“Decreto P.A.”, Anci chiede di completare la Riforma: dagli incarichi ex art. 110 Tuel al dissesto, le proposte dell’Associazione

L’Anci valuta positivamente alcune delle misure contenute nel Dl. n. 144/2026, a partire dal superamento del tetto storico alla spesa di personale per le assunzioni a tempo indeterminato e dalle disposizioni volte ad assicurare la prosecuzione degli investimenti relativi alle cosiddette “Piccole e Medie Opere”, ma chiede al Parlamento di “completare il percorso”

L’Anci valuta positivamente alcune delle misure contenute nel Dl. n. 144/2026 (c.d. “Decreto P.A.”), a partire dal superamento del tetto storico alla spesa di personale per le assunzioni a tempo indeterminato e dalle disposizioni volte ad assicurare la prosecuzione degli Investimenti relativi alle cosiddette “Piccole e Medie Opere”, ma chiede al Parlamento di “completare il percorso” intervenendo sulle criticità ancora aperte.

È quanto emerso dall’audizione presso le Commissioni Bilancio e Ambiente della Camera del Presidente del Consiglio nazionale Anci, Marco Fioravanti, nell’ambito dell’esame del Ddl. di conversione del Dl. n. 144/2026 (AC 3083), come si apprende da una serie di Comunicazioni diffuse dall’Associazione in data 10 settembre 2026. Secondo l’Associazione, l’obiettivo deve essere quello di completare le innovazioni già introdotte dal Decreto, superare le criticità applicative e fornire agli Enti strumenti più adeguati alle responsabilità loro attribuite.

A questo scopo, l’Anci ha predisposto un articolato pacchetto di Proposte emendative, che interviene principalmente su personale e Segretari comunali, Protezione civile, modifiche al Tuel, Unioni di Comuni e ulteriori disposizioni di carattere finanziario e ordinamentale.

Personale, incarichi ex art. 110, e trattamento accessorio

Una parte rilevante delle Proposte riguarda il personale degli Enti Locali. Tra gli interventi qualificati dalla stessa Anci come di fondamentale importanza figura quello sugli incarichi di cui all’art. 110 del Tuel. La proposta mira a consentire il rinnovo dei contratti e una nuova assunzione a tempo determinato di dirigenti e titolari di incarichi di alta specializzazione, anche senza soluzione di continuità e oltre il limite quinquennale collegato al mandato del Sindaco o del Presidente della Provincia, purché venga svolta una nuova procedura selettiva pubblica. Si propone inoltre di chiarire la possibilità di attribuire l’indennità ad personam anche ai candidati già dipendenti di ruolo della PA.

L’Anci propone inoltre di spostare dal 31 dicembre 2026 al 31 dicembre 2029 il termine previsto per gli incarichi dirigenziali ex art. 110, comma 1, del Tuel. connessi alle attività di attuazione del “Pnrr”.

Sul versante delle capacità assunzionali, viene chiesto di estendere anche ai rapporti di lavoro a tempo determinato il criterio della sostenibilità finanziaria previsto dall’art. 33, comma 2, del Dl. n. 34/2019, completando così il superamento dei precedenti vincoli alla spesa di personale.

Le Proposte intervengono anche sul trattamento accessorio, sul “Fondo della dirigenza”, e sulla neutralizzazione, ai fini dei limiti alla spesa e delle capacità assunzionali, delle spese di personale finanziate con risorse provenienti da soggetti esterni. Il pacchetto comprende inoltre interventi sulle progressioni del personale educativo-scolastico, sugli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali, sulle graduatorie derivanti dagli elenchi di idonei, e sull’utilizzo delle economie del “Fondo” destinato ai piccoli Comuni per le assunzioni “Pnrr” e per gli oneri dei Segretari comunali.

Incentivi per il recupero delle entrate

Tra le Proposte figura anche una revisione degli incentivi per la gestione delle entrate locali. L’Anci chiede di modificare l’art. 1, comma 1091, della Legge n. 145/2018, consentendo ai Comuni di destinare fino al 5% del maggior gettito accertato e riscosso derivante dal recupero di Imu e Tari al potenziamento degli Uffici e al trattamento accessorio del personale coinvolto negli obiettivi di recupero.

La Proposta amplia il riferimento alle entrate patrimoniali, porta al 50% del trattamento tabellare annuo lordo individuale il limite massimo del beneficio e contempla anche il caso nel quale il Servizio di accertamento sia affidato in concessione: in quest’ultima ipotesi il limite sarebbe pari al 15%, con incentivi rivolti alle attività di controllo e supporto nei confronti del concessionario.

