Finanza pubblica: Commissione Ue riconosce all’Italia flessibilità pari allo 0,85% del Pil per sostenere la ripresa

Con il Comunicato 17 maggio 2016, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto il contenuto della corrispondenza scambiata dal Ministro, Pier Carlo Padoan, e la Commissione europea, in merito al programma italiano di finanza pubblica per il 2016.

Come noto, di norma, la Commissione esprime la propria valutazione sul Documento programmatico di bilancio (“Draft Budgetary Plan”) in autunno, ma lo scorso anno decise di rimandare la propria valutazione in attesa dei primi segnali di implementazione del programma e delle dinamiche macroeconomiche del 2016.

Per valutare l’interazione tra il programma di finanza pubblica per il 2016 e il ‘Programma di stabilità 2017-2019’, in particolare con riferimento all’andamento del debito pubblico, nelle ultime settimane – si legge nella Nota Mef – la Commissione europea ha chiesto al Governo documentazione utile a chiarire le ragioni delle scelte operate. Il 2 maggio è stato chiesto al Governo di illustrare le ragioni dello scostamento dal percorso di riduzione del debito pubblico oggetto delle precedenti valutazioni, e il Ministro Padoan ha fornito la documentazione che la Commissione utilizzerà per redigere il rapporto sul debito previsto dall’art. 126.3 dei Trattati”.

A ciò ha fatto seguito un scambio di corrispondenza tra il Vice-Presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, il Commissario agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, e il Ministro Padoan.

Con la propria lettera – spiegano da Via XX Settembre – la Commissione annuncia l’intenzione di riconoscere all’Italia per il 2016 una flessibilità nella gestione della programmazione economico-finanziaria pari allo 0,85% del Pil, che consente al Governo di implementare il percorso di aggiustamento delle finanze pubbliche e al tempo stesso di sostenere la ripresa e stimolare la crescita, condizione chiave per la riduzione del rapporto debito/Pil”.