Attraverso una Notizia pubblicata in data 25 giugno 2026 sul sito istituzionale, Anac rende noto che dal 1° luglio 2026 entra in funzione il nuovo Sistema informatico predisposto dall’Autorità per il monitoraggio dell’efficienza decisionale delle Stazioni appaltanti e delle Centrali di committenza qualificate. La Piattaforma digitalizza gli adempimenti previsti dall’art. 11 dell’Allegato “II.4” del “Codice dei Contratti pubblici”, come modificato dal Dlgs. n. 209/2024 (“Correttivo al Codice”), consentendo la rilevazione semestrale dei tempi medi di conclusione delle procedure di affidamento.
L’obiettivo è misurare in modo uniforme la capacità delle Amministrazioni di concludere tempestivamente le gare e favorire il miglioramento dell’organizzazione delle strutture deputate alla gestione degli Appalti.
Come viene calcolata l’efficienza decisionale
Il monitoraggio riguarda le procedure aperte pubblicate a partire dal 1° gennaio 2025, con esclusione degli Accordi-quadro e delle Convenzioni.
L’Indicatore prende in considerazione il tempo medio intercorrente tra:
- la data originariamente fissata per la presentazione delle offerte;
- la data di stipula del contratto.
Il dato viene elaborato automaticamente utilizzando le informazioni presenti nella “Banca-dati nazionale dei Contratti pubblici” (“Bdncp”).
Quando scatta l’obbligo del Piano di riorganizzazione
Qualora il monitoraggio evidenzi un tempo medio superiore a 160 giorni, la Stazione appaltante o la Centrale di committenza qualificata dovrà trasmettere ad Anac un Piano di riorganizzazione.
Il Documento dovrà individuare le principali cause dei ritardi registrati e indicare le misure organizzative previste per ridurre i tempi delle procedure.
Tra gli interventi espressamente richiamati figurano:
- riorganizzazione delle strutture e del personale;
- rafforzamento della formazione specialistica;
- maggiore utilizzo degli strumenti digitali;
- definizione degli obiettivi temporali per il rientro sotto la soglia dei 160 giorni.
La valutazione di Anac
Il Piano sarà oggetto di valutazione da parte dell’Autorità, che potrà svolgere un confronto in contraddittorio con l’Amministrazione interessata e, se necessario, proporre modifiche o integrazioni alle misure programmate.
La verifica riguarderà l’effettiva capacità del Piano di ridurre i tempi medi delle procedure di affidamento.
Qualora il monitoraggio successivo dimostri il raggiungimento di un tempo medio pari o inferiore a 115 giorni, la Stazione appaltante potrà ottenere il punteggio premiale previsto nell’ambito del Sistema di qualificazione.
Un Sistema completamente digitalizzato
La principale novità consiste nella completa digitalizzazione dell’intero procedimento.
Attraverso la nuova Sezione dedicata del Sistema di qualificazione, le Amministrazioni potranno:
- consultare il tempo medio calcolato automaticamente;
- verificare i dati utilizzati per l’elaborazione dell’Indicatore;
- trasmettere il piano di riorganizzazione;
- seguire l’iter di valutazione da parte di Anac.
Il Sistema consentirà inoltre l’attribuzione automatica dell’eventuale punteggio premiale sulla base dei dati registrati nella “Bdncp”.
Disponibili Formulario e Istruzioni operative
Per agevolare le Amministrazioni, Anac ha pubblicato sul Portale dedicato alla qualificazione delle Stazioni appaltanti:
- un Formulario in formato Excel per la predisposizione del Piano di riorganizzazione;
- un documento contenente le Indicazioni operative, con istruzioni sulla prima applicazione, sulle modalità di utilizzo della Piattaforma e sulle relative scadenze.
Le conseguenze dell’inadempimento
L’Autorità ricorda che la mancata trasmissione del Piano di riorganizzazione o la mancata attuazione delle misure previste costituiscono gravi violazioni ai sensi dell’art. 63, comma 11, del Dlgs. n. 36/2023.
Tali comportamenti possono incidere sul Sistema di qualificazione della Stazione appaltante, con possibili riflessi sulla capacità dell’Ente di gestire autonomamente le procedure di affidamento.




