. 39 del Dl. n. 223/2006, richiede, sia un requisito soggettivo (natura non commerciale dell’Ente) che un requisito oggettivo (attività svolta nell’immobile conforme alla norma).

I Giudici di legittimità concludono affermando che l’esenzione può essere concessa solo se l’immobile è destinato esclusivamente a un’attività non commerciale e che spetta al contribuente dimostrare tutti i requisiti richiesti dalla norma, cosa non avvenuta in questo caso. La Classificazione catastale dell’immobile (“D/6”) indica un’attività con fini di lucro, e la Ctr ha correttamente evidenziato che tale classificazione è rilevante ai fini della decisione. Gli immobili classificati come “D/6” sono destinati all’esercizio dello sport, attività che può essere soggetta a imposte più elevate ma che consente di realizzare guadagni e svolgere un’attività lucrativa.

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