Revisori legali e Società di revisione: approvato il Regolamento sui provvedimenti sanzionatori

Revisori legali e Società di revisione: approvato il Regolamento sui provvedimenti sanzionatori

E’ stato emanato il Decreto Ministro dell’Economia e delle Finanze 8 luglio 2021, n. 135 (“Regolamento concernente la procedura per l’adozione di provvedimenti sanzionatori nel caso di violazione delle disposizioni in materia di Revisori legali e Società di revisione, ai sensi dell’art. 25, comma 3-bis, del Dlgs. n. 39/2010”) e pubblicato sulla G.U. n. 237/2021.

Il Regolamento disciplina il procedimento per l’adozione, da parte del Mef, delle sanzioni amministrative previste dall’art. 24 del Dlgs n. 39/2010, e disciplina i Provvedimenti che il Ministero può intraprendere nei confronti del Revisore o della Società di revisione che commette irregolarità nel processo di revisione.

Il Mef vigila sul rispetto delle disposizioni legislative da parte degli iscritti nel Registro e provvede ai conseguenti controlli sulla corretta applicazione delle stesse.

Il Mef può applicare sanzioni alle seguenti violazioni del Revisore:

a) mancato assolvimento dell’obbligo di formazione continua obbligatoria;

b) inosservanza degli obblighi di comunicazione delle informazioni obbligatorie, nonché dei dati richiesti per la corretta individuazione del Revisore o della Società di revisione legale, degli incarichi da essi svolti e dei relativi ricavi e corrispettivi percepiti;

c) dichiarazioni mendaci contenute nella relazione annuale del tirocinio di Revisore legale. Le sanzioni si applicano nei confronti del Revisore legale o della Società di revisione presso cui il tirocinio è svolto e, in quanto applicabili, del tirocinante;

d) violazione dei Principi di deontologia professionale, indipendenza e obiettività;

e) mancata, incompleta o tardiva effettuazione degli interventi indicati nella relazione del soggetto incaricato del controllo di qualità;

f) assenza, nella relazione di revisione e giudizio di bilancio, dei requisiti minimi;

g) mancata o inadeguata adozione di un sistema interno di segnalazione. La sanzione può essere pecuniaria, da Euro 10.000 a Euro 100.000, o prevedere obblighi di fare/non fare per rimuovere la violazione.

Il procedimento sanzionatorio è retto dai Principi del contraddittorio, della conoscenza degli atti istruttori, della verbalizzazione, nonché della distinzione tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie.

Il Mef provvede ad accertare la violazione per la quale è prevista una sanzione amministrativa una volta acquisiti gli elementi necessari a valutarne la sussistenza. L’accertamento si perfeziona con la redazione di un verbale di accertamento, che resta conservato agli atti del Ministero.

L’avvio del procedimento sanzionatorio è disposto dalla Commissione centrale per i Revisori legali a mezzo lettera di contestazione degli addebiti. La contestazione degli addebiti è effettuata, quando possibile, immediatamente, e comunque entro il termine di 180 giorni dalla data del verbale di accertamento, ovvero di 360 giorni se l’interessato risiede o ha la sede all’estero.

La lettera di contestazione degli addebiti contiene:

  1. l’attività di vigilanza svolta e la documentazione acquisita dalla quale è emersa la violazione;
  2. la descrizione della violazione riscontrata;
  3. l’indicazione delle disposizioni violate e delle relative norme sanzionatorie;
  4. la comunicazione della data prevista di conclusione del procedimento;
  5. l’indicazione della facoltà per i soggetti destinatari delle contestazioni di presentare deduzioni e documenti, con termine di 30 giorni, decorrente dalla data di ricezione della lettera di contestazione, per la presentazione di proprie deduzioni;
  6. l’indicazione della facoltà del soggetto destinatario di chiedere la visione o l’estrazione di copia dei documenti istruttori.

