Verifica anomalia dell’offerta: necessario attivare un contraddittorio con l’offerente

Verifica anomalia dell’offerta: necessario attivare un contraddittorio con l’offerente

Nella Sentenza n. 10498 del 15 ottobre 2020 del Tar Lazio, i Giudici affermano che, in materia di anomalia delle offerte, l’art. 97, comma 5, del Dlgs. n. 50/2016, non lascia margine a dubbi interpretativi: la Stazione appaltante non può escludere l’offerta anormalmente bassa se prima non attiva un contraddittorio procedimentale scritto con l’offerente. La regola dell’esclusione non automatica delle offerte sospette, con obbligo di verifica attraverso contraddittorio successivo, è coerente con la ratio del procedimento di anomalia, che tende ad accertare se l’offerta, nel suo complesso, sia attendibile o meno. Ne deriva l’inesistenza di una normalizzazione normativa tassativa degli elementi di possibile giustificazione, come si desume dalla formulazione dell’art. 97, comma 1, del Dlgs. n. 50/2016. Non è un caso, del resto, che nella procedura di verifica di anomalia sia ammissibile la modifica delle giustificazioni inerenti alle numerose componenti del prezzo dell’offerta, ferma restando la immodificabilità dell’offerta stessa nel suo complessivo importo economico. In particolare, la giurisprudenza distingue tra offerta immodificabile e parametri dimostrativi della affidabilità e remuneratività dell’offerta, che non possono certo dirsi predeterminati e fissati una volta per tutte con la presentazione della stessa, essendo essi influenzati da una molteplicità di elementi per loro natura variabili. Tuttavia, la normativa del nuovo “Codice dei contratti pubblici”, stante la sua diretta derivazione comunitaria, deve essere necessariamente interpretata in coerenza con i superiori Principi di riferimento e, nello specifico, con l’art. 69 della Direttiva n. 2014/24, secondo cui “l’Amministrazione aggiudicatrice valuta le informazioni fornite consultando l’offerente”, in tal modo garantendo il pieno contraddittorio anche (laddove necessario) attraverso più passaggi procedimentali volti a spiegare i profili ancora dubbi o in contestazione dopo la presentazione delle iniziali giustificazioni scritte. Su quanto sopra affermato è consolidata la giurisprudenza di merito, la quale ha avuto modo di precisare che, “nel giudizio di anomalia delle offerte, è sempre considerato centrale il rispetto del Principio del contraddittorio, imponendo alla Stazione appaltante, prima di procedere all’esclusione dell’offerta, la attenta valutazione e ponderazione delle giustificazioni presentate dall’Impresa ‘sospettata’ di aver presentato un’offerta anormalmente bassa, atteso che l’esclusione automatica o, comunque, non attentamente ponderata di tale offerta rischia di pregiudicare i principi comunitari a tutela della concorrenza e della libertà di impresa”.


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