Responsabilità: condanna di Amministrazioni comunali per il conferimento dell’incarico di “esperto del Sindaco”

Responsabilità: condanna di Amministrazioni comunali per il conferimento dell’incarico di “esperto del Sindaco”

Corte dei conti – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione Sicilia – Sentenza n. 47 del 15 aprile 2016

Oggetto

Condanna Amministratori comunali per sostanziale carenza di utilità di incarichi di “esperti del Sindaco”: conferma Sentenza n. 23/15.

Fatto

In questo medio Comune (20.000 abitanti), alla fine del 2007 il Sindaco conferisce l’incarico dal 1° gennaio 2008 ad un Professionista quale “esperto del Sindaco in materia urbanistica e legale”. L’incarico, prima prorogato, poi sostituito dal nuovo Sindaco con altri 2 Professionisti, continua, con Determine semestrali, fino al 30 giugno 2012. Il costo degli incarichi ammonta a circa Euro 140.000.

Nella primavera del 2012 veniva eseguita una verifica ispettiva da parte della Ragioneria generale dello Stato, che si concludeva con una relazione da cui “emergevano, fra l’altro, criticità in ordine agli incarichi sopra citati, ed in particolare, gravi carenze della motivazione del Provvedimento di conferimento e l’assenza delle Relazioni al Consiglio comunale sull’attività degli esperti, imposta dall’art. 14, della Lr. n. 7/92”. La Procura territoriale della Corte dei conti cita in giudizio i 2 Sindaci, succedutisi nell’incarico, per un danno erariale complessivo di circa Euro 100.000, non sussistendo “i requisiti che imprescindibilmente devono caratterizzare gli apporti professionali esterni”, e segnatamente:

– l’oggetto degli incarichi in materia urbanistica e legale, per come esplicitato nei Provvedimenti, era ritenuto assolutamente generico ed inidoneo a perfezionare il rapporto di strumentalità ad attività non gestionali di competenza del Sindaco, richiesto dall’art. 14, Lr. n. 7/92 e specificato dalla Giurisprudenza contabile;

– non era stata operata l’indispensabile preliminare valutazione di impossibilità di svolgere i compiti con personale interno;

– non era stata esplicitata la complessità delle questioni da affidare alla cura degli esterni.

I Giudici territoriali reputano “configurabile la prospettata responsabilità amministrativa, a titolo di colpa grave” dei 2 Sindaci, per cui li condanna per l’interno importo del danno richiesto dalla Procura. Gli interessati presentano ricorso. I Giudici d’appello provvedono preliminarmente alla verifica della tempestività e della regolarità, dal punto di vista procedurale, delle procedure adottate dalle parti per l’apposizione della Sentenza emessa in primo grado. Risulta che queste non sono state rispettate, per cui dichiarano “inammissibili gli appelli”.

Sintesi della Sentenza

I Giudici territoriali, dopo aver analizzato la normativa generale contenuta nell’art. 14, della Lr. n. 7/92 e quella di dettaglio dettata dall’art. 31, dello Statuto del Comune, in materia di presupposti e di modalità inerenti la nomina di soggetti esterni all’Amministrazione quali “esperti del Sindaco”, ha evidenziato che “costituisce condizione imprescindibile per il conferimento dell’incarico all’esperto la circostanza che l’apporto professionale richiesto al medesimo sia particolarmente qualificato e sia strettamente finalizzato a consentire il migliore espletamento, da parte del Sindaco, delle peculiari funzioni d’indirizzo politico-amministrativo e di controllo istituzionalmente attribuitegli dalle leggi”; ed inoltre che “l’oggetto, le finalità e le modalità di espletamento dell’incarico debbono essere congruamente predeterminati”, ed infine che “i compiti assegnati all’esperto non possono essere di tipo burocratico e/o di supporto all’effettuazione delle ordinarie attività gestionali, rientranti nelle competenze degli Uffici tecnici ed Amministrativi dell’Ente Locale”.

