Irap: la Legge di conversione del Dl. “Semplificazioni” salva le deduzioni per le Pubbliche Amministrazioni

<strong>Irap: la Legge di conversione del Dl. “<em>Semplificazioni</em>” salva le deduzioni per le Pubbliche Amministrazioni</strong>

Con la conversione in Legge del Dl. 21 giugno 2022, n. 73, recante “Misure urgenti in materia di semplificazioni fiscali e di rilascio del nulla osta al lavoro, Tesoreria dello Stato e ulteriori disposizioni finanziarie e sociali”, sono state introdotte modifiche importanti in tema di deduzioni Irap per le Pubbliche Amministrazioni.

Nel dettaglio, viene modificato in alcune parti l’art. 11 del Dlgs. n. 446/1997, riferito alle deduzioni Irap, allo scopo di far dedurre dai costi del conto economico l’intera spesa di personale a tempo indeterminato, limitando quindi le altre deduzioni al personale non a tempo indeterminato. Ad esempio, viene stabilito che, già a partire dall’anno 2021, la deduzione per le spese relative ad apprendisti, contratti formazione lavoro e soggetti disabili, è limitata a soggetti diversi dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Lo stesso vale per la deduzione del premio Inail, che viene limitata anch’essa alla quota-parte di premio riferita ai soggetti diversi dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato.

Occorre tuttavia ricordare che gli Enti Locali, soggetti passivi Irap ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. e-bis), del Dlgs. n. 446/1997, determinano l’Irap in base al metodo retributivo ex art. 10-bis, comma 1, del Dlgs. n. 446/1997, per cui prima della conversione in Legge del Decreto era sorto il dubbio di come considerare le suddette modifiche normative nell’ottica, non dei costi deducibili dal conto economico in base al “metodo commerciale” di cui all’art. 5 del Dlgs. n. 446/1997 – metodo che per gli Enti Locali è solo opzionale ai sensi del comma 2 del citato art. 10-bis del Dlgs. n. 446/1997 – bensì nell’ottica del “metodo retributivo” e quindi delle deduzioni delle suddette spese di personale dalla base retributiva Irap.

In sede di conversione in Legge è stato modificato l’art. 10, stabilendo di fatto che:

– con riferimento alla deduzione delle spese per apprendisti, disabili e contratti formazione lavoro, relativamente alle P.A. che determinano l’Irap in base al “metodo retributivoex art. 10-bis, comma 1, del Dlgs. n. 446/1997, di fatto non cambia niente;

– le novità in termini di semplificazione introdotte dall’art. 10 si applicano a partire dall’anno 2021, “ferma restando, per detto periodo, la possibilità, ove ritenuto più agevole, di compilare il Modello ‘Irap 2022’ senza considerare le modifiche introdotte”.

Se con riferimento quindi alle suddette deduzioni il dubbio che si era generato per gli Enti Locali appare risolto, restano delle perplessità in merito alla possibilità di portare in deduzione dalla base retributiva anche il premio Inail, con riferimento ai dipendenti a tempo indeterminato (di fatto la maggior parte), perché la Sentenza della Corte di Cassazione 16 giugno 2017, giustificativa di tale possibilità, richiamava la vecchia versione dell’art. 11 del Dlgs. n. 446/1997.

La nuova versione dell’art. 11 prevede la possibilità di portare in deduzione dalla base imponibile, tra le altre spese, “in relazione (solamente) a soggetti diversi dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato”, i contributi Inail.

Dunque, anche se si continua a condividere il contenuto della citata Sentenza, a partire dalla Dichiarazione “Irap 2023” la deduzione dalla base retributiva Irap del premio Inail dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato non sarebbe più possibile e quindi non sarebbe opportuno nemmeno reinviare le Dichiarazioni Irap “integrative” riferite agli anni 2016 e seguenti entro il 31 dicembre 2022, al fine di recuperare poi i maggiori crediti generati da tale deduzione nel Quadro “IS” – Sezione XVII – della Dichiarazione “Irap 2023”.

In altre parole, pur senza perseguire tale intento, l’art. 10 del Dl. n. 73/2022 e la successiva Legge di conversione, seppur con la finalità di semplificare, non hanno più reso applicabile l’interpretazione giuridica fornita dalla Sentenza sopra citata, in merito alla deduzione anche del premio Inail dalla base retributiva Irap, se non per i soli lavoratori a tempo determinato, rendendo di fatto soltanto marginale tale agevolazione.

Inoltre, occorre precisare che, trattandosi di disposizione normativa finalizzata alla semplificazione, circa la decorrenza della stessa si fa espressamente riferimento all’anno 2021 ma con possibilità, solo se “ritenuto più agevole”, di compilare la Dichiarazione “Irap 2022” secondo le vecchie regole, ma questo solo nell’ottica del rinvio della norma semplificativa all’anno 2022, non della decorrenza della modifica normativa all’art. 11 del Dlgs. n. 446/1997, dal 2022 piuttosto che dal 2021, per cui anche la deduzione del premio Inail riferita all’anno 2021, da operare in sede di Dichiarazione “Irap 2022”, risulterebbe in dubbio.


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