Ricorso straordinario al Capo dello Stato: al verificatore nessun compenso

Ricorso straordinario al Capo dello Stato: al verificatore nessun compenso

Nella Sentenza n. 925 del 20 maggio 2020 del Consiglio di Stato, i Giudici rilevano che, nell’ambito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, la verificazione, dovendo essere eseguita dal Ministero che istruisce l’affare, rientra nell’ambito dell’attività d’ufficio svolta dai dipendenti incaricati, senza possibilità di corresponsione di compensi ulteriori, con la sola eventualità del rimborso delle spese effettivamente sostenute e compiutamente documentate. Inoltre, chiariscono i Giudici che la conclusione cui sono pervenuti non rappresenta una violazione del diritto all’equa retribuzione di cui all’art. 36 della Costituzione perché i verificatori intrattengono già un rapporto di lavoro per il quale sono regolarmente retribuiti. Tale conclusione porta ad una differenza rispetto a quanto avviene nel processo amministrativo. Tra il ricorso straordinario e il ricorso giurisdizionale vi sono ancora importanti differenze che portano ad escludere la possibilità di riconoscere un compenso ai verificatori, attesa l’esistenza di regole diverse tra l’uno e l’altro rimedio. I Giudici specificano che il ricorso straordinario non è totalmente equiparabile ai rimedi giurisdizionali.

Ed invero, il ricorso straordinario:

a) può essere proposto dalla parte senza assistenza del difensore;

b) segue regole meno rigide rispetto al ricorso giurisdizionale;

c) ai sensi dell’art. 11 del Dpr. n. 1199/1971, è istruito dal Ministero competente, con un’attività quindi che è demandata ad un Ufficio amministrativo che deve curare anche i supplementi di istruttoria necessari. Il successivo art. 13 stabilisce infatti che “l’Organo al quale è assegnato il ricorso, se riconosce che l’istruttoria è incompleta o che i fatti affermati nell’atto impugnato sono in contraddizione con i documenti, può richiedere al Ministero competente nuovi chiarimenti o documenti ovvero ordinare al Ministero medesimo di disporre nuove verificazioni, autorizzando le parti ad assistervi ed a produrre nuovi documenti”;

d) non è prevista la possibilità di condannare la parte soccombente alle spese di giudizio.


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