Pur con la doverosa precisazione che l’oggetto del presente giudizio non attiene alla legittimità dell’atto amministrativo, ma all’accertamento della sussistenza dell’eventuale danno erariale conseguente all’inutilità della spesa, non può essere ignorata la censurabile, sostanziale inconsistenza delle motivazioni dei Provvedimenti, indispensabile strumento per apprezzare il rispetto degli stringenti requisiti imposti per il ricorso ad esperti e, in definitiva, per valutare la coerenza delle iniziative sindacali rispetto allo specifico modello legale.

In ogni caso, operando un giudizio ex ante sui presupposti ed una verifica ex post sui risultati delle attività in concreto espletate, deve osservarsi che, attraverso gli indicati incarichi, è stato fornito un apporto di professionalità esterne di tipo operativo-gestionale nel Settore legale ed in quello urbanistico.

Non un ausilio all’espletamento di attività connesse con le materie di competenza del Sindaco, bensì un sostegno collaborativo per l’espletamento di attività istituzionalmente riservate all’apparato burocratico.

Si tratta cioè di compiti gestori che hanno comportato una partecipazione diretta degli esperti all’attività amministrativa dell’Ente, e che soprattutto, per quanto qui interessa, non hanno alcuna attinenza teorica e concreta con le funzioni di direzione politica attribuite e svolte dal Sindaco nelle indicate materie.

A tali profili invalidanti, afferenti i conferimenti degli incarichi, si affianca poi un’altra anomalia alla quale deve riconoscersi una non minore portata inficiante. Non può infatti essere ignorato che le reiterate proroghe non sono sostenute da una ponderata valutazione della persistenza dell’esigenza di ricorrere a professionalità esterne e da una conseguente, appagante esternazione degli esiti di tale valutazione.

In definitiva, risultano violati i presupposti legali per far luogo al conferimento degli incarichi ad esperti. In proposito, sembra opportuno evidenziare che, secondo un orientamento giurisprudenziale pressoché pacifico, i profili di illegittimità degli atti costituiscono un sintomo della dannosità per l’Erario delle condotte che all’adozione di quegli atti abbiano concorso.

In altri termini, la non conformità dell’azione amministrativa alle puntuali prescrizioni che ne regolano lo svolgimento, pur non essendo idonea a generare, di per sé, una responsabilità amministrativa in capo all’Agente, può assumere rilevanza allorché quegli atti integrino una condotta almeno gravemente colposa, foriera di un nocumento economico per l’Amministrazione. Tale principio, certamente valevole come enunciazione di sintesi, deve comunque subìre un’operazione di attualizzazione e specificazione, per tener conto dei peculiari connotati dell’agire pubblico che, di volta in volta, viene portato all’attenzione del Giudice contabile.

In definitiva, considerando che le prescrizioni normative a cui doveva imperativamente essere conformata la condotta gestionale afferente l’impiego del Professionista esterno erano di una chiarezza tale non consentire alcun ragionevole spazio di opinabilità interpretativa e applicativa, deve ritenersi che i reiterati e rilevantissimi scostamenti dal solco della legittimità siano dipesi da ingiustificabile leggerezza gestionale che integra una condotta gravemente colposa.

Ebbene, tale operazione di taratura del principio porta il Collegio a ritenere che le plurime e qualitativamente significative devianze dalle vincolanti prescrizioni di riferimento in occasione dei conferimenti degli incarichi in precedenza specificati integrano fatti dannosi per l’erario dell’Ente.

A questa conclusione induce la considerazione secondo la quale gli stringenti limiti al conferimento degli incarichi a soggetti esterni sono posti a garanzia del preminente interesse alla corretta ed oculata allocazione delle risorse, nonché a presidio degli equilibri di finanza pubblica.

La preservazione di tali valori ha luogo, oltre che attraverso la fissazione di tetti quantitativi alla spesa, anche mediante l’imposizione di vincoli di carattere modale che definiscono condizioni e procedure che legittimano l’esborso.