Protezione civile

Un’altra richiesta riguarda i lavori di somma urgenza di Protezione civile. L’Anci considera incompatibile con le concrete dinamiche emergenziali l’attuale termine di 20 giorni previsto per sottoporre al Consiglio il riconoscimento della spesa.

La Proposta è di portare il termine a 60 giorni dalla Dichiarazione dello stato di emergenza oppure, qualora tale Dichiarazione non intervenga, a 180 giorni dall’avvio dell’intervento. La modifica proposta all’art. 191 del Tuel punta, secondo l’Associazione, a coordinare gli adempimenti contabili con le tempistiche effettive della gestione dell’emergenza e a ridurre le incertezze e i rischi di responsabilità amministrativo-contabile.

Dissesto finanziario e modifiche al Tuel

Particolare attenzione viene riservata anche alla disciplina del Dissesto finanziario. Nel corso dell’Audizione Fioravanti ha sottolineato che le disposizioni già contenute nel Decreto rispondono soltanto parzialmente alle richieste dell’Anci, auspicando una revisione più organica e omogenea del Tuel.

Le Proposte emendative intervengono, tra l’altro, sulla gestione del “Fondo anticipazioni di liquidità” e sulla disciplina degli interessi relativi ai debiti degli Enti dissestati. In particolare, l’Anci propone l’applicazione del tasso legale pro tempore vigente ai debiti insoluti e alle somme dovute per anticipazioni di cassa nel periodo compreso tra la dichiarazione del dissesto e l’approvazione del rendiconto dell’Organo straordinario di liquidazione, escludendo la rivalutazione monetaria.

Il pacchetto comprende inoltre modifiche all’art. 210 del Tuel in materia di affidamento del Servizio di Tesoreria, al riparto delle competenze dei Consigli comunali, allo status degli Amministratori, agli Uffici di staff e ai criteri per gli incarichi e le nomine dei Revisori degli Enti Locali.

Unioni di Comuni e Imposta di soggiorno

Sul fronte delle Unioni di Comuni, l’Anci propone di armonizzare la disciplina relativa allo status degli Amministratori, ponendo a carico dell’Unione gli oneri per permessi retribuiti, previdenziali, assistenziali e assicurativi e i rimborsi previsti dal Tuel. Viene inoltre chiesto di eliminare il riferimento alla necessaria “riduzione delle spese” nella disciplina delle Unioni, mantenendo come parametri l’economicità e l’efficienza.

Di rilievo anche la Proposta sull’Imposta di soggiorno: nelle more di un riordino complessivo della disciplina, l’Anci chiede di riconoscere, a decorrere dal 1° ottobre 2026, la facoltà di istituire l’Imposta a tutti i Comuni e alle Unioni di Comuni, superando l’attuale delimitazione soggettiva, e di elevare da 5 a 10 Euro l’importo massimo previsto dalla norma.

Pagamenti, regolarità contributiva e altre proposte

Le richieste riguardano anche i rapporti tra P.A. e fornitori. In materia di regolarità contributiva, viene proposta la possibilità per l’Amministrazione di registrare sulla Piattaforma dei crediti commerciali la sospensione delle fatture in caso di mancata trasmissione della documentazione da parte del libero professionista, di Durc in verifica o, per i lavori edili, di mancata disponibilità del documento relativo alla congruità dell’incidenza della manodopera.

Completano il pacchetto proposte riguardanti la regolarità fiscale e la sospensione dei pagamenti, le insegne di esercizio e i mezzi pubblicitari, la continuità dei servizi scolastici comunali, il “Canone unico” per le occupazioni permanenti del suolo pubblico con infrastrutture di comunicazione elettronica e le indennità degli Amministratori locali.

Per queste ultime, l’Anci chiede in particolare di eliminare il termine del 31 dicembre 2025 previsto dalla disciplina che consente di riconoscere il contributo statale anche quando gli Amministratori abbiano deliberato una riduzione dell’indennità: secondo l’Associazione, senza il correttivo i Comuni interessati rischiano di dover restituire il contributo ricevuto per il 2026.

Infine, viene proposta una norma di salvaguardia per le“Opere medie” relative alle annualità dal 2021 al 2025: anche in presenza del mancato rispetto di alcuni termini, i contributi non verrebbero recuperati qualora, al 31 ottobre 2026, risulti stipulato il contratto di affidamento dei lavori. L’obiettivo indicato dall’Anci è evitare il recupero delle risorse per opere già concluse o in corso e salvaguardare, al contempo, la stabilità dei bilanci degli Enti.

Nel corso dell’Audizione l’Anci ha infine richiamato la necessità di garantire risorse sufficienti a compensare il definanziamento di alcune misure “Pnrr” relative a inclusione sociale, Housing First e servizi per le persone con disabilità, affinché possano essere portate a termine le opere e assicurati i servizi già avviati.