Farmacia: Palazzo Spada si esprime sulla vendita all’ingrosso e al dettaglio di medicinali

Nella Sentenza n. 5486 del 21 settembre 2018 del Consiglio di Stato, la questione controversa in esame riguarda la vendita all’ingrosso e al dettaglio di medicinali da parte del Farmacista autorizzato al commercio all’ingrosso. I Giudici osservano che, anche dopo il processo di liberalizzazione del Settore farmaceutico il Farmacista, una volta autorizzato al commercio all’ingrosso, può ritenersi legittimato ad operare nella duplice veste di grossista e di dettagliante ma utilizzando codici diversi a garanzia della trasparenza delle vendite per evitare vendite su mercati paralleli e a garanzia anche della salute pubblica. Tuttavia, i Giudici pongono in evidenza che, alla luce del Dlgs. n. 219/2006 (“Codice comunitario concernente i medicinali per uso umano”), chiunque intenda svolgere attività di distribuzione all’ingrosso di medicinali deve possedere un’autorizzazione rilasciata dalla Regione o dalla Provincia autonoma ovvero dalle altre Autorità competenti, individuate dalla legislazione delle Regioni o delle Province autonome, nella quale sono indicati i locali oggetto dell’attività.

Infine, i Giudici aggiungono che, ai sensi degli artt. 104 e 105 del Dlgs. n. 219/2006, è necessario garantire il servizio pubblico, ovvero la permanenza di un assortimento di medicinali sufficiente a rispondere alle esigenze di un territorio geograficamente determinato, nei limiti di cui i predetti medicinali siano forniti dai titolari di Aic, e di provvedere alla consegna delle forniture richieste in tempi brevissimi su tutto il territorio in questione. A tal fine, non possono essere sottratti alla distribuzione e alla vendita per il territorio nazionale i medicinali per i quali sono stati adottati specifici provvedimenti al fine di prevenire o limitare stati di carenza o indisponibilità, anche temporanee, sul mercato o in assenza di valide alternative terapeutiche.