La giornata parlamentare – 19 luglio

Oggi al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi a partire dalle 9 per le dichiarazioni di voto e il voto finale del decreto vaccini. Nella seduta di ieri, l’Aula di palazzo Madama ha terminato l’esame degli emendamenti. Nel complesso sono state numerose le modifiche adottate, da quella che riduce da 12 a 10 il numero dei vaccini obbligatori, alla possibilità di poterli prenotare anche in farmacia. Via libera anche alla vaccinazione monovalente e all’obbligo vaccinale per l’accesso alle scuole primarie.

Successivamente l’Aula discuterà sul parere, espresso dalla Commissione Affari Costituzionali, relativo ai presupposti costituzionali al decreto per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca.Alle 14 il Parlamento si riunirà in seduta comune per l’elezione di un Giudice della Corte costituzionale.

Per quanto riguarda i lavori delle Commissioni, la Giustizia proseguirà l’esame del ddl sul reato di diffamazione. La Commissione Bilancioproseguirà il confronto sugli emendamenti al decreto per la crescita economica nel Mezzogiorno. Nella seduta di ieri Governo e relatori hanno presentato tre nuovi emendamenti. L’emendamento del Governo riguarda gli incendi boschivi e inasprisce le sanzioni nel senso di prevedere la confisca dei terreni dolosamente incendiati se beni propri del reo; inoltre rafforza i vincoli all’utilizzo dei terreni. Infine la proposta prevede che non scatti il divieto di 15 anni alla diversa destinazione dei terreni qualora il proprietario del fondo sia stato vittima di estorsione denunciata e accertata con sentenza definitiva.

La Commissione Finanze si confronterà sul decreto, approvato la settimana scorsa dalla Camera, per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. La Commissione Istruzionealle 8.30 ascolterà il Presidente del CONI sull’Atto comunitario relativo al Piano di lavoro dell’UE per lo sport 2014-2017. La Commissione Industria riprenderà l’esame del ddl Concorrenza, mentre la Lavoro proseguirà l’esame dello schema di decreto legislativo sul contrasto alla povertà. La Commissione Territorio si confronterà sul ddl, già approvato dalla Camera, relativo alle aree protette.

Oggi alla Camera

Per quanto riguarda l’altro ramo del Parlamento, dopo che nella giornata di ieri sono state discusse e approvate le mozioni sullatrasparenza dei contratti derivati stipulati dal Ministero dell’economia ed è stata approvata laRelazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea riferita all’anno 2017 e sul Programma di lavoro della Commissione per il 2017, predisposta dalla Commissione Politiche dell’Unione Europea; l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi a partire dalle 10 per proseguire l’esame della Legge europea 2017.

Successivamente l’Aula di Montecitorio esaminerà la proposta di legge per l’abolizione dei vitalizi e la pdl sul reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. A seguire saranno discusse le mozioni relative all’applicazione della cosiddetta direttiva Bolkestein, la relazione sul fenomeno della contraffazione sul web approvata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo, le mozioni sulla raccolta e donazione dei farmaci non utilizzati , la pdl per la modifica dei limiti al rinnovo dei mandati degli organi del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato paralimpico (CIP) e le mozioni sulla crisi nello Yemen. Alle 12 il Governo svolgerà un’informativa urgente sul emergenza incendi.

Quanto ai lavori delle Commissioni, la Affari costituzionali esaminerà la pdl per la modifica del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali. La Commissione Giustizia si confronterà sulla pdl sui delitti di truffa e di circonvenzione di persona incapace commessi in danno di persone ultrasessantacinquenni. La Commissione Esteri ascolterà i rappresentanti di Eni sull’indagine conoscitiva relativa alla strategia italiana per l’Artico.

