Come si apprende da una Notizia pubblicata in data 21 aprile 2026 sul sito di Ifel, è stato pubblicato il nuovo Rapporto Ifel “Il personale dei Comuni italiani – edizione 2026”, che analizza l’andamento del personale comunale sulla base dei dati del Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato. Il quadro che emerge evidenzia una timida inversione di tendenza nel reclutamento, ma anche criticità persistenti legate a organici, retribuzioni e turnover.
Ripresa del reclutamento: saldo positivo nel 2024
Nel 2024 si registra un dato significativo:
- 28.020 assunzioni a fronte di 25.167 uscite;
- saldo positivo pari a +2.853 unità;
- totale del personale comunale pari a 343.200 unità.
Come evidenziato anche dal Grafico a pag. 3 del Rapporto, il numero degli assunti supera quello dei cessati, segnando una ripresa del turnover dopo anni di contrazione.
Tuttavia, l’incremento rispetto al 2023 è contenuto (circa +1.500 unità) e non compensa la perdita accumulata nel lungo periodo.
Un calo strutturale ancora rilevante
Nonostante la ripresa delle assunzioni, dal 2007 al 2024 il personale comunale è diminuito del 28,4%.
Il Grafico a pag. 4 evidenzia un trend decrescente continuo, che solo negli ultimi anni mostra segnali di stabilizzazione.
Pensionamenti e dimissioni: doppia pressione sugli organici
Le uscite continuano a rappresentare il principale fattore critico:
- circa 10.500 pensionamenti annui;
- circa 10.200 dimissioni annue;
- 82.000 dimissioni nel periodo 2017-2024.
Elemento rilevante è che, nel 2024, le dimissioni superano i pensionamenti, segnalando una crescente mobilità verso altre Amministrazioni o Settori.
Scenario futuro: rischio dimezzamento della forza lavoro
Le prospettive delineate dal Rapporto sono particolarmente critiche:
- nei prossimi 7 anni potrebbero uscire 145.000 dipendenti;
- pari a circa il 46% del personale a tempo indeterminato.
Come evidenziato nel Grafico a pag. 5, si tratta di un flusso medio di circa 20.700 uscite annue.
Retribuzioni: i Comuni restano meno competitivi
Il Rapporto evidenzia una forte penalizzazione salariale:
- Istruttori comunali: 29.993 Euro medi;
- Regioni: 33.267 Euro;
- Operatori comunali: 23.216 Euro contro 28.270 Euro nelle Regioni.
La Tabella a pag. 6 mostra come i Comuni risultino tra le Amministrazioni meno competitive sotto il profilo retributivo, contribuendo al fenomeno delle dimissioni.
Sovraccarico di lavoro e aumento degli investimenti
Un ulteriore elemento critico riguarda il carico di lavoro:
- nella Funzione “Pianificazione”, gli addetti sono diminuiti (da 54.500 nel 2017 a 52.800 nel 2024);
- nello stesso periodo, gli Investimenti comunali sono cresciuti da 8,3 miliardi a 19,1 miliardi di Euro.
Il Grafico a pag. 7 evidenzia un aumento del +163% degli Investimenti, con conseguente incremento del carico per dipendente (fino a 361mila Euro per addetto nel 2024).