Commento

La vertenza nasce da una ispezione della Ragioneria generale dello Stato: ciò viene contestato lamentando una limitazione della sovranità regionale. Sicuramente tutti gli atti d’incarico (Determine dei Sindaci succedutesi nel tempo) sono carenti di motivazione circa l’attività che il cosiddetto “esperto del Sindaco” doveva svolgere: non attività burocratica, ma supporto politico. La conclusione della vertenza è formale (procedurale) anziché sostanziale, per cui i Giudici d’appello non entrano nel merito.

Si nota che i Giudici hanno ritenuto “preclusa” la valorizzazione dei vantaggi asseritamente conseguiti dalla Comunità amministrata, non concedendo alcuna riduzione del danno.

Sono mancati tutti i controlli interni.

 

di Antonio Tirelli

 

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[1] Art. 36 “Contratti sotto soglia

7. L’Anac con proprie linee guida, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente ‘Codice, stabilisce le modalità di dettaglio per supportare le stazioni appaltanti e migliorare la qualità delle procedure di cui al presente articolo, delle indagini di mercato, nonchè per la formazione e gestione degli elenchi degli operatori economici. Fino all’adozione di dette linee guida’, si applica l’art. 216, comma 9”.

[1] Art. 36 – “Contratti sotto soglia

2. Fermo restando quanto previsto dagli artt. 37 e 38 e salva la possibilità di ricorrere alle procedure ordinarie, le stazioni appaltanti procedono all’affidamento di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all’art. 35, secondo le seguenti modalità: a) per affidamenti di importo inferiore a 40.000 Euro, mediante affidamento diretto, adeguatamente motivato o per i lavori in amministrazione diretta; b) per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 Euro e inferiore a 150.000 Euro per i lavori, o alle soglie di cui all’art. 35 per le forniture e i servizi, mediante procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti. I lavori possono essere eseguiti anche in amministrazione diretta, fatto salvo l’acquisto e il noleggio di mezzi, per i quali si applica comunque la procedura negoziata previa consultazione di cui al periodo precedente. L’avviso sui risultati della procedura di affidamento, contiene l’indicazione anche dei soggetti invitati; c) per i lavori di importo pari o superiore a 150.000 Euro e inferiore a 1.000.000 di Euro, mediante la procedura negoziata di cui all’art. 63 con consultazione di almeno dieci operatori economici, ove esistenti, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici. L’avviso sui risultati della procedura di affidamento, contiene l’indicazione anche dei soggetti invitati; d) per i lavori di importo pari o superiore a 1.000.000 di Euro mediante ricorso alle procedure ordinarie.

[1] Inoltre, nell’espletamento delle procedure ad evidenza pubblica, le stazioni appaltanti devono assicurare:

  • l’uso ottimale delle risorse economiche;
  • la congruità dei propri atti rispetto al conseguimento dello scopo cui sono preordinati;
  • l’esigenza di non dilatare la durata del procedimento di selezione del contraente in assenza di obiettive ragioni;
  • una condotta leale ed improntata a buona fede;
  • l’effettiva contendibilità degli affidamenti da parte dei soggetti potenzialmente interessati;
  • una valutazione equa ed imparziale dei concorrenti;
  • la conoscibilità delle procedure di gara, nonché l’uso di strumenti che consentano un accesso rapido ed agevole alle informazioni;
  • l’adeguatezza dell’azione rispetto alle finalità e all’importo dell’affidamento;
  • il non consolidarsi di rapporti solo con alcune imprese.

[1] I requisiti di partecipazione previsti dal Codice riguardano:

  • l’idoneità professionale,
  • la capacità economica e finanziaria
  • le capacità tecniche e professionali”.

