Raccogliere contributi e proposte sottoscritte dai Sindaci italiani per “liberarli da vincoli e paradossi normativi che ingessano l’attività amministrativa nei Comuni italiani”. Questo il dichiarato intento di “#liberiamoisindaci”, la campagna lanciata da Anci e presentata dal Presidente dell’Associazione stessa, Antonio Decaro, nel corso della relazione davanti al Consiglio nazionale Anci e annunciata con un Comunicato-stampa pubblicato sul relativo sito istituzionale il 16 maggio 2018.
Una volta raccolte le adesioni e le segnalazioni all’indirizzo mail liberiamoisindaci@anci.it, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani produrrà una proposta di legge da passare nelle mani del nuovo Governo e delle Forze politiche rappresentate in Parlamento.
Decaro ha esortato anche i Dirigenti comunali a farsi partecipi del Progetto, segnalando “storture e strozzature che ingessano anche il loro lavoro”.
“Fare il Sindaco – ha detto il Sindaco di Bari – è un grande onore ma sta diventando sempre più un mestiere difficile, per via del moltiplicarsi delle decisioni scomode e impopolari da prendere che ci espongono alla quasi certezza di metterci nei guai. […]. È giusto essere vessati da norme anacronistiche tipo quelle che impongono a noi di firmare i Tso magari in piena notte? È giusto firmare gli ordini di sequestro delle merci avariate? È giusto che siano i Sindaci a tenere il registro delle sostanze stupefacenti o che siano sempre i Sindaci a firmare le ordinanze che impediscono la raccolta degli ortaggi in terreni considerato inquinati?”.
Questi gli indirizzi principali su cui dovrebbe reggersi la proposta di legge dei Primi cittadini: “Il primo slogan sarà ‘a ciascuno il suo’, che chiederà pari condizioni per le cariche elettive, senza incompatibilità per i Sindaci che per una norma del 1957 sono costretti alle dimissioni anticipate 6 mesi prima del voto politico: una norma che non tocca nessun altro comparto dello Stato. ‘Buona la prima burocrazia zero’ è il secondo slogan, che mira alla semplificazione amministrativa e ordinamentale, per eliminare obblighi come quelli di certificare e ricertificare provvedimenti su provvedimenti con enorme dispendi di tempo e risorse’. E poi ‘Vita semplice per piccoli Comuni’”.




