Corte di Cassazione, Ordinanza n. 22668 del 3 luglio 2026
La vicenda riguarda una Società che ha ricevuto un’Intimazione di pagamento collegata a una cartella per Imposte, Iva e altri importi non pagati.
In primo grado il contribuente aveva vinto, ma in appello la decisione è stata cambiata e l’atto della riscossione è stato considerato valido.
La Società si è quindi rivolta alla Cassazione, sostenendo che l’appello dell’Agente della riscossione fosse irregolare, che vi fossero problemi nella rappresentanza dell’Ente, che la notifica della cartella via Pec non fosse valida, e che non fosse stata valutata correttamente l’Istanza di sospensione o
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