Il Prodotto interno lordo (Pil) italiano è cresciuto dell’1% nel 2016. Questo il dato emerso dalle stime preliminari diffuse dall’Istat il 14 febbraio 2017. Ove confermate, queste cifre dipingerebbero il quadro più roseo dal 2010 ad oggi e un risultato migliore rispetto a quello prospettato dalla Nota di aggiornamento del Def, che aveva invece ipotizzato una crescita dello 0,8%.
Per la precisione, la variazione annua del Pil, stimata sui dati trimestrali grezzi, è pari a +0,9% ma, se si tiene conto dei cosiddetti “effetti di calendario” (nel 2016 vi sono state 2 giornate lavorative in meno rispetto al 2015), si giunge appunto al citato aumento dell’1,0%.
Il Pil registrato nel quarto trimestre 2016, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è risultato in crescita dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% nei confronti del quarto trimestre del 2015.
L’Istat ha parlato di “aumento del valore aggiunto nei Settori dell’industria e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto nel Comparto dell’agricoltura”, rilevando anche, sul fronte della domanda, “un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta”.
Il dato, incoraggiante se si guarda agli ultimi anni (2011 +0,4%; 2012 -2,5%; 2013 -1,9%; 2014 +0,1%; 2015 +0,7%), risulta sempre piuttosto modesto se si getta lo sguardo oltre i confini nazionali. Il valore medio registrato nell’Eurozona è pari infatti all’1,7%.




