Finanziamento piccoli Comuni: a un anno dalla scadenza, il Ministero anticipa lo stop alla presentazione delle domande

Finanziamento piccoli Comuni: a un anno dalla scadenza, il Ministero anticipa lo stop alla presentazione delle domande

La gestione del Progetto si è rivelata troppo complessa, anche a causa dell’emergenza pandemica, quindi stop alle domande per accedere ai contributi destinati al rafforzamento della capacità amministrativa dei Comuni sotto i 5mila abitanti. 

Questa in estrema sintesi la motivazione con la quale il Dipartimento della Funzione pubblica ha interrotto anticipatamente – a poco meno di un anno dalla scadenza (originariamente fissata al 30 settembre 2022) – la possibilità, per i piccoli Comuni di aderire all’Avviso con il quale erano stati stanziati Euro 42 milioni, nell’ambito della Strategia programmatica definita dal Pon “Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020” (“Fse” e “Fesr”). 

L’Avviso per la manifestazione di interesse in questione era stato approvato il 20 maggio 2020 con Decreto del Capo Dipartimento della Funzione pubblica e vedeva, tra i destinatari dell’azione di finanziamento, i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. Il Progetto era volto a fornire un supporto concreto alle Amministrazioni destinatarie per il miglioramento della qualità dei servizi, l’organizzazione del personale, anche con riferimento agli adempimenti previsti dai quadri regolamentari e normativi di riferimento e delle funzioni ordinarie attribuite dal Tuel, il potenziamento dello smartworking e la gestione degli appalti pubblici.

Il termine ultimo per la presentazione delle adesioni era stato fissato al 30 settembre 2022 ma, a sorpresa, sul sito del Dipartimento è stata pubblicata laDetermina firmata dal Capo del Dipartimento della Funzione pubblica che sancisce la fine del termine per la presentazione domande. Dalla premessa si evince che la decisione è stata indotta dal fatto che la “gestione del Progetto – complice anche la complessa situazione determinata dall’emergenza conseguente alla pandemia da ‘Covid-19’ – si è rivelata onerosa e ha fatto registrare alcune criticità attuative”. 

Le difficoltà di cui sopra – fanno sapere dal Ministero – avrebbero generato tempi di attuazione dell’intervento troppo lunghi. Quindi, “visti i recenti indirizzi del Ministro per la Pubblica Amministrazione e, più nello specifico, la Strategia di riforma della Pubblica Amministrazione definita dal Ministro stesso, da realizzare anche attraverso il ‘Piano nazionale di ripresa e resilienza’ (‘Pnrr’)”, a decorrere dalla data del 30 settembre 2021, sono state ufficialmente chiuse le attività “a sportello” relative a questo Progetto. In ogni caso, la Fp fa sapere che, rispetto ai Euro 42 milioni stanziati inizialmente, la Misura chiude con Progetti approvati per circa Euro 22 milioni, con la relativa attuazione affidata all’unico Centro di competenza nel frattempo individuato. Ed in ogni caso – rassicurano dal Dipartimento – tutte le manifestazioni di interesse pervenute entro lo scorso 30 settembre 2021 saranno esaminate per valutare l’accesso alla fase successiva di co-progettazione del Piano di intervento e, in caso di esito positivo dell’istruttoria, saranno soddisfatte.


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