Gara per lo smaltimento rifiuti: illegittima l’esclusione dell’Impresa che dispone di impianti autorizzati anche se non di proprietà

Tar Sardegna, Sentenza n. 793 del 3 ottobre 2025

Una Società aveva partecipato a una gara pubblica per il “Servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti speciali”, ma era stata esclusa perché, secondo l’Amministrazione, non aveva indicato correttamente l’impianto di smaltimento e le autorizzazioni presentate non rispettavano il capitolato tecnico.

La Commissione sosteneva che l’impianto di incenerimento coprisse solo parte dei rifiuti previsti e che l’altro Impianto, pur autorizzato, non fosse idoneo perché in concessione. La Società ha impugnato la decisione sostenendo di aver fornito tutta la documentazione richiesta e che il bando non prevedeva l’obbligo di possedere un impianto di proprietà, ma solo di dimostrare la disponibilità di strutture autorizzate.

Il Tribunale amministrativo le ha dato ragione, spiegando che la commissione ha interpretato male le regole di gara. Il capitolato tecnico infatti permetteva l’uso anche di Impianti di stoccaggio o di operazioni intermedie, purché autorizzati e correttamente indicati. Poiché la Società disponeva di 2 Impianti regolarmente autorizzati, la sua esclusione è risultata ingiustificata.

I Giudici hanno chiarito che l’Amministrazione non può introdurre requisiti non previsti dal bando e deve rispettare i Principi di parità di trattamento e buona amministrazione, inoltre osservando che la tracciabilità dei rifiuti era già garantita dalle regole del capitolato. Poiché il Servizio era già stato svolto, il Tar ha riconosciuto alla Società un risarcimento per la perdita della possibilità di aggiudicarsi l’appalto, stabilendo che l’Amministrazione le corrisponda un indennizzo fino al 3% del valore del contratto.

In sostanza, i Giudici hanno stabilito che l’esclusione era illegittima e che basta dimostrare la disponibilità di Impianti autorizzati, non la loro proprietà.

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