Tributi locali: chiarimenti dal Mef sull’efficacia delle Delibere regolamentari e tariffarie

Tributi locali: chiarimenti dal Mef sull’efficacia delle Delibere regolamentari e tariffarie

È stata pubblicata sul sito web istituzionale del Mef la Circolare 22 novembre 2019 n. 2/Df, rubricata “Art. 15-bis del Dl. n. 30/2019, convertito dalla Legge n. 58/2019. Efficacia delle Deliberazioni regolamentari e tariffarie relative alle entrate tributarie degli Enti Locali. Chiarimenti”.

La Circolare mira a fornire chiarimenti agli Enti in merito alle novità introdotte dall’art. 15-bis del Dl. n. 34/2019, relativamente alla pubblicità e all’efficacia delle Deliberazioni regolamentari sui Tributi locali.

In via preliminare, il Ministero richiama la principale novità recata, ovverosia l’attribuzione alla pubblicazione dei predetti atti sul sito www.finanze.gov.it del valore di pubblicità costitutiva con riferimento alla generalità dei Tributi comunali e non più solo ad alcuni di essi. La normativa previgente prevedeva che la pubblicazione era condizione di efficacia esclusivamente per le Deliberazioni riguardanti Imu, Tasi e Irpef.

Ai sensi di quanto disposto dal citato art. 15-bis, saranno inapplicabili gli atti che, ancorché approvati dall’Ente Locale e pubblicati all’Albo pretorio, non siano stati altresì pubblicati sul sito web dedicato entro i termini stabiliti dalla legge.

Inoltre, affinché esse abbiano effetto dal 1° gennaio dell’anno medesimo, è altresì necessario, in osservanza dell’art. 1, comma 169, della Legge n. 296/2006 e dell’art. 53, comma 16, della Legge n. 388/2000, che l’atto sia stato approvato entro il termine per la Deliberazione del bilancio di previsione.

I controlli del Mef in merito agli atti pubblicati saranno, in prima istanza, meramente di natura formale sull’identità e la completezza dell’atto, il quale deve contenere la manifestazione della volontà dell’Ente in ordine alla determinazione delle aliquote o tariffe o alla disciplina del Tributo.

A conclusione della fase di pubblicazione, il Ministero effettuerà ulteriori verifiche con riguardo ad eventuali disposizioni in contrasto con la disciplina statale in materia e comunque non riconducibili al legittimo esercizio della potestà regolamentare di cui all’art. 52, comma 1, del Dlgs. n. 446/1997. In tal caso il Mef inviterà l’Ente a rimuovere in autotutela i vizi di legittimità dell’atto.

Riguardo all’ambito di applicazione dell’obbligo di trasmissione di che trattasi, il Mef precisa che devono ritenersi soggetti all’obbligo di invio anche i Regolamenti generali delle entrate e tutti gli atti recanti disposizioni relative non ad uno specifico prelievo ma ad aspetti direttamente connessi all’applicazione dei Tributi in genere. A titolo esemplificativo, rientrano in tale ambito i Regolamenti relativi alla “Definizione agevolata” delle entrate e delle controversie tributarie, al diritto dell’interpello, ad altri istituti deflativi del contenzioso e al “baratto amministrativo”.

Di contro, non devono invece essere trasmessi al Mef:

  • la Deliberazione di indicazione dei valori di riferimento delle aree fabbricabili;
  • la Deliberazione di nomina dei Funzionari responsabili di ciascun Tributo locale;
  • gli atti di affidamento dell’attività di riscossione;
  • il Regolamento con cui il Comune, ai sensi dell’art. 1, comma 1091, della Legge n. 145/2018, prevede che il maggiore gettito dell’Imu e della Tari sia destinato al potenziamento degli Uffici comunali preposti alla gestione delle entrate, il Regolamento di disciplina delle misure preventive per il contrasto dell’evasione dei Tributi locali, adottato ai sensi dell’art. 15-ter del Dl. n. 34/2019.

In altri termini, non sono sottoposti a pubblicazione gli atti con i quali non viene espressa la volontà definitiva dell’Ente, né le semplici attestazioni dei Responsabili degli Uffici relative all’avvenuta approvazione di una determinata Deliberazione in materia tributaria.

Per quanto concerne la Deliberazione di approvazione del bilancio di previsione, essa non è soggetta a pubblicazione sul sito del Mef, posto che non può essere considerata essa stessa quale atto di determinazione di tariffe ed aliquote.

La mancata pubblicazione delle Deliberazioni di conferma, per un determinato anno di imposta, delle aliquote o delle tariffe vigenti nell’anno precedente non incide sull’applicabilità delle aliquote o delle tariffe oggetto di conferma.

Non devono essere trasmesse le Deliberazioni adottate per un anno d’imposta precedente a quello di riferimento e già pubblicate sul sito del Mef.

In ordine alle modalità di trasmissione, l’art. 13, comma 15, del Dl. n. 201/2011, stabilisce che essa debba avvenire per tutti gli atti esclusivamente tramite l’inserimento del testo degli stessi nell’apposita Sezione del “Portale del Federalismo fiscale”, come già avviene per l’Addizionale comunale all’Irpef, Imu e Tasi. La trasmissione mediante l’invio al “Portale del Federalismo fiscale” costituisce adempimento dell’obbligo di invio degli atti, per cui non è necessario il successivo invio di materiale in formato cartaceo o tramite Pec.

