Periodo di prova: obbligo di conservazione del posto presso l’Ente di provenienza

Periodo di prova: obbligo di conservazione del posto presso l’Ente di provenienza

Testo del quesito:

Un dipendente di Categoria ‘B1’ assunto presso l’Ente da oltre 3 mesi (ha quindi già superato il periodo di prova), è stato chiamato da un altro Ente in quanto idoneo in una graduatoria di Categoria ‘C1’ dell’Ente stesso per un’assunzione a tempo indeterminato, e ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni. In base all’art. 20 comma 10 del Ccnl. ‘Funzioni locali’, l’Ente di provenienza è tenuto a conservare il posto finché il dipendente non avrà concluso il periodo di prova presso il nuovo Ente ?”.

La risposta dei ns. esperti.

Relativamente al quesito formulato, si ritiene che, nella fattispecie, il dipendente conservi il diritto alla conservazione del posto per tutto il periodo di prova.

La disposizione richiamata di cui all’art. 20, comma 10, del Ccnl. “Funzioni locali”, si pone in continuità con la precedente previsione dell’art. 14-bis, comma 9, del Ccnl. 6 luglio 1995.

In proposito l’Aran, con riferimento alla citata disciplina previgente, con Orientamento Ral_1475, aveva già avuto modo di precisare che, in caso di applicazione dell’art. 14-bis, comma 9, del Ccnl. 6 luglio 1995, come modificato dall’art. 20 del Ccnl. 14 settembre 2000: “il rapporto con la precedente Amministrazione si estingue e qualora il dipendente, non avendo superato il periodo di prova, chiede di rientrare nel profilo e qualifica di provenienza si deve aprire un nuovo rapporto”.Trattasi, in sostanza, di una sorta di riammissione in servizio che ha la particolarità di essere obbligatoria e non discrezionale. Di conseguenza, il posto precedentemente ricoperto dal dipendente deve essere considerato vacante ma non disponibile per tutto il periodo nel quale è prevista la sua conservazione.

di Alessio Tavanti


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