L’interessato può chiedere di essere sottoposto ad audizione personale, che si svolge presso la Commissione; questa può esser svolta anche in modalità telematica. All’audizione possono partecipare i rappresentanti dell’Ufficio che ha accertato la violazione.

Il Revisore è convocato mediante comunicazione almeno 10 giorni prima dello svolgimento della seduta, e può farsi assistere da un difensore; nel caso di assenza ingiustificata del Revisore il procedimento continua anche in sua assenza, ma è ammesso un unico rinvio in caso di giustificato motivo.

Per tutti gli atti e le attività del procedimento, ad eccezione dell’audizione personale, il Revisore può farsi rappresentare da un difensore o da persona di sua fiducia iscritto al Registro dei revisori legali.

La Commissione, acquisite le deduzioni formulate per iscritto in ordine ai fatti ed alle irregolarità contestati e proceduto, se del caso all’audizione personale dell’interessato, formula al Mef, entro il termine di 120 giorni dalla data di ricezione della contestazione degli addebiti, una proposta motivata ma non vincolante.

Al termine della fase istruttoria, valutata la proposta della Commissione, il Mef, ove non ritenga di disporre l’archiviazione del procedimento, applica, dandone notizia all’interessato, con proprio provvedimento motivato le sanzioni previste dall’art. 24 del Dlgs. 39/2010, tenendo conto del grado di colpa del soggetto.

Nel caso in cui i Revisori legali, la Società di revisione o il Responsabile della revisione legale, non ottemperino ai provvedimenti sanzionatori applicati, il Mef ne dispone la cancellazione dal Registro.

Le sanzioni amministrative applicate per violazione delle disposizioni del Dlgs. n. 39/2010 sono pubblicate sul sito istituzionale della revisione legale, in apposita area non indicizzata dai motori di ricerca esterni, comprese le informazioni concernenti il tipo, la natura della violazione e l’identità della persona fisica o giuridica a cui la sanzione è applicata; può essere disposta la pubblicazione delle sanzioni in forma anonima nelle situazioni di cui all’art. 24, comma 7, del Dlgs. n. 39/2010.

Il Mef deve accertare, per ciascun Revisore, anche il mancato adempimento agli obblighi della formazione professionale continua. La lettera di contestazione degli addebiti è trasmessa individualmente ad ogni interessato al rispettivo domicilio digitale.

Il Revisore può comprovare direttamente e personalmente di aver assolto l’obbligo formativo nel caso di partecipazione a programmi di formazione a distanza erogati direttamente dal Mef. La prova dell’assolvimento dell’obbligo formativo, nel corso del procedimento sanzionatorio, avviene mediante la produzione di idonee attestazioni della partecipazione ai programmi di formazione entro i termini previsti.

La Commissione può prendere in considerazione, se adeguatamente comprovate, situazioni di oggettiva impossibilità di assolvere l’obbligo formativo relative a patologie permanenti o temporanee gravemente invalidanti e alla maternità.

Il mancato assolvimento dell’obbligo formativo può essere accertato, trascorsi 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente Decreto, soltanto nei riguardi dei Revisori legali dei conti che non hanno regolarizzato entro tale termine il debito formativo sussistente al 31 dicembre 2019.

Il Mef infine deve accertare l’inadempimento dell’obbligo di comunicazione dell’indirizzo di Posta elettronica certificata per ciascun Revisore legale.


Related Articles

Iva: la redazione del Regolamento di condominio non può essere considerata “accessoria” alla vendita dell’immobile

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 640 del 30 settembre 2021, ha fornito chiarimenti in ordine al riscontro del

Responsabilità amministrativa: condanna di un Sindaco per utilizzo di quote di mutuo per il finanziamento di spese correnti

Corte dei conti – Sezione prima giurisdizionale centrale d’appello – Sentenza n. 678 del 19 maggio 2014 Oggetto Condanna di

Bilancio: via libera di Bruxelles per il programma dell’Italia

Con un Comunicato pubblicato sul proprio sito istituzionale, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto che la Commissione

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.