Tali disposizioni hanno decorrenza per l’anno d’imposta 2020 per tutte le Deliberazioni comunali e l’anno 2021 per gli atti adottati da Province e Città metropolitane.

Per effettuare l’inserimento degli atti l’Ente deve essere munito dell’abilitazione al Portale, in particolare al Servizio “Normativa Tributi Enti Locali”.

Il formato elettronico da utilizzare per la trasmissione verrà normato da apposito Decreto Mef. Nelle more dell’emanazione di tale Decreto, il Ministero precisa che non dovranno essere inseriti file scansionati in formato pdf, e la dimensione massima dovrà essere pari a 3 Mb.

Gli atti relativi ad Imu, Tasi, Tari, Icp, Cimp, Tosap e Iscop, avranno efficacia dalla data della pubblicazione sul sito del Mef e sono applicabili dal 1° gennaio dell’anno medesimo, a condizione che tale pubblicazione avvenga entro il 28 ottobre dello stesso anno. Gli atti caricati oltre questo termine verranno contrassegnati da apposita nota che ne evidenzia l’inefficacia per l’anno di riferimento.

Al fine di consentire al Mefdi provvedere alla pubblicazione di che trattasi, gli atti devono essere trasmessi entro il termine perentorio del 14 ottobre dello stesso anno.

Per quanto riguarda il versamento del dovuto Tari, nel caso in cui il Comune fissi le scadenze al 16 aprile, 16 luglio, 16 ottobre e 16 dicembre, le prime 3 rate saranno dovute a titolo di acconto e andranno determinate in misura pari ad una percentuale, stabilita dall’Ente, della Tassa dovuta per l’anno 2019, mentre l’ultima rata dovrà essere calcolata, a saldo, sulla base delle tariffe stabilite per l’anno 2020 a condizione che la relativa Deliberazione sia stata pubblicata entro il 28 ottobre 2020. Le stesse considerazioni valgono anche in caso di Tari-corrispettivo, ed anche le rispettive Delibere di approvazione delle aliquote devono essere pubblicate sul sito del Mef.

Per quanto concerne l’Icp, si evidenzia preliminarmente che tale Imposta deve essere corrisposta prima di iniziare l’esposizione pubblicitaria. Inoltre, la normativa distingue tra pubblicità annuale e pubblicità relativa a periodi inferiori all’anno solare. Con riferimento alla prima, l’Imposta deve essere versata entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento e può essere corrisposta in 3 rate trimestrali anticipate (gennaio, aprile, luglio, ottobre) qualora sia di importo superiore ad Euro 1.549,37. Posto che il Comune, nell’esercizio della propria autonomia regolamentare, può anche variare le predette date, il Comune medesimo deve in ogni caso, stante il disposto dell’art. 13, comma 15-ter, del Dl. n. 201/2011, stabilire una rata di versamento successiva al 30 novembre. Entro tale data, il contribuente dovrà eseguire, laddove sia intervenuta una variazione delle tariffe rispetto all’anno precedente, il conguaglio sulla base delle nuove tariffe pubblicate sul sito entro il 28 ottobre. Per la pubblicità relativa a periodi inferiori all’anno solare, che deve essere corrisposta in un’unica soluzione da versare prima di iniziare l’esposizione pubblicitaria, il Comune deve stabilire una rata successiva al 30 novembre per consentire di effettuare il conguaglio in tutti i casi in cui il pagamento sia dovuto prima del 1° dicembre e sia intervenuta una variazione delle tariffe.

Con riferimento alla Tosap, in particolare alle occupazioni permanenti, il versamento della Tassa dovuta per l’intero anno di rilascio della concessione deve essere effettuato negli stessi termini previsti per la presentazione della Denuncia, vale a dire entro 30 giorni dalla data di rilascio della concessione e, comunque, non oltre il 31 dicembre dell’anno di rilascio.

Nell’ipotesi in cui la Tassa sia di importo superiore ad Euro 258,23, il contribuente ha la facoltà di corrispondere il dovuto in 4 rate, senza interessi, di uguale importo, aventi scadenza nei mesi di gennaio, aprile, luglio ed ottobre dell’anno di riferimento del Tributo. In considerazione di ciò, il Comune deve stabilire una rata successiva al 30 novembre valevole per i casi in cui il termine di pagamento venga a scadere prima del 1° dicembre e occorra quindi eventualmente ricalcolare l’Imposta sulla base delle nuove tariffe.

Le disposizioni sopra riportate non trovano applicazione per gli atti concernenti il Cosap di cui all’art. 63 del Dlgs. n. 446/1997.

Infine, con riguardo ai Tributi provinciali diversi dall’Imposta Rc auto (Ipt, Tefa, Tosap), la trasmissione degli atti regolamentari e tariffari è dovuta a partire dall’anno d’imposta 2021. Non è stato però fissato alcun termine entro il quale effettuare la trasmissione degli atti in parola.

di Alessandro Maestrelli e Gabriele Nardi


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