La giornata parlamentare – 23 giugno

Quella che si è conclusa è stata una settimana di grandi manovre politiche. Nel centro destra è tornato a parlare Berlusconirilanciando se stesso e la necessità di una alleanza, a guida Forza Italia, con la Lega Fratelli d’Italia. In casa del M5S sembra ormi certo che la sindaca di Roma Raggi riceverà la richiesta di rinvio a giudizio sul caso nomine. Mentre nel Centro Sinistra si alza, giorno dopo giorno, la tensione fra Partito Democratico e Mdp e traballa ogni tentativo di unione messo in campo da Pisapia e Prodi.

Sullo sfondo il secondo turno delle amministrative. Sono molte le città che domenica andranno al voto, fra queste 22 comuni capoluogo come Genova, Parma, Verona. Centro Destra e Centro Sinistra si sfideranno in 21 capoluoghi, mentre il M5S si contenderà la sola città di Asti. Il Centro Destra è in vantaggio in 12 città e se i risultati verranno confermati sarà il vincitore di questa tornata elettorale.

A livello parlamentare in Senato la maggioranza ha superato lo scoglio delle mozioni sui vertici Consip e ha iniziato l’esame della proposta di legge sul Codice Antimafia. La Camera invece, ha approvato la pdl sulle aree protette e la pdl sulle modifiche allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol. Ha poi approvato definitivamente la proposta di legge per l’ Istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, la pdl sui reati contro il patrimonio culturale e quella sulla tutela degli amministratori locale dalle intimidazioni. Mercoledì in entrambi rami del Parlamento Gentiloni ha svolto le Comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo.

Al Senato

Nella giornata di oggi l’Assemblea del Senato e le Commissioni non si riuniranno. Nel corso della settimana, l’Aula di palazzo Madama ha discusso e approvato le mozioni sui vertici Consip nonostante la netta contrarietà del Partito Democratico. Dopo un lunghissimo dibattito è stata approvata, con il parere favorevole del Governo, la mozione presentata dal capogruppo Pd Zanda e quella riformulata del senatore di Idea Augello. Sono invece state respinte tutte quelle delle opposizioni, ma soprattutto quella dei bersaniani di Mdp che chiedevano anche la revoca dell’incarico al Ministro dello sport Luca Lotti, indagato per rivelazione di segreto d’ufficio. Alla fine la maggioranza ha retto l’urto anche se, per non andare sotto, sono stati necessari i voti di Forza Italia e Ala. Nei giorni successivi il clima di fortissima tensione tra Pd e Mdp non si è attenuato; Renzi ha chiesto una verifica di maggioranza visto che gli ex di Mpd in una sola settimana non hanno votato la fiducia sulla manovrina, sono scesi in piazza contro il Governo e hanno presentato una mozione per chiedere la revoca dell’incarico a un Ministro.

Le comunicazioni di Gentiloni sul prossimo Consiglio UE

Mercoledì in entrambi rami del Parlamento il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha svolto le Comunicazioni del Governo in vista del Consiglio europeo del 22 e 23 giugno 2017. Nel suo intervento il Capo dell’esecutivo ha innanzitutto ricordato che lunedì scorso sono iniziati i negoziati per l’uscita del Regno Unito dalla UE e che l’obiettivo dell’Italia è di raggiungere la massima chiarezza dei rapporti tra Regno Unito e UE. A suo giudizio oggi l’ Europa ha uno spazio geopolitico maggiore da occupare come dimostra la scelta di proseguire con le politiche per contrastare i cambiamenti climatici dichiarando non negoziabili gli accordi di Parigi.

Gentiloni ha poi auspicato che l’elezione di Macron possa risultare determinante per rilancio del progetto europeista e ha ribadito che l’Italia si batterà con forza affinché cambi l’intero edificio europeo: rilanciare la flessibilità, creare una vera e più forte unione monetaria, rafforzare le politiche del lavoro e d’ inclusione di sociale e gli investimenti. Il Presidente del Consiglio ha poi toccato i temi più caldi del momento, ovvero quelli legati all’immigrazione: ha riaffermato il ruolo guida dell’Italia e l’esigenza di una nuova misura emergenziale a sostegno degli Stati membri in prima linea, e ribadito la necessità di una politica comune nei confronti dell’Africa. Infine ha comunicato che l’Italia ha ufficialmente candidato Milano quale sede delle Agenzie europee delle banche del farmaco. Tutte questioni che sono state recepite dalle risoluzioni di maggioranza che sono state approvate rispettivamente da Camera e Senato.

Alla Camera

Passando all’altro ramo del Parlamento, oggi l’Assemblea e le Commissioni di Montecitorio non si riuniranno. Nell’arco di questa settimana, l’Aula di palazzo Montecitorio ha discusso e approvato, con 249 voti a favore, 115 contrari e 32 astenuti, la proposta di legge sulle Aree protette. Tra i punti principali del provvedimento, che ora ritorna al Senato, ci sono: il divieto di nuove attività di prospezione, ricerca, estrazione e sfruttamento d’idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio dei parchi e nelle aree contigue, e alcuni contributi una tantum per il recupero degli equilibri naturali a carico dei titolari d’impianti Fer e di attività estrattive, oltre che di oleodotti, metanodotti, carbondotti ed elettrodotti.

