La giornata parlamentare – 24 marzo

Rispetto a come ci siamo abituati negli ultimi mesi, la settimana scorsa è stata relativamente calma, una calma un po’ amara che ha visto l’immobilismo più totale nel dibattito sulla riforma elettorale e lo slittamento della discussione del ddl concorrenza ad aprile (il provvedimento attende di essere discusso dall’aula del Senato da ormai otto mesi). Ma è proseguito lo scontro tra Pd e M5S: questa volta a far salire sulle barricate il movimento di Grillo è stata la bocciatura della proposta dei pentastellati sui vitalizi e l’approvazione di una soluzione più di compromesso presentata dal Pd.

Complice la cerimonia per le celebrazioni del sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, anche le Aule parlamentari hanno lavorato meno. Il Senato si è confrontato, senza però arrivare all’approvazione, sul decreto relativo alla protezione internazionale e al contrasto dell’immigrazione illegale, mentre la Camera ha approvato la proposta di legge sulla determinazione e il risarcimento del danno non patrimoniale, e il nuovo decreto terremoto.

Nella giornata di oggi l’Assemblea del Senato e le Commissioni non si riuniranno. Nell’arco di questa settimana, l’Aula di palazzo Madama ha discusso, ma non ha approvato, il decreto relativo alla protezione internazionale e al contrasto dell’immigrazione illegale . I lavori proseguiranno la prossima settimana ed il voto finale è atteso per mercoledì pomeriggio salvo che il Governo non ponga la questione di fiducia.

Mercoledì mattina alla Camera è stata svolta la cerimonia solenne per le celebrazioni del sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma , presenti in Aula il Capo dello Stato Sergio Mattarella, i Deputati, i Senatori, i Parlamentari europei eletti in Italia e i rappresentanti degli Organi costituzionali e delle alte cariche istituzionali. Aperto il suo discorso con “Fatti gli europei, ora è necessario fare l’Europa” il Capo dello Stato ha ricordato come l’Europa abbia mantenuto la sua identità garantendo a tre intere generazioni di non conoscere le barbarie della guerra.

Per il Presidente “Sono le persone, particolarmente i giovani, che già vivono l’Europa, a essere la garanzia della irreversibilità della sua integrazione”. Giovani europei che sono anche il primo antidoto a pericolosi venti del populismo che vorrebbero un ritorno della piena sovranità agli Stati e un’Europa sempre meno presente. Ha poi rivolto un appello per un’ Europa più forte e coesa poiché “I singoli Paesi non avranno mai una voce più forte che tutti insieme”.

Come annunciato la Lega Nord, ad eccezione di Umberto Bossi, non ha partecipato alla cerimonia in segno di protesta. Matteo Salvini è andato a Lampedusa per denunciare il fallimento dell’Europa nella gestione degli imponenti flussi migratori che hanno segnato questi anni e ha annunciato che non parteciperà nemmeno alle celebrazioni di sabato in Campidoglio. Al contrario l’altro partito euroscettico, il Movimento 5 Stelle, era presente in aula.

Passando all’altro ramo del Parlamento, oggi l’ Assemblea della Camera si riunirà a partire dalle 9.30 per lo svolgimento delle interpellanze urgenti, mentre le Commissioni non si riuniranno. Questa settimana, l’ Aula di Montecitorio ha approvato con 211 voti favorevoli,125 contrari e 26 astenuti la proposta di legge per l’attuazione del Codice civile in materia di determinazione e risarcimento del danno non patrimoniale.

Il testo, che ora passa all’esame del Senato e che nel corso dell’esame in Commissione Giustizia è stato ampiamente modificato, comprende le cosiddette “Tabelle di Milano”, messe a punto dall’ Osservatorio sulla giustizia civile di Milano e aggiornate nel 2013, che dovranno essere utilizzate dai giudici come parametri per la liquidazione, con valutazione equitativa, del danno non patrimoniale. La proposta di legge consente al giudice di aumentare il risarcimento fino al 50% della misura prevista dalle tabelle, in considerazione delle condizioni soggettive del danneggiato.

Successivamente l’Aula ha approvato con 201 voti favorevoli, 16 contrari e 56 astenuti il decreto legge con le nuove misure per le popolazioni colpite dagli eventi sismici verificatisi nel 2016 e nel 2017 in Abruzzo, Umbria, Lazio e Marche . Il decreto, che ora passa ora all’esame del Senato per la sua approvazione definitiva, ha come obiettivo quello di semplificare e accelerare le varie fasi della ricostruzione e in particolare affronta alcuni nodi che sono emersi nel corso della gestione dell’emergenza e dell’avvio della fase di ricostruzione, primo fra tutti il tema del personale, del sostegno agli Enti locali coinvolti e delle procedure per la realizzazione delle opere di urbanizzazione necessarie per le casette, per le stalle e per le scuole.

Sono poi state potenziate le misure a sostegno dell’economia dei territori colpiti dal sisma, in particolare con la norma sul danno indiretto che vuole sostenere soprattutto il settore del turismo e del commercio, ma vengono anche previste agevolazioni sugli investimenti, la moratoria su mutui di imprese e privati e la priorità nei contratti di sviluppo per regioni colpite dal sisma. Infine il decreto interviene per facilitare il recupero dei beni architettonici e assegna una quota dell’8×1000 devoluto allo Stato alla ricostruzione e al restauro dei beni culturali distrutti o danneggiati dal sisma.

Ieri i vertici del Partito Democratico hanno parlato anche della necessità di accelerare sulla nomina del presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato; l’intenzione è quella di arrivare a sciogliere il nodo all’inizio della prossima settimana.

La nomina permetterà anche di capire più chiaramente quale sarà il percorso per l’approvazione della nuova legge elettorale. Una volta terminato l’esame della Camera, se mai terminerà visto che da due mesi il dibattito è completamente fermo, la proposta di legge passerà al Senato dove i numeri della maggioranza sono assai più limitati ed il nuovo presidente risulterà ancor più determinante. Al momento per la presidenza della Commissione si sta ragionando sulla possibilità che vada ad un esponente di Ncd (che dovrebbe però cedere un segretario d’Aula) oppure ad un membro della maggioranza dem.

Per il momento il Pd vorrebbe insistere sul Mattarellum, cercando di stanare chi si oppone al sistema rilanciato da Renzi, ma sul tavolo c’è anche il piano B, ovvero quello di estendere anche al Senato l’Italicum così come modificato dalla Consulta magari introducendo il premio alla coalizione e non al partito.

In casa del Partito Democratico c’è grande fermento per le prossime scadenze Europee. Entro il 10 aprile il Governo dovrà inviare il Defa Bruxelles e successivamente dovrà presentare una manovra correttiva da oltre tre miliardi. I vertici del partito hanno più volte ribadito al Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan che il documento dovrà rispondere alle esigenze dei cittadini e non quelle degli “euro-burocrati”. La prossima settimana Padoan incontrerà i gruppi parlamentari.

La richiesta di deputati e senatori è di una profonda collaborazione con il Mef sulle priorità del documento; d’altronde il Governo sa quali sono le posizioni in campo e sa anche quanto Matteo Renzi giudichi con la massima negatività la possibilità che venga aumentata l’imposizione fiscale o che vengano effettuati i cosiddetti tagli lineari ai Ministeri.

La campagna elettorale è già iniziata e lo scontro tra Pd e Movimento 5 Stelle è ormai senza confini, ragione per la quale Renzi non ha nessuna intenzione, se vincerà il congresso, di dover sostenere una legge di bilancio lacrime e sangue e un europeismo troppo accondiscendente rispetto alle richieste di Bruxelles.

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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