[1] “Principi in materia di trasparenza

1. Tutti gli atti delle Amministrazioni aggiudicatrici e degli Enti aggiudicatori relativi alla programmazione di lavori, opere, servizi e forniture, nonche’ alle procedure per l’affidamento di appalti pubblici di servizi, forniture, lavori e opere, di concorsi pubblici di progettazione, di concorsi di idee e di concessioni, compresi quelli tra Enti nell’ambito del Settore pubblico di cui all’art. 5, ove non considerati riservati ai sensi dell’art. 53 ovvero secretati ai sensi dell’art. 162, devono essere pubblicati e aggiornati sul profilo del committente, nella Sezione “Amministrazione trasparente”, con l’applicazione delle disposizioni di cui al Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Al fine di consentire l’eventuale proposizione del ricorso ai sensi dell’art. 120 del Codice del processo amministrativo, sono altresi’ pubblicati, nei successivi due giorni dalla data di adozione dei relativi atti, il provvedimento che determina le esclusioni dalla procedura di affidamento e le ammissioni all’esito delle valutazioni dei requisiti soggettivi, economico-finanziari e tecnico-professionali. E’ inoltre pubblicata la composizione della Commissione giudicatrice e i curricula dei suoi componenti. Nella stessa Sezione sono pubblicati anche i resoconti della gestione finanziaria dei contratti al termine della loro esecuzione.

  1. Gli atti di cui al comma 1, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 53, sono, altresì, pubblicati sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e sulla piattaforma digitale istituita presso l’Anac, anche tramite i sistemi informatizzati regionali, di cui al comma 4, e le piattaforme regionali di e-procurement interconnesse tramite cooperazione applicativa.
  2. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano collaborano con gli Organi dello Stato alla tutela della trasparenza e della legalità nel settore dei contratti pubblici. In particolare, operano in ambito territoriale a supporto delle stazioni appaltanti nell’attuazione del presente codice ed nel monitoraggio delle fasi di programmazione, affidamento ed esecuzione dei contratti.
  3. Per i contratti e gli investimenti pubblici di competenza regionale o di enti territoriali, le stazioni appaltanti provvedono all’assolvimento degli obblighi informativi e di pubblicità disposti dal presente ‘Codice, tramite i sistemi informatizzati regionali, che devono comunque garantire l’interscambio delle informazioni e l’interoperabilità, tramite cooperazione applicativa, dei rispettivi sistemi e delle piattaforme telematiche con le banche dati dell’Anac e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.

[1] Art. 36 Contratti sotto soglia

1. L’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e forniture d’importo inferiore alle soglie di cui all’art. 35 avvengono nel rispetto dei principi di cui all’art. 30, comma 1, nonchè nel rispetto del principio di rotazione e in modo da assicurare l’effettiva possibilità di partecipazione delle microimprese, piccole e medie imprese”.

[1] Art. 32 – “Fasi delle procedure di affidamento”

14. Il contratto è stipulato, a pena di nullità, con atto pubblico notarile informatico, ovvero, in modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, in forma pubblica amministrativa a cura dell’Ufficiale rogante della stazione appaltante o mediante scrittura privata; in caso di procedura negoziata ovvero per gli affidamenti di importo non superiore a 40.000 Euro mediante corrispondenza secondo l’uso del commercio consistente in un apposito scambio di lettere, anche tramite posta elettronica certificata o strumenti analoghi negli altri Stati membri”.

[1] Art. 32 Fasi delle procedure di affidamento

10. Il termine dilatorio di cui al comma 9 non si applica nei seguenti casi: a) “…omissis…;

  1. b) nel caso di un appalto basato su un accordo quadro di cui all’art. 54, nel caso di appalti specifici basati su un sistema dinamico di acquisizione di cui all’art. 55, nel caso di acquisto effettuato attraverso il Mercato elettronico e nel caso di affidamenti effettuati ai sensi dell’art. 36, comma 2, lett. a) e b)”.

[1] Art. 95 Criteri di aggiudicazione dell’appalto

4. Può essere utilizzato il criterio del minor prezzo: a) per i lavori di importo pari o inferiore a 1.000.000 di Euro, tenuto conto che la rispondenza ai requisiti di qualità è garantita dall’obbligo che la procedura di gara avvenga sulla base del progetto esecutivo; b) per i servizi e le forniture con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato; c) per i servizi e le forniture di importo inferiore alla soglia di cui all’art. 35, caratterizzati da elevata ripetitività, fatta eccezione per quelli di notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo”.

[1] Art. 53 – “Accesso agli atti e riservatezza”.

2. Fatta salva la disciplina prevista dal presente codice per gli appalti secretati o la cui esecuzione richiede speciali misure di sicurezza, il diritto di accesso è differito: a); b); c) (…..omissis…..); d) in relazione al procedimento di verifica della anomalia dell’offerta, fino all’aggiudicazione”.

