Corte di Cassazione, Ordinanza n. 24745 dell’8 settembre 2025
La vicenda riguarda un’iscrizione ipotecaria basata su cartelle di pagamento che la contribuente sosteneva di non aver mai ricevuto.
La Commissione tributaria provinciale aveva respinto il ricorso, ritenendo valide le notifiche, e la decisione era stata confermata in appello. La contribuente si è, quindi, rivolta alla Cassazione, contestando la regolarità delle notifiche, la tardività delle cartelle e la motivazione della sentenza di secondo grado.
La Suprema Corte ha respinto tutte le doglianze. Ha affermato che le notifiche erano state effettuate correttamente con la procedura prevista per i casi di irreperibilità assoluta, che i certificati anagrafici non hanno valore prevalente rispetto agli accertamenti compiuti dal messo notificatore e che le cartelle non impugnate diventano definitive, rendendo irrilevante sollevare questioni di decadenza o prescrizione in sede di impugnazione dell’iscrizione ipotecaria.
Inoltre, i Giudici di legittimità hanno ritenuto adeguata la motivazione della Sentenza di secondo grado, nonostante alcuni refusi.
In sostanza, la Suprema Corte afferma che le notifiche delle cartelle e dell’iscrizione ipotecaria sono valide, che i certificati anagrafici non sono sufficienti a dimostrare il contrario e che, una volta divenute definitive le cartelle, non è più possibile contestare decadenza o prescrizione. Per queste ragioni il ricorso è stato respinto.




