Il 9 maggio 2022 l’Aran e le Parti sindacali hanno sottoscritto in via definitiva il testo del “Contratto collettivo nazionale di lavoro – Comparto ‘Funzioni centrali’, periodo 2019/2021”; pertanto, a partire dal 10 maggio 2022, il Contratto può entrare definitivamente in vigore ed esplicherà i suoi effetti nei confronti di tutti i dipendenti rientranti nel Comparto delle “Funzioni centrali”.
Come si legge dal Comunicato pubblicato dall’Aran il 9 maggio 2022 sul proprio sito istituzionale, gli elementi maggiormente caratterizzanti del Contratto collettivo sono i seguenti:
- il nuovo Sistema di classificazione del personale, articolato su 4 Aree, di cui una destinata alle elevate professionalità. A parità di inquadramento giuridico, il Modello prevede avanzamenti retributivi correlati alle competenze professionali progressivamente acquisite, attribuiti mediante procedura selettiva che contempera le esigenze di premialità e di inclusività. Tale Modello consentirà un maggiore agio nello sviluppo professionale del personale delle Pubbliche Amministrazioni centrali al fine di valorizzare i più meritevoli ed incoraggiare percorsi di crescita di maggiore qualità;
- la regolamentazione del lavoro a distanza, che si articola in “lavoro agile”, di cui alla Legge n. 81/2017, e lavoro da remoto. Si tratta di un importante riconoscimento di questa tipologia lavorativa, che supera il momento emergenziale e può diventare una modalità ordinaria ed efficace articolazione dell’attività lavorativa;
- un ulteriore impulso alle relazioni sindacali, a testimonianza della volontà delle parti di mantenere un dialogo costruttivo e collaborativo tra Amministrazioni e Organizzazioni sindacali;
- una rinnovata attenzione alla formazione del personale, specie in questo particolare momento storico in cui è necessario completare la Transizione digitale ed investire – con specifiche risorse già stanziate dal Governo – in processi di sviluppo di competenze e qualificazioni professionali;
- la rivisitazione di alcuni istituti normo-economici previsti dal precedente Ccnl., che ha portato, rispettivamente: l’ampliamento della tutela nei confronti di chi si deve assentare per curare gravi patologie che richiedono terapie salvavita; l’estensione della copertura assicurativa ai dipendenti che ricoprano posizioni di lavoro che richiedono l’assunzione di responsabilità diretta verso l’esterno; l’introduzione di tutele volte a consentire alle persone di vivere in modo equilibrato la propria identità di genere.
Per quanto riguarda il trattamento economico, si riconosce – a decorrere dal 1° gennaio 2021 – a ciascun dipendente un incremento stipendiale pari a circa Euro 105 medi per 13 mensilità, includendo le ulteriori risorse che sono state da ultimo stanziate nella “Legge di bilancio per il 2022”. Il Contratto collettivo così firmato riconosce anche arretrati contrattuali medi, per il periodo 2019-2021, pari a circa Euro 1.800 lordo Ivc per dipendente.
Secondo il Ministro Brunetta, “la firma definitiva all’Aran del nuovo Contratto per il Comparto ‘Funzioni centrali’, apripista per tutti gli altri, è il giusto coronamento di un percorso virtuoso avviato il 10 marzo 2021, con il ‘Patto per l’Innovazione del lavoro pubblico e la Coesione sociale’ siglato con i Sindacati a Palazzo Chigi. Un traguardo importante che mi rende orgoglioso, innanzitutto per il suo alto valore simbolico: riconosce al capitale umano pubblico la centralità che gli spetta e che ha largamente dimostrato durante i mesi più drammatici della pandemia, garantendo la tenuta dei servizi e della comunità. Gli aumenti e gli arretrati in arrivo rappresentano una boccata d’ossigeno per i lavoratori, in un momento caratterizzato da un generalizzato aumento dei prezzi. E le novità normative sono puntelli cruciali alla Riforma del ‘Pubblico Impiego’ prevista dal ‘Pnrr’: il nuovo ordinamento professionale con la IV Area per le elevate professionalità, la valorizzazione della formazione e del merito, la regolazione dello ‘smart working’. La rivoluzione del lavoro pubblico è in corso. Adesso avanti, con la stessa determinazione, per chiudere i Contratti della Sanità e degli Enti Locali”.