La Commissione Finanze, in sede riunita con la Attività produttive, riprenderà l’esame della pdl per il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali a uso turistico-ricreativo. La Commissione Cultura, in sede riunita con la Trasporti, inizierà l’esame dello schema di decreto del Presidente della Repubblica sul Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali. La Commissione Ambiente, in sede riunita con la Attività Produttive, esaminerà lo schema di decreto legislativo sulla sicurezza degli impianti nucleari.

La Commissione Lavoro proseguirà l’esame della pdl sulla tutela dei lavoratori dipendenti in caso di licenziamento illegittimo. La Affari sociali proseguirà l’esame del ddl Lorenzin sulla sperimentazione clinica di medicinali, l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, il riordino delle professioni sanitarie e sulla dirigenza sanitaria del Ministero della salute e, in sede riunita con la Lavoro, esaminerà lo schema di decreto legislativo per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto della povertà. La Commissione Agricoltura ascolterà i rappresentanti della Conferenza delle regioni e delle province autonome sulle risoluzione relative agli interventi per fronteggiare la scarsità delle risorse idriche a uso irriguo.

Il Ministro Costa ha abbandonato il Governo

Le dimissioni erano nell’aria già da qualche giorno. Ieri il ministro degli Affari regionali Enrico Costa ha sciolto ogni riserva e ha abbandonato formalmente il Governo guidato da Paolo Gentiloni, che da ieri ha assunto ad interim il suo dicastero.

Costa aveva già annunciato l’idea di voler ritornare a Forza Italia, partito in cui aveva già militato e che lo aveva portato a Montecitorio nel 2006. La causa principale sarebbe stata la legge sullo Ius Soli, che Gentiloni, nei giorni scorsi, ha fermato e rimandato a settembre. Costa si è sempre espresso in maniera abbastanza palese contro la legge, tanto che molti ne vedono il principale artefice del rinvio: “Sullo Ius Soli ha vinto il buonsenso, non io. Ora sono pronto a dimettermi”.

Una decisione che è destinata a lasciare strascichi, non tanto per la tenuta del Governo, ma soprattutto all’interno di Alternativa Popolare. Dure le parole di Angelino Alfano che ha parlato di “dimissioni tardive” e di estraneità alla maggioranza di Governo. Costa è il primo, di fatto, a fare il grande passo e a tornare in Forza Italia. Secondo molti commentatori sarà il primo di molti. D’altronde l’ex Cavaliere, deciso a tornare alla guida del Centro Destra, è in grado di offrire ben più garanzie di rielezione di quelle di un ipotetico partito di centro che secondo i sondaggi viene stimato intorno al 3%.

Sono giorni caldi per Giuliano Pisapia che in questi giorni è tornato a Roma per incontrare i rappresentanti di tutte le possibili anime della nuova forza politica progressista. Martedì ha incontrato la presidente della Camera Laura Boldrini, mentre ieri Pippo CivatiRoberto SperanzaMassimo D’Alema, fino a una delegazione della minoranza Pd guidata da Andrea Orlando e Gianni Cuperlo.

L’incontro più atteso è stato quello con Roberto Speranza di Mdp. Nel lungo faccia a faccia i due hanno condiviso la necessità di accelerare il percorso unitario per la costruzione di una nuova forza politica progressista in vista delle prossime elezioni politiche. L’impegno è quello di arrivare nei prossimi giorni alla stesura della “Carta del Primo Luglio”, un manifesto che indicherà i punti fondamentali dell’agenda programmatica per il Paese.

Il leader di Campo progressista, dal canto suo, non è intenzionato a tagliare i ponti con il Pd. Vede Orlando, Cuperlo e i parlamentari della minoranza. Nessuna seconda scissione è in vista, ma i contatti servirebbero a stuzzicare Renzi nella speranza di ottenere una legge elettorale con premio alla coalizione. Il segretario Pd, a sorpresa, ha fatto un piccolo passo di lato che sa di timida apertura: “Per i temi di coalizione e legge elettorale c’è una bellissima segreteria del Partito Democratico, la gestiranno i miei collaboratori che spesso sono meglio di me”.

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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