[1] Art. 75 – “Inviti a candidati

3. Nelle procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando di gara, gli operatori economici selezionati vengono invitati di norma a mezzo di posta elettronica certificata o strumento analogo negli altri Stati membri ovvero, quando ciò non è possibile, con lettera. Gli inviti contengono gli elementi della prestazione richiesta”.

[1] Art. 84 – “Sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici

1. Fermo restando quanto previsto dal comma 12 e dall’art. 90, comma 8, i soggetti esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici di importo pari o superiore a 150.000 Euro, provano il possesso dei requisiti di qualificazione di cui all’art. 83, mediante attestazione da parte degli appositi Organismi di diritto privato autorizzati dall’Anac.

  1. L’Anac, con le linee guida di cui all’art. 83, comma 2, individua, altresì, livelli standard di qualità dei controlli che le Società organismi di attestazione (Soa) devono effettuare, con particolare riferimento a quelli di natura non meramente documentale. L’attività di monitoraggio e controllo di rispondenza ai suddetti livelli standard di qualità comporta l’esercizio di poteri di diffida, ovvero, nei casi più gravi, la sospensione o la decadenza dall’autorizzazione all’esercizio dell’attività da parte dell’Anac.
  2. Entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice, l’Anac effettua una ricognizione straordinaria circa il possesso dei requisiti di esercizio dell’attività da parte dei soggetti attualmente operanti in materia di attestazione, e le modalità di svolgimento della stessa, provvedendo all’esito mediante diffida, sospensione, ovvero decadenza dall’autorizzazione nei casi di mancanza del possesso dei requisito o di esercizio ritenuto non virtuoso. L’Anac relaziona sugli esiti di detta ricognizione straordinaria al Governo e alle Camere, allo scopo di fornire elementi di valutazione circa la rispondenza del sistema attuale di qualificazione unica a requisiti di concorrenza e trasparenza, anche in termini di quantità degli Organismi esistenti ovvero di necessità di individuazione di forme di partecipazione pubblica agli stessi e alla relativa attività di attestazione.
  3. Gli Organismi di cui al comma 1 attestano: a) l’assenza dei motivi di esclusione di cui all’art. 80; b) il possesso dei requisiti di capacità economica e finanziaria e tecniche e professionali indicati all’art. 83; tra i requisiti tecnico-organizzativi rientrano i certificati rilasciati alle imprese esecutrici da parte delle stazioni appaltanti. Gli organismi di attestazione acquisiscono detti certificati unicamente dall’Osservatorio, cui sono trasmessi in copia, dalle stazioni appaltanti; c) il possesso di certificazioni di sistemi di qualità conformi alle norme europee della Serie Uni En Iso 9000 e alla vigente normativa nazionale, rilasciate da soggetti accreditati ai sensi delle norme europee della Serie Uni Cei En 45000 e della Serie Uni Cei En Iso/Iec 17000; d) il possesso di certificazione del rating di impresa, rilasciata dall’Anac ai sensi dell’art. 83, comma 10.
  4. Il Sistema unico di qualificazione degli esecutori di contratti pubblici è articolato in rapporto alle tipologie e all’importo dei lavori.
  5. L’Anac vigila sul sistema di qualificazione e, a tal fine, effettua ispezioni, anche senza preavviso, o richiede qualsiasi documento ritenuto necessario. I poteri di vigilanza e di controllo sono esercitati anche su motivata e documentata istanza di una impresa ovvero di una Soa o di una stazione appaltante. Le stazioni appaltanti hanno l’obbligo di effettuare controlli, almeno a campione, secondo modalità predeterminate, sulla sussistenza dei requisiti oggetto dell’attestazione, segnalando immediatamente le eventuali irregolarità riscontrate all’Anac, che dispone la sospensione cautelare dell’efficacia dell’attestazione dei requisiti entro dieci giorni dalla ricezione dell’istanza medesima. Sull’istanza di verifica l’Anac provvede entro 60 giorni, secondo modalità stabilite nelle linee guida. I controlli effettuati dalle stazioni appaltanti costituiscono elemento positivo di valutazione ai fini dell’attribuzione della premialità di cui all’art. 38.
