La giornata parlamentare – 27 luglio

Oggi al Senato

Dopo che nella giornata di ieri è stato approvato con voto di fiducia il decreto per la crescita economica nel Mezzogiorno, l’ Assemblea del Senato tornerà a riunirsi a partire dalle 9.30 per esaminare il decreto, già approvato dalla Camera, per laliquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Infine alle 16 è prevista la discussione delle interpellanze e delle interrogazioni.

Per quanto riguarda i lavori delle Commissioni, la Giustizia proseguirà l’esame del ddl sul reato di diffamazione. La Commissione Bilancio proseguirà l’esame del ddl sul rendiconto 2016 e di quello relativo all’assestamento 2017. La Commissione Finanze si confronterà sugli Atti europei relativi alla capacità di assorbimento delle perdite e sulla ricapitalizzazione degli enti creditizi.

La Commissione Industria riprenderà l’esame del ddl concorrenza e del ddl sull’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato d’insolvenza. In sede riunita con la Territorio, esaminerà lo schema di decreto legislativo sulla sicurezza degli impianti nucleari e si confronterà sull’affare assegnato relativo alle asimmetrie competitive per l’industria europea e su quello sulla strategia energetica nazionale.

La Commissione Lavoro esaminerà il disegno di legge sul Care giver familiare. La Commissione Sanità esaminerà il ddl sul fine vita. La Commissione Territorio alle 8.30 ascolterà il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti sui recenti incendi e successivamente esaminerà l’Atto europeo sulla termovalorizzazione (economia circolare).

Oggi alla Camera

Per quanto riguarda l’altro ramo del Parlamento, dopo che nella giornata di ieri è stata approvata la proposta di legge per l’abolizione dei vitalizi e la nuova disciplina dei trattamenti pensionistici dei membri del Parlamento e dei consiglieri regionali, l’ Assemblea della Camera tornerà a riunirsi a partire dalle 21.30 per le dichiarazioni di voto e il voto di fiducia sul decreto vaccini. Il provvedimento sarà poi votato e approvato definitivamente domani intorno alle 12.30.

Quanto ai lavori delle Commissioni, la Affari costituzionali esaminerà la pdl per la modifica del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali e si confronterà sulla pdl per l’acquisto di veicoli di servizio elettrici da parte delle Pubbliche Amministrazioni. LaCommissione Cultura, in sede riunita con la Trasporti, ascolterà i rappresentanti del settore dell’emittenza locale nell’ambito dell’esame dello schema di decreto del Presidente della Repubblica sui criteri di riparto delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali.

La Commissione Attività produttive ascolterà il Vice Capo Ufficio legislativo del Ministero della giustizia sulla situazione produttiva nel settore delle costruzioni. La Commissione Lavoro, in sede riunita con la Affari Sociali, proseguirà il ciclo di audizioni sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto della povertà.

Torna la legge elettorale

Dopo settimane di silenzio sul tema, il presidente della Repubblica Mattarella Sergio Mattarella è tornato a rilanciare la questione della riforma della legge elettorale e ha invitato i partiti a farsi trovare pronti quando, alla ripresa dei lavori parlamentari a settembre, riprenderà la discussione in Commissione Affari Costituzionali dopo il flop in Aula di giugno.

Nel ricordare al Parlamento il dovere di mettere mano alla legge elettorale, il Capo dello Stato sembra accontentarsi dell’obiettivo di eliminare le disomogeneità tra il sistema della Camera e quello del Senato : nel primo c’è il premio alla lista e nel secondo alla coalizione, nel primo la soglia è al 3% mentre nel secondo è all’8% e su base regionale.

Il legalicum (l’italicum rivisto dalla Corte Costituzionale) come noto è fortemente sostenuto dal Movimento 5 Stelle purchè rimanga il premio alla lista. Dopo mesi si è invece convertita al premio di coalizione Forza Italia: ieri, il partito di Berlusconi, ha dato vita a un tavolo comune con la Lega Nord e Fratelli d’Italia per giungere a una proposta unitaria in vista del confronto parlamentare.

Ma se l’orizzonte nel Centro Destra è il ritorno alle coalizioni, per il Partito Democratico c’è ancora molta diffidenza viste le maggiori difficoltà politiche per costituire una colazione unita e credibile nel campo del Centro Sinistra. Il capogruppo alla Camera Ettore Rosato ha ribadito l’impegno a riprendere il dossier, purché “tutti i partiti facciano la loro parte”: insomma l’accordo deve comprendere non solo Fi e centrodestra, ma anche M5S.

D’altra parte solo se si chiariranno le posizioni di Giuliano Pisapia e di Mdp ci potrà essere una svolta del Pd, in cui c’è grandissimo scetticismo sul fatto che il partito di D’AlemaSperanza e Bersanivoglia dar vita a una coalizione; considerata la volontà di Renzi di non ricreare un “piglia tutto” come fu l’Unione, la previsione del premio alla coalizione sarebbe solo un regalo al Centro Destra.

Il Mef è al lavoro sulla legge di Bilancio

A una settimana dalla chiusura dei lavori parlamentari per la pausa estiva, al Mef si lavora a pieno ritmo alla legge di Bilancio per il 2018. Il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha le idee precise su quali siano le priorità da seguire: “Gli interventi più urgenti sono quelli a favore dei giovani”, ha ribadito ieri intervenendo a un convegno di Confcommercio.

I dati sulla disoccupazione giovanile e sui cosiddetti neet, cioè coloro che non cercano un lavoro e non studiano, impongono misure straordinarie. Per il ministro va creato un sistema di decontribuzione selettivo e soprattutto permanente.

Padoan ha poi ribadito che la prossima legge di bilancio sarà basata sulla continua riduzione del deficit e sul saldo primario positivo per rispondere all’esigenza di passare da una stabilizzazione del debito a una sua riduzione. Questa necessità però non impedirà di prevedere misure per la crescita e l’ inclusione sociale.

Il titolare di via XX Settembre si è detto fiducioso e confortato dal fatto che per il terzo anno consecutivo il Pil è in crescita e che tale aumento non deriva da un deficit pubblico in espansione; anche l’occupazione è stata incrementata, anche se non ancora abbastanza, e i consumi di famiglie e impresi sono tornati in positivo e presentano notevoli trend di crescita.

Padoan ha però ribadito che i margini d’intervento sul lato degli investimenti sono stretti e che il Governo dovrà utilizzarli in maniera molto attenta e mirata. I conti sono presto fatti: la disattivazione delle clausole di salvaguardia determina un impiego di 19,5 miliardi di euro, il contrasto alla povertà e la riduzione del cuneo fiscale per i giovani altri 4, per un totale di 23,5 miliardi. Le risorse reperite dalla manovrina 2017 sono state 4 miliardi, dalla maggiore flessibilità concessa dall’Unione Europea sono venuti 9 miliardi e dal maggior gettito 2,5, per un totale di 15,5 miliardi.

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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