Servizi e Infrastrutture sociali nelle Aree interne: cosa cambia dopo l’uscita dal “Pnrr”

La Misura “INV2C2I1.1.1 – Potenziamento dei Servizi e delle Infrastrutture sociali di comunità” prosegue il proprio percorso fuori dal “Pnrr”, ma con una copertura finanziaria nazionale confermata e una programmazione pluriennale fino al 2029

Come si apprende da una Notizia pubblicata in data 22 dicembre 2025 sul sito del Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Misura “INV2C2I1.1.1 – Potenziamento dei Servizi e delle Infrastrutture sociali di comunità” (già “PnrrM5C3I1.1.1”) prosegue il proprio percorso fuori dal “Piano nazionale di ripresa e resilienza” ma con una copertura finanziaria nazionale confermata e una programmazione pluriennale fino al 2029.

L’Intervento, rivolto ai Comuni delle Aree interne (intermedie, periferiche e ultra-periferiche), è finalizzato a contrastare esclusione sociale e marginalità, finanziando Progetti per Servizi e Infrastrutture di prossimità.

Gli interventi finanziabili

La Misura sostiene un ampio ventaglio di azioni, tra cui:

  • Servizi di assistenza domiciliare per anziani;
  • infermiere e ostetriche di comunità;
  • potenziamento di piccoli ospedali privi di pronto soccorso o di Servizi sanitari di base (radiologia, cardiologia, ginecologia, ambulatori);
  • elisoccorso e Infrastrutture connesse;
  • rafforzamento di Centri per disabili;
  • Servizi culturali, sportivi e di inclusione, inclusa l’accoglienza dei migranti.

Dall’Avviso “Pnrr” alla graduatoria definitiva

L’Avviso pubblico è stato emanato con Decreto direttoriale n. 100/2022 dall’Agenzia per la Coesione territoriale (le cui funzioni sono oggi in capo al Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud), con una dotazione complessiva di Euro 500 milioni.

Alla chiusura dei termini:

  • 2.550 domande presentate;
  • 2.473 valutate, di cui:
    • 2.186 idonee;
    • 287 escluse per punteggio o superamento dei massimali;
  • 803 Progetti finanziati, con graduatoria consolidata dal Decreto n. 555/2023.

Per ciascun Intervento ammesso è stato sottoscritto uno specifico Accordo di concessione di finanziamento con il Soggetto attuatore.

L’uscita dal “Pnrr” e il rifinanziamento nazionale

Con la decisione Ecofin dell’8 dicembre 2023, che ha approvato la revisione del “Pnrr” italiano, il sub-investimento 1.1 è stato stralciato dal “Piano”.

La Misura, tuttavia, non è stata cancellata: la gestione resta in capo al Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud e il finanziamento avviene ora tramite risorse nazionali.

Il Dl. n. 19/2024 (art. 1, comma 5, lett. e) ha individuato la copertura sostitutiva, confermando l’importo complessivo di Euro 500 milioni, così distribuiti:

AnnoSpesa autorizzata
2024Euro 45 milioni
2025Euro 95 milioni
2026Euro 125 milioni
2027Euro 125 milioni
2028Euro 75 milioni
2029Euro 35 milioni
TotaleEuro 500 milioni

A seguito del passaggio fuori dal “Pnrr”, il Dipartimento ha proceduto all’aggiornamento degli Accordi di concessione: 800 Accordi su 803 risultano già adeguati al nuovo quadro finanziario.

L’impatto della “Legge di bilancio 2025

La Legge n. 207/2024 ha introdotto una riduzione complessiva di Euro 34,5 milioni, ridefinendo le assegnazioni per il triennio 2025-2027:

  • Euro 85,5 mln per il 2025;
  • Euro 112,5 mln per il 2026;
  • Euro 112,5 mln per il 2027.

Una rimodulazione che impone particolare attenzione agli Enti attuatori sul rispetto dei Cronoprogrammi e sull’avanzamento della spesa.

Monitoraggio e adempimenti per i Comuni

Il monitoraggio finanziario, procedurale e fisico degli Interventi avviene attraverso la Piattaforma “ReGis”, gestita dalla Ragioneria generale dello Stato. I Comuni beneficiari restano quindi tenuti:

  • all’aggiornamento costante dei dati di avanzamento;
  • al rispetto degli obblighi di rendicontazione;
  • alla coerenza degli interventi con gli Accordi di concessione aggiornati.