Ci sono poi tempi certi per l’elezione del Presidente del parco, che sarà scelto nell’ambito di una terna proposta dal ministro dell’Ambiente; il ripristino della norma per cui il Consiglio direttivo dell’Ente parco è formato da otto componenti e la modifica della disciplina per l’istituzione di aree marine protette (AMP). Inoltre viene previsto che a decorrere dal 2017 gli enti di gestione delle aree protette possano beneficiare del 5 per mille e possano essere destinatari di beni confiscati alle mafie; vengono inasprite le sanzioni per le violazioni e concessa la possibilità dell’ affidamento in concessione dei beni demaniali presenti nel territorio dell’area protetta. Vengono poi istituiti nuovi parchi e si delega il Governo ad adottare un decreto legislativo per l’istituzione di un unico Parco del Delta del Po; al contempo però si prevede l’eliminazione delle esercitazioni militari dalle attività che dovranno essere disciplinate dal regolamento del parco, che dovrà regolare invece il sorvolo non autorizzato di velivoli.

Successivamente l’Aula di Montecitorio ha approvato definitivamente, con 426 i voti favorevoli, 3 astenuti e nessuno contrario, la legge per l’ Istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. La Commissione sarà costituita da venti senatori e da venti deputatinominati dai presidenti delle Camere e sarà chiamata a verificare, con attenzione particolare alla tutela dei risparmiatori, gli effetti sul sistema bancario italiano della crisi finanziaria globale e le conseguenze dell’aggravamento del debito pubblico. Inoltre dovrà occuparsi di verificare la gestione di quegli Istituti bancari coinvolti in situazioni di crisio di dissesto e destinatari anche in forma indiretta di risorse pubbliche o posti in risoluzione. Il nuovo organismo si occuperà fra l’altro di valutare l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario e sui mercati finanziari, verificando quanto sia stato fatto ai fini della prevenzione e della gestione delle crisi bancarie.

La Camera ha poi approvato, con 226 voti favorevoli, 37 contrari e 97 astenuti, la proposta di legge sui delitti contro il patrimonio culturale. Nello specifico la norma, che ora passa all’esame del Senato, prevede la creazione di un titolo specifico del Codice penale riorganizzando fattispecie e quadro sanzionatorio. In pratica, se l’oggetto è un bene culturale le fattispecie diventano autonome figure di reato e aumentano le pene per il furto (da 2 a 8 anni), l’appropriazione indebita (da uno a 4 anni), laricettazione(da 3 a 12 anni), ilriciclaggio (da 5 a 14 anni), la devastazione e il saccheggio (da 10 a 18 anni). Il Codice penale assorbirà inasprendo la pena anche alcuni reati attualmente previsti dal Codice dei beni Culturali, quali la vendita di un’opera d’arte senza autorizzazioneo in pendenza di prelazione (fino a due anni), l’esportazione illecita (da uno a 4 anni) e il danneggiamento o imbrattamento (da uno a 5 anni). Vengono poi previsti nuovi reati come il delitto di illecita detenzione (da 6 mesi a 5 anni) e quello per il possesso ingiustificato di metal detector o strumenti di sondaggio in aree archeologiche.

L’aula della Camera ha approvato in via definitiva il ddl a t utela dei Corpi politici, amministrativi o giudiziari e dei loro singoli componenti. La legge, che è stata approvata con 268 voti favorevoli, 74 astenuti e nessun contrario, prevede una maggiore protezione dalle intimidazioni per i Sindaci e gli amministratori locali, ma anche i consiglieri regionali, i parlamentari e i candidati, con un inasprimento delle pene. La norma, oltre a prevedere l’ arresto in flagranza per chi commette violenza o minaccia e tutta una serie di aggravanti come quella della violenza o minaccia commesse con armi, da più persone o persona a viso coperto, da associazioni segrete, istituisce un osservatorio sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali.

E il concorrenza?

Si allunga ancora l’iter del disegno di legge annuale sullaconcorrenza, approvato dal Governo nell’aprile del 2015, ed ora in terza lettura alla Camera. Le commissioni Finanze e Attività produttive hanno infatti approvato quattro modifiche (mercato dell’energia, telemarketing, tacito rinnovo delle polizze assicurative, e licenze per gli studi di odontoiatri) al testo uscito con la fiducia dal Senato, bocciando tutte le altre circa 250 proposte di modifica. Ma tanto basta a rendere necessario un ulteriore passaggio a Palazzo Madama. Il provvedimento andrà in Aula lunedì e allo stato attuale non sembra che il Governo sia intenzionato a porre la questione di fiducia, anche per un problema di tempi come ha spiegato il relatore in commissione Andrea Martella (Pd): “Credo non ce ne sarà bisogno perché i tempi saranno contingentati, da martedì si inizia a votare e si dovrebbe chiudere tutto in settimana”.

Ma il nuovo slittamento dell’approvazione della legge, che nasce come annuale ma il cui iter dura ormai da 26 mesi, ha scatenato una forte dibattito. Innescato dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, che da tempo chiede che il ddl sia approvato definitivamente per poi varare le necessarie precisazioni in sede attuativa o con altri strumenti. “Con tutto il dovuto rispetto per il Parlamento la decisione di riaprire il ddl concorrenza a più di 850 giorni dalla sua presentazione da parte del Governo Renzi, è difficilmente comprensibile e rischia di trasmettere l’ennesimo segnale negativo su questo tema per cittadini, imprese e istituzioni internazionali. Vedremo se gli impegni ad approvarlo rapidamente al Senato troveranno riscontro” ha polemicamente aggiunto il Ministro.

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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