Istruzione: depositata la Proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre l’educazione alla cittadinanza nelle Scuole

Introduzione di un’ora alla settimana dedicata all’educazione alla cittadinanza, come disciplina autonoma con propria valutazione, nei piani di studio di ogni ordine e grado: questo l’oggetto della Proposta di legge di iniziativa popolare, “targata” Comune di Firenze, che è stata depositata in Cassazione il 14 giugno 2018.

Come riferito dall’Anci con proprio Comunicato, l’iniziativa è partita dal Sindaco di Firenze, Dario Nardella, ma ha trovato l’appoggio di numerosi “Primi cittadini” a varie latitudini della Penisola.

Affinché la Proposta possa giungere sui banchi del Parlamento è necessario che, nell’arco dei prossimi 6 mesi (decorrenti dalla data di deposito in Cassazione), siano raccolte un totale di 50.000 firme a sostegno della stessa.                                  

Il Sindaco di Firenze ha spiegato come l’iniziativa sia nata dall’urgenza di avere “cittadini sempre più consapevoli di vivere una comunità e del fatto che le regole non sono un ostacolo alla libertà, ma uno strumento utile a ciascun individuo per esprimersi pienamente nella società. Il tema dell’educazione– ha aggiunto – è fondamentale per insegnare questo perché altrimenti resta solo la repressione delle condotte incivili, che richiede sempre più energie e risorse. È necessario che le famiglie capiscano, attraverso un voto per la materia, quanta importanza il sistema delle istituzioni riconosce a questo insegnamento, che produce competenze fondamentali perché i cittadini contribuiscano allo sviluppo civico delle città”.

Gli ha fatto eco anche il Presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che vede nell’insegnamento dell’educazione civica una chiave per rafforzare il senso di appartenenza a una comunità, così da accrescere la consapevolezza dei propri diritti e doveri e dell’impatto del proprio agire sulla comunità.  “Come Amministratori locali– ha detto Decaro – per primi registriamo l’acuirsi di certi fenomeni: una crescente noncuranza per i beni di tutti, una consapevolezza insufficiente delle conseguenze che certe proprie azioni, dall’imbrattare un muro a danneggiare una panchina, hanno sulla vivibilità di noi tutti. E appunto da sindaci, avanziamo questa proposta, da squadra che ha dato molte prove di coesione e di unità in nome delle comunità che rappresenta”.

La Proposta di legge prevede l’introduzione dell’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza con voto autonomo e, ove non si optasse per l’aggiunta di una nuova ora ai quadri orari, comporterebbe la rimodulazione degli orari delle discipline storico-filosofico-giuridiche.

Tra gli obiettivi specifici di apprendimento c’è lo studio della Costituzione e di elementi di educazione civica, delle Istituzioni dello Stato italiano e dell’Unione europea, dei diritti umani, dell’educazione digitale, dell’educazione ambientale, di elementi fondamentali di diritto e dell’educazione alla legalità.

L’idea è di affidare l’insegnamento ai docenti abilitati nelle classi di concorso per italiano, storia, filosofia, diritto ed economia.