  6. Per gli appalti di lavori d’importo pari o superiore ai 20 milioni di Euro, oltre alla presentazione dell’attestazione dei requisiti di qualificazione di cui all’art. 83, la stazione appaltante può richiedere requisiti aggiuntivi finalizzati: a) alla verifica della capacità economico-finanziaria. In tal caso il concorrente fornisce i parametri economico-finanziari significativi richiesti, certificati da società di revisione ovvero altri soggetti preposti che si affianchino alle valutazioni tecniche proprie dell’organismo di certificazione, da cui emerga in modo inequivoco la esposizione finanziaria dell’impresa concorrente all’epoca in cui partecipa ad una gara di appalto; in alternativa a tale requisito, la stazione appaltante può richiedere una cifra d’affari in lavori pari a 2 volte l’importo a base di gara, che l’impresa deve aver realizzato nel triennio antecedente la data di pubblicazione del bando; b) alla verifica della capacità professionale per gli appalti per i quali viene richiesta la classifica illimitata. In tal caso il concorrente fornisce evidenza di aver eseguito lavori per entità e tipologia compresi nella categoria individuata come prevalente a quelli posti in appalto opportunamente certificati dalle rispettive stazioni appaltanti, tramite presentazione del certificato di esecuzione lavori; tale requisito si applica solo agli appalti di lavori di importo superiore a 100 milioni di Euro.
  7. Le linee guida di cui al presente articolo disciplinano i casi e le modalità di sospensione o di annullamento delle attestazioni, nonchè di decadenza delle autorizzazioni degli organismi di certificazione. Le linee guida disciplinano, altresì, i criteri per la determinazione dei corrispettivi dell’attività di qualificazione, in rapporto all’importo complessivo ed al numero delle categorie generali o specializzate cui si richiede di essere qualificati, avendo riguardo anche alla necessaria riduzione degli stessi in caso di consorzi stabili nonchè per le microimprese e le piccole e medie imprese.
  8. Al fine di garantire l’effettività’ e la trasparenza dei controlli sull’attività di attestazione posta in essere dalle Soa, l’Anac predetermina e rende pubblico sul proprio sito il criterio e il numero di controlli a campione da effettuare annualmente sulle attestazioni rilasciate dalle Soa.
  9. La violazione delle disposizioni delle linee guida è punita con la sanzione previste dall’art. 213, comma 13. Per le violazioni di cui al periodo precedente, non è ammesso il pagamento in misura ridotta. L’importo della sanzione è determinato dall’Anac con ordinanza-ingiunzione sulla base dei criteri generali di cui alla Legge 24 novembre 1981, n. 689, con particolare riferimento ai criteri di proporzionalità e adeguatezza alla gravità della fattispecie. Nei casi più gravi, in aggiunta alla sanzione Amministrativa pecuniaria, si applica la sanzione accessoria della sospensione dell’attività di impresa per un periodo da un mese a 2 anni, ovvero della decadenza dell’autorizzazione. La decadenza dell’autorizzazione si applica sempre in caso di reiterazione della violazione che abbia comportato la sanzione accessoria della sospensione dell’attività, ai sensi della Legge 24 novembre 1981, n. 689.
  10. La qualificazione della Soa ha durata di cinque anni, con verifica entro il terzo anno del mantenimento dei requisiti di ordine generale nonche’ dei requisiti di capacità strutturale indicati nelle linee guida.
  11. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente ‘Codice’, con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, su proposta dell’Anac, sentite le competenti Commissioni parlamentari, vengono individuate modalità di qualificazione, anche alternative o sperimentali da parte di stazioni appaltanti ritenute particolarmente qualificate ai sensi dell’art. 38, per migliorare l’effettività’ delle verifiche e conseguentemente la qualità e la moralità delle prestazioni degli operatori economici, se del caso attraverso un graduale superamento del sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici”.

 

 


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