“5 per mille”: scattano i controlli su almeno il 15% dei Comuni destinatari delle risorse

“5 per mille”: scattano i controlli su almeno il 15% dei Comuni destinatari delle risorse

Con la Circolare n. 17 del 15 ottobre 2018, il Ministero dell’Interno-Direzione centrale della Finanza locale, ha fornito indicazioni alle Prefetture, ai Commissariati del Governo di Trento e Bolzano e alla Presidenza della Giunta regionale della Valle d’Aosta, in merito ai loro poteri ispettivi e di controllo sulle quote del “5 per mille” assegnate ai Comuni.

Come si ricorderà, ai sensi del Dpcm. 23 aprile 2010, come modificato dal Dpcm. 7 luglio 2016, diversamente dai Comuni destinatari di risorse finanziarie superiori ad Euro 20.000, quelli che restano al di sotto di tale soglia non devono trasmettere il rendiconto e la relazione illustrativa alla Direzione stessa, attraverso una procedura telematica. Questi devono infatti redigereil rendiconto e la relazione illustrativa utilizzando modelli cartacei conservando l’intera documentazione agli atti del proprio ufficio per almeno 10 anni.

In merito al controllo, il Viminale specifica che ad essere ispezionato – previo sorteggio da condursi presso le Prefetture – deve essere almeno il 15% degli Enti liquidati nell’arco di un determinato esercizio finanziario.

I controlli potranno essere eseguiti dopo il 14esimo mese dalla ricezione delle somme. Infatti, sebbene la norma stabilisca che questo genere di risorse deve essere usato entro 1 anno, la data a partire dalla quale si calcola l’avvio dell’anno decorre, convenzionalmente, dal secondo mese dell’avvenuta erogazione dell’importo.

Le verifiche dovranno riguardare le somme percepite dai Comuni, indipendentemente agli anni d’imposta a cui si riferiscono (principio di cassa), a decorrere dall’esercizio 2016, e gli esiti dovranno essere comunicati alla Direzione centrale della Finanza locale, rispettivamente,entro il 31 marzo 2019 (per l’anno 2016), entro il 30 giugno 2019 per l’anno 2017 e, per gli anni successivi, entro il 31 marzo di 2 anni dopo (ad esempio: per il 2018 entro il 31 marzo 2020; per il 2019 entro il 31 marzo 2021 e così via).

Ove dovessero essere segnalate mancate o parziali utilizzazioni delle risorse o destinazioni non conformi alla normativa vigente, il Viminale deve procedere a recuperare le somme attribuite ai Comuni inadempienti per la parte non utilizzata ovvero utilizzata per finalità diverse dagli scopi per i quali sono attribuiti i fondi del “5 